La
Casa del Sole - Residence per anziani Orsogna - Abruzzo Sito bilingue italiano e inglese
con informazioni e visita virtuale della struttura per anziani autosufficienti
e non.
Macchiato,
Maria Maria Macchiato ha pubblicato due libri sulla vita
e sui problemi che gli anziani affrontano nelle case di riposo.
Un tema di scottante attualità nel 1999 - Anno dell'anziano.
Synergia Si occupano di ricerca sociale, consulenza
organizzativa e formazione nel campo delle politiche sociali e delle
reti di servizio, dell'immigrazione e della povertà, degli anziani
e della famiglia, dei giovani e della comunicazione. Nel sito i
dettagli.
Vimec
Servoscale Produzione di ausili per disabili, handicappati
e anziani per il superamento delle barriere architettoniche: servoscale
con poltroncina rettilinei o con curve, piattaforme elevatrici verticali,
montascale mobile a cingoli o ruote, sollevatori a soffitto e impianti
di sollevamento.
Dipartimento
per gli Affari Sociali Si occupa delle problematiche sociali come: le politiche
per la famiglia, per i minori, per l'adozione, per gli adolescenti
e i giovani, per gli anziani, l'accoglienza di immigrati,
profughi e nomadi e i rapporti con gli organismi di settore italiani
ed esteri. A cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
GLI
ANZIANI Il vecchio è, secondo l'opinione
corrente, una persona che ha fatto il suo tempo, che
ha concluso il suo cammino e che non ha più
niente da dire; una persona che lo Stato assiste con
la pensione e il ricovero, che la società tollera
e di cui la famiglia, il più delle volte, cerca
di liberarsi. La vecchiaia è inevitabilmente
segnata dalla diminuzione di certe capacità.
Quando s'invecchia si perde qualche abilità
(udito, vista, tono muscolare, movimento) oppure le
si possiede in forma meno efficiente. Alcune persone,
tuttavia, soffrono non di problemi fisici ma di solitudine
e persino di senilità, poichè sentono
di perdere la loro utilità e diventano depresse.
Spesso è il modo in cui si affronta l'invecchiamento
che fa la differenza, che fa la felicità e
l'infelicità di una persona anziana. Per alcuni
gli anni della vecchiaia sono anni d'oro: per loro
la vecchiaia significa avere più tempo per
godersi i nipoti e per seguire alcuni interessi; altri
invece non si godono questo periodo della vita perchè
pensano di essere inutili. Un altro vantaggio dell'età
avanzata è l'esperienza e la saggezza che,
di solito, si acquistano con il tempo ma che non sempre
nella società sono riconosciute come importanti.
La sorte dei vecchi nella società primitiva,
ad esempio, oscillava fra due principi: il rispetto,
la venerazione e il vilipendio. Nel primo caso i vecchi
erano considerati i depositari delle tradizioni delle
tribù. (Questo sentimento di rispetto e di
ossequio è generale nelle tribù aborigene
dell' Australia, infatti ancora oggi i vecchi in queste
tribù hanno la facoltà di scegliere
le donne più belle, mentre per alcune popolazione
dell' Africa, il rispetto dei vecchi è ribadito
dalla credenza che essi siano favoriti dagli spiriti,
dall' idea che siano aiutati dalla magia, da incantesimi,
da malefici). Nell' altro caso i vecchi vengono eliminati
dal gruppo, isolati, abbandonati e, addirittura, uccisi.
Nel 1800 la vita si svolgeva in campagna e il 75%
della popolazione si dedicava all' agricoltura e il
vecchio era colui che conosceva, comandava, decideva
e gestiva tutto. Ora, invece, solo il 10-20% della
popolazione si dedica al settore primario e la vita
si svolge in centri urbani, dove la famiglia è
formata da piccoli gruppi costituiti dal padre, dalla
madre e da pochi figli ( massimo due ) e il vecchio
non convive più. Una volta ogni grande famiglia
produceva tutto ciò di cui necessitava e i
lavori venivano divisi : gli uomini lavoravano nei
campi, mentre le donne ricamavano, tessevano, facevano
materassi e tutto ciò che serviva e che era
possibile produrre con quello che avevano a disposizione;
e così facendo, tutti i componenti delle famiglie
erano attivi e c' era fra loro una grande collaborazione;
infatti non era la famiglia che viveva e lavorava
in funzione dei suoi membri, ma viceversa, tutti i
membri vivevano in funzione dei gruppi familiare.
In compenso il gruppo familiare come tale proteggeva
i suoi membri contro i rischi dell' esistenza, per
quanto era possibile in quelle precarie situazioni
sanitarie ed economiche. Così facendo non c'
era bisogno di case di riposo, di centri sociali e
altre comunità per le persone anziane, visto
che esse rappresentavano il componente più
importante della famiglia. Ora il vecchio non è
più importante ma diviene spesso un peso per
tutti. E' facile comprendere come e quanto sia stata
profonda la trasformazione di quel modello di famiglia
del passato, che l'industrializzazione e l'urbanizzazione
hanno profondamente scosso. Oggi l'andare in pensione
è considerato come l'oltrepassare una frontiera
tra la vita e la morte: pensiero totalmente sbagliato.
E' un pensiero sbagliato anche quello di pensare che
dopo aver finito il proprio lavoro sia terminata la
propria vita attiva. Gli anziani dopo essere andati
in pensione devono pensare di cominciare una nuova
vita e di non rassegnarsi all'idea di non aver più
possibilità di produrre. Lo spazio della vita
umana viene da tempo diviso in varie fasi: la prima
è l'età evolutiva o l'età scolastica;
la seconda è l'età adulta o lavorativa,
e la terza è l'età senile. Oggi l'età
senile viene divisa in due fasi, poichè, con
l'allungamento della media di vita, la terza è
in gran parte una fase ancora attiva mentre era stata
considerata da sempre un momento in cui si dipende
dai giovani. I vecchi perdono la vitalità e
invecchiano quando viene loro meno la volontà
di programmare la propria vita, cioè la volontà
di ricercare nuove esperienze, di mettersi a confronto
con gli altri, di essere curiosi e di fare scoperte.
Quindi si può concludere che si è vecchi
quando ci si sente vecchi.
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