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''7 ORE IN ATTESA DI UN'AMBULANZA ALL'OSPEDALE DELL'AQULA'', LA DENUNCIA DEL TRIBUNALE DEL MALATO

Pubblicazione: 09 ottobre 2018 alle ore 12:13

L'AQUILA - "Un paziente anziano che in mattinata ha dovuto avvalersi del servizio del 118 per recarsi al pronto soccorso per un malore, dopo aver ricevuto la dovuta assistenza e dimesso alle ore 12 circa, ha dovuto attendere ben oltre 7 ore prima di poter rientrare presso la propria abitazione per mancanza di ambulanze a disposizione".

La denuncia arriva dal tribunale per i diritti del malato dell'Aquila, che ha raccolto quella che in una nota definisce una "terribile segnalazione di una gravità inaudita".

"Ci sembra superfluo sottolineare le inutili sofferenze che l’anziano ha dovuto sopportare suo malgrado per aver dovuto saltare il pasto del pranzo, non aver potuto assumere la terapia necessaria per la sua condizione sanitaria e l’umiliazione dell’attesa di ore di un miracolo che in realtà è un diritto", fa osservare Paola Federici, coordinatrice del tribunale.

"Nonostante l’impegno incessante dei familiari di cercare anche privatamente un mezzo idoneo, non c’è stata alcuna altra possibilità".

"Purtroppo questo non è un caso sporadico, ma si ripete fin troppo spesso nel tempo di persone dimesse costrette ad attendere ore prima che una ambulanza vada a prenderli e accompagnarli nelle loro residenze. Sappiamo che ci sono numerose associazioni che lavorano in ambito sanitario e che hanno convenzioni con la Asl anche e non solo per il trasporto delle persone e ci chiediamo se nel contenuto di tali convenzioni siano riportate tempistiche di intervento o meno".

"La prima attività del tribunale per i diritti del malato è volta alla ricerca delle soluzioni finalizzate a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia e ci pare indispensabile in questo momento fare degli approfondimenti rispetto a questa situazione che provoca inevitabilmente situazioni gravi di disagio non solo per i pazienti, ma anche per i familiari che si trovano disarmati difronte ad un problema apparentemente superabile con facilità", conclude la Federici.



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