A24-A25: TECNICO SDP, ''DISTACCO NON INFICIA STRUTTURA, RISCHIO E' PER SISMA''

Pubblicazione: 11 settembre 2018 alle ore 20:26

L'AQUILA - "Per quanto attiene ai carichi di esercizio le autostrade A24 e A25 sono sicure".

Il distacco di calcinacci dal viadotto San Giacomo, ieri sera, sulla A24 Roma-L'Aquila-Teramo che passa sull'omonimo quartiere aquilano è "confinato e superficiale legato al calcestruzzo copriferro: è chiaro che può inficiare l'incolumità delle persone, delle macchine, delle case, ma lo stato di ammaloramento non inficia strutturalmente pile e viadotti che noi teniamo sotto controllo costante".

A preoccupare sono i terremoti.

"Riconosciamo una condizione di rischio solo per le azioni sismiche". A dirlo all'Ansa è l'ingegnere Gabriele Nati, direttore tecnico di Strada dei Parchi, la concessionaria delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25, per fare il punto generale della messa in sicurezza. E proprio il viadotto interessato è tra le opere oggetto di messa in sicurezza antisismica, in particolare per quanto riguarda i piloni che reggono i viadotti, per cui c'è stato lo sblocco di 192 milioni. Il direttore tecnico di Strada dei Parchi sottolinea che vengono effettuate "verifiche sistematiche e necessarie per avere la certezze della sicurezza nonostante, a prima vista le foto pubblicate in questi giorni appaiano poco rassicuranti".

E continua: "La vetustà dell'infrastruttura autostradale non è un problema".

Lo sono invece i terremoti in una zona altamente sismica: "Le forti scosse dal 2009 ad oggi - sottolinea l'ing. Nati - hanno messo in evidenza alcune deficienze costruttive sulla durabilità di queste opere, è chiaro che si deve intervenire per ripristinare e durare altri 50 anni, ma con un' azione strutturale che adegui le opere al sisma. Messe in sicurezza parziali non sono efficaci e causano solo spese inutili".

"Ripristinare la sessione originaria - afferma ancora il direttore tecnico di Strada dei Parchi - non ha senso, bisognerebbe smontare tutto e modificare il progetto originario per poi ricostruire. Sarebbe un dispendio di energie mostruoso e fondi spesi male. Nel nostro piano economico finanziario nell'arco di dieci anni è previsto un intervento radicale su tutte le opere con una gerarchia e una priorità legata al concetto di sicurezza. E in dieci anni saranno a norma tutte le opere".

Nati conferma quanto anticipato dal vice presidente delle Strade dei parchi (Sdp), Mauro Fabris: i lavori previsti nei 192 milioni sbloccati dal governo, e c'è l'avvio dell'Intervento strutturale.

"Nell'ambito del Pef abbiamo enucleato alcuni lavori che sono più urgenti - chiarisce il tecnico - che abbiamo raggruppato in un programma di messa in sicurezza urgente denominato Misu. C'è una serie di pile anche segnalate in questi giorni dagli organi di informazione, visto che si trovano al di sopra di strade, di centri abitati, che hanno fatto registrare i distacchi anche causati da scosse forti"



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