''CAVALCANDO UN SOGNO, L'HO REALIZZATO'' LUCA
E IL SUO GIORNALE TRA PIZZOLI E GLI EMIRATI

Pubblicazione: 27 febbraio 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Un hobby che diventa un lavoro, dopo aver passato parte della propria vita alla ricerca del posto fisso prima e dietro una scrivania poi. Questa la storia di Luca Giannangeli​, aquilano di 44 anni, che ha lasciato un comodo e tranquillo impiego e si è dato in tutti i sensi all'ippica.

Scrivendo di cavalli, ha creato un giornale di settore, Sport Endurace, ora anche online sul sito www.sportendurance.it, e da Pizzoli (L'Aquila), dove vive abitualmente, oggi è famoso in tutto il mondo, soprattutto nella zona degli Emirati Arabi.

"Ho scelto di mantenere la società che ho fondato in Italia dove vivo e pago le tasse - racconta Luca ad AbruzzoWeb - quando, in 5 minuti, potrei aprirla in un Paese dove la pressione fiscale varia dallo 0 al 3%! L'ho fatto perchè l’Italia è il Paese più bello del mondo, sono gli italiani che devono cambiare marcia".

"Vorrei cogliere l’occasione - aggiunge - dopo il successo che ho ottenuto e che spero di mantenere, per consigliare ai giovani in cerca del famoso posto fisso, leit motiv che tanti milioni di euro ha fatto guadagnare al grande Checco Zalone, di chiedersi realmente: 'Che cosa so fare? Che cosa mi piace fare?' Se ci pensate bene, oggi, anche lavorando da casa, potete ottenere il vostro successo".

Luca cita Zalone riferendosi al suo ultimo film Quo vado dove il protagonista passa una vita intera a combattere per avere un posto fisso, sogno che coltiva fin da bambino.

"Quando parlo di successo - continua - non parlo di 'fare i soldi', cosa davvero impossibile in questo particolare e storico momento economico, ma di svegliarsi al mattino sereni e di avere tempo di fare quello che più ci rende felici".

Una scelta, la sua, maturata negli anni e che ha avuto una svolta verso la fine degli anni '90, precisamente nel 1997. "Avevo 24 anni. Durante una fresca estate aquilana, mentre pescavo in un piccolo lago artificiale, ho conosciuto un bambino di nome Dario che di continuo si avvicinava facendomi domande sulle esche da usare e sui vari trucchi del mestiere".

Luca e Dario sono diventati amici e, insieme al papà del ragazzino, per lungo tempo hanno continuato a condividere la passione per la pesca. Un giorno Lorenzo, il padre di Dario, lo ha invitato a visitare una proprietà a pochi passi da L’Aquila, e lì è scattato il colpo di fulmine.

"A bordo fiume c’era un grazioso mulino ristrutturato, un campo prova da golf e un grande recinto. Ebbene, quel giorno la mia vita cambiò perchè in quel recinto si nascondeva qualcosa che avrebbe segnato per sempre la mia strada", racconta Luca emozionato, ricordando quei momenti.

"Decine di splendidi e giovani esemplari di cavalli puro sangue arabi e anglo arabi galoppavano gioiosi mostrando la loro nevrilità ed energia. Fu allora che ho deciso - scherza - di darmi all’ippica".

Luca ha acquistato il cavallo che più lo aveva colpito, si chiamava Quasimodo, aveva 7 anni ed era totalmente bianco. "È stato amore a prima vista, da quel giorno passai ore e anni in sua compagnia e poco a poco mi accostai a una disciplina equestre particolare, l’endurance".

L’endurance è una disciplina sportiva che affonda le sue radici negli Stati Uniti, le competizioni consistono in corse di resistenza su percorsi di varia natura e un chilometraggio che varia dai 20 ai 160 chilometri. Nasce come rievocazione dei pony express, i pionieri della posta odierna.

Costretti a cavalcare per ore e ore, su qualunque terreno e con qualunque condizione metereologica, affidavano il loro lavoro all'unico animale capace di offrire un tale servigio, il cavallo arabo.

La svolta è arrivata alla fine nel 2003. "Durante una giornata piovosa di ottobre, sono andato da casa mia, che si trovava alla Villa comunale, fino a via Fortebraccio dove Massimo Alfonsetti e Luca Cucchiella, due giovani e lungimiranti imprenditori aquilani, dettero inizio alla mia storia".

I due progettavano siti Internet, in un periodo in cui ancora non c'era la diffusione odierna.

Luca, aiutato da questi due ragazzi, ha creato un giornale online regolarmente registrato presso il Tribunale di L’Aquila. "Da quel giorno e non ne ho mai saltato uno, ho pubblicato almeno una notizia sull’endurance".

"Ero un neo pubblicista, diventato tale grazie alla collaborazione con varie testate giornalistiche come Cavallo Magazine o Cavalli e Natura e con degli incarichi in vari uffici stampa tra i quali quello in Federazione presso il Coni di Roma", ricorda.

All’epoca era ancora ''costretto'', come lui si definisce, in quella che chiamava gabbia, ovvero il lavoro da impiegato. "Timbravo l’uscita alle 17.30 tutti i giorni - prosegue - e sognavo di lavorare per conto mio seppure avessi faticato tanto dopo l’Università, a trovare posti di lavoro che puntualmente dopo un pò abbandonavo. L’ultimo impiego l’ho lasciato nel 2015, lavoravo presso un società controllata dall'Arpa, per inseguire un sogno che presto è diventata realtà".

Un sogno seguito e coltivato insieme a sua moglie Elena, che ha lasciato anche lei un posto sicuro per lanciarsi in questa avventura. "Abbiamo lanciato il numero 0 della rivista cartacea Sport Endurance, 64 pagine lucide e patinate che parlavano del nostro amato endurance".

"Io scrivevo gli articoli e scattavo le fotografie nei vari eventi e mia moglie si occupava alla traduzione dei testi in lingua inglese, essendo inizialmente in doppia lingua - precisa - Ben presto, scoprendo che il detto 'non si è mai profeti in patria' è maledettamente vero, è divenuto solo in lingua inglese".

Un viaggio in Oman, a Muscat e una fiera equestre hanno creato a un certo punto il momento della svolta. "In quell’occasione abbiamo allestito un piccolo stand e presentammo al mondo la rivista: iniziarono ad arrivare i primi inserzionisti e i primi abbonati da ogni parte del globo - continua ancora - La mia vita la passavo davanti al pc e, con una serie di pellegrinaggi da Ferella, la storica cartoleria, dove il buon Fabio mi vendeva, e lo fa tutt’oggi, le famose buste gialle con i pallini che uso per spedire le riviste".

"Dall’Oman ci hanno invitato negli Emirati Arabi e Abu Dhabi divenne la nostra seconda casa. Io vivo tra Pizzoli e i Paesi del Golfo oggi; il buen retiro è Pizzoli, il deserto e gli Emirati il posto di lavoro".

I primi grossi sponsor istituzionali, le prime soddisfazioni non sono tardate ad arrivare. "Il primo fu lo sceicco Mansoor bin Zayed Al Nahyan - spiega - primo ministro e ministro degli affari presidenziali nonché fratellastro dell’attuale presidente degli Emirati Arabi, Khalifa bin Zayed Al Nahyan".

"E ancora Mohammed bin Rashid al Maktoum, vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi, la rivista ha ricevuto grossi apprezzamenti anche dal re del Bahrain Hamad bin Isa Al Khalifa".

Oggi la società è una casa editrice ed edita anche due giornali cartacei: Arabians evolutions, che si occupa sempre di cavalli ma della disciplina del galoppo da cui prende il nome e Sport Endurance Evo, quest' ultimo è stato lanciato lo scorso ottobre ad Abu Dhabi.

"Abbiamo scelto di puntare sui paesi del Golfo - continua a raccontare - che oggi frequento regolarmente con puntate in Iran, in Kuwait, perchè è lì che il cavallo arabo trova la sua massima espressione. Si racconta infatti che Allah soffiò su una manciata di sabbia e di lì nacque l’Asil, il primo puro sangue arabo".

Luca conclude lanciando un messaggio di speranza, ovviamente in sella."I cavalli ci prestano le ali per volare. Io le ho al mio sogno e l'ho realizzato. Spero che tanti giovani e giovanissimi lo facciano, in sella a questo nobile animale o anche su una bici, l'importante è crederci e mettersi in gioco".



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