''EUROPA A DUE VELOCITA', DI NUOVO SCHIAVI''
IL ''NO'' DEL GIURISTA, ''MEGLIO UNA ITALEXIT''

Pubblicazione: 07 febbraio 2017 alle ore 09:15

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L'AQUILA - Donald Trump, pochi giorni prima di insediarsi quale 45esimo Presidente degli Stati Uniti d'America, ha dichiarato che la Germania si è avvantaggiata oltre misura ed illegittimamente della Moneta Unica Europea, creando gravi difficoltà sia agli altri Paesi dell'eurozona, sia agli Usa, pertanto ha invitato i tedeschi a porre un freno al loro surplus commerciale, illegittimamente accumulato a dismisura ai danni soprattutto dei Paesi del sud Europa, tra i quali l'Italia. 

Pochi giorni dopo il suo insediamento, ha incontrato il primo ministro britannico Theresa May, auspicando i migliori successi per la Brexit ed invitando anche altri Stati europei a seguire l'esempio del Regno Unito.

A quel punto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, messa ormai alle strette dal nuovo asse Usa-Uk - al quale potrebbe aggiungersi la Russia di Putin - decide di trincerarsi a Berlino per preparare la controffensiva, che arriva pochi giorni fa da Malta, quando ha dichiarato che occorre valutare concretamente l'ipotesi di un'Europa a due velocità. 

Ma cosa significa Europa a due velocità? 

Dal punto di vista della moneta, significa avere due aree valutarie - ad esempio un Euro-nord e un Euro-sud - ove all'interno dell'area sud sarebbe possibile far fluttuare il cambio rispetto all'area nord (ovvero farlo fluttuare in misura differente), in modo tale che i Paesi del sud, stremati da circa vent'anni di cambio fisso, possano essere maggiormente competitivi rispetto ad ora nei confronti dei Paesi del nord, evitando loro di dover scaricare oltre misura il peso della competitività sul lavoro (cioè sui salari e sulle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore), crimine in parte già consumato.

L'ipotesi delle due aree valutarie potrebbe rappresentare per l'Italia una valvola di respiro molto importante, a condizione di non fare parte della stessa area valutaria della Germania, altrimenti saremmo schiacciati esattamente come adesso, essendo la Germania il nostro maggior competitor continentale nelle esportazioni.

Concetto facile da comprendere, ma uno dei nostri peggiori presidenti del Consiglio degli ultimi anni, Enrico Letta, ha auspicato dalle pagine del Corriere della Sera che l'Italia possa invece far parte della locomotiva, cioè del gruppo di testa, vale a dire di quella stessa area valutaria di cui farebbe parte anche la Germania. 

Se non è ignorante, certamente è in mala fede il professor Letta, che dopo il professor Romano Prodi rappresenta l'espressione del peggior centrosinistra italiano di tutti i tempi. 

Senza menzionare il professor Mario Monti, che degli altri due è un concentrato velenoso elevato all'ennesima potenza.

Ciò detto, se l'Euro diventasse a due velocità (quindi due Euro differenti, uno per i Paesi del sud e l'altro per i Paesi del nord Europa), ovvio che l'Italia dovrebbe necessariamente far parte di quell'area valutaria di cui non fa parte la Germania, altrimenti sarebbe come un agnello che va al massacro con le sue stesse zampe.

Premesso questo, la proposta delle due aree valutarie è tutta da vedere. 

E le domande che pongo sono queste: la Banca centrale europea diverrebbe finalmente prestatrice illimitata di ultima istanza? La moneta creata dal nulla dalla Bce sarebbe destinata sempre alle riserve dei mercati dei capitali privati (ai quali gli Stati vanno oggi a chiederla in prestito), oppure sarebbe messa direttamente a disposizione di ciascuno dei governi dell'Eurozona?

E qui chiedo perdono per la semplificazione concettuale e terminologica: sarebbe inoltre previsto uno smantellamento concreto dei parametri forcaioli dettati dai Trattati europei?

Ma non è solo questo. 

Di quanto l'area valutaria del sud potrebbe far fluttuare il cambio rispetto a quella del nord? 

Ricordiamoci che noi eravamo già nello Sme - che una minima facoltà di fluttuazione del cambio la consentiva - ma fummo costretti a uscirne, e negli anni immediatamente successivi all'uscita la nostra economia fu tra le più floride d'Europa.

Facciamo attenzione quindi... Chi ci ha portato nel lager neonazista dell'Euro vorrebbe oggi gestire e trattare anche l'Europa a due velocità. 

Non possiamo consentirlo. Non possiamo consentire a chi ci ha ammazzati già una volta, di farlo una seconda volta.

Detto questo, credo che la migliore soluzione per l'Italia e per tutti i Paesi dell'Eurozona (fatta eccezione per la Germania, che nell'Euro ha trovato un marco svalutato), sia quella di tornare ciascuno a propria moneta sovrana.

Restare nell'Eurozona, seppur a due velocità, sarebbe come passare dai campi di concentramento ai campi di lavoro: un trattamento migliore, ma pur sempre da schiavi!


* giurista e scrittore, autore, tra gli altri, de "Il tradimento della Costituzione", "Il male assoluto", "Figli destituenti" ed "€uroCrimine"



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