''FAKE NEWS, 'SCUSA' CONTRO IL WEB LIBERO'' L'ALLARME DEL GIORNALISTA MARCELLO FOA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

''FAKE NEWS, 'SCUSA' CONTRO IL WEB LIBERO''
L'ALLARME DEL GIORNALISTA MARCELLO FOA

Pubblicazione: 15 ottobre 2017 alle ore 09:00

Marcello Foa
di
L'AQUILA - “C'è in atto un tentativo pericolosissimo di imbavagliare la democrazia attraverso la censura dell'informazione alternativa su internet, utilizzando lcome scusa l'esistenza dei siti che pubblicano bufale, le fake news”.
 
Questo il grido d'allarme di Marcello Foa, giornalista e scrittore milanese di scuola montanelliana, docente universitario, esperto di comunicazione e di spin, oggi anche blogger d'opinione sul quotidiano il Giornale, nonché ceo del Gruppo Corriere del Ticino, a pochi giorni dalla chiusura, con successiva riapertura, da parte di Google del canale video su YouTube del blog di politica ed economia ScenariEconomici, blog sul quale scrive, tra gli altri, Antonio Maria Rinaldi, ecomista, docente di Finanza aziendale all'università "D'Annunzio" di Pescara, che AbruzzoWeb.it ha ospitato due volte come relatore per i convegni "Crac Banche" ed "Euro Follia".
 
“A livello internazionale – spiega Foa a questo giornale – le forze dell'establishment cercano di censurare, o di mettere in seria difficoltà, le voci di dissenso che ultimamente hanno portato a risultati inattesi, vedi vittoria del Leave alla Brexit, o di Donald Trump alle presidenziali Usa, o la crescita di movimenti che contestano l'establishment stesso”.
 
In particolare, Foa si scaglia contro il premier italiano Paolo Gentiloni, “che ha da poco presentato un disengo di legge con due provvedimenti a dir poco inquietanti”.
 
“Il primo – analizza il giornalista – introduce la sorveglianza di massa per un periodo di sei anni, in sintesi le autorità italiane potranno tenere in memoria tutti i dati che ti riguardano, incluse le chat. Roba da regime totalitario”.
 
“Il secondo – continua – è probabilmente ancora peggio rispetto al primo. Infatti, col pretesto della violazione del copyright, possono impedire l'accesso a certi siti internet, basta che il sito scarichi e pubblichi una foto presa dalla rete, cosa che avviene milioni di volte ogni giorno. A quel punto può scattare la censura. Senza neppure l'autorizzazione del magistrato”.
 
Tutti questi elementi, fa dunque notare Foa, “fanno capire la volontà di realizzare in Italia il progetto di imbavagliamento della democrazia attaverso la censura dell'informazione alternativa”.
 
“Mentre le istituzioni, l'establishment appunto, continuerà nella creazione e diffusione di informazioni false, ma 'ufficiali', grazie all'aiuto degli esperti di comunicazione, gli spin doctor”, rincara la dose la firma de il Giornale che poi spiega il motivo per cui, secondo lui, tanta gente va in cerca di un'informazione al di fuori dello 'steccato' mainstream, incappando sia in quella buona che in quella cattiva.
 
“Se i giornalisti, in generale, facessero il loro mestiere, il pubblico non sentirebbe il bisogno di informarsi altrove", è il pensiero di Foa a questo proposito. 
 
“C'è stato uno scollamento tra la realtà verificabile e ciò che raccontano i media – continua nell'analisi – Quando Beppe Grillo fece il Vaffa-Day a Bologna, non ne parlò praticamente nessuno, ma gli esempi ovviamente sono molteplici. Quando Matteo Salvini denunciava il traffico di immigrati, o si 'silenziava', oppure si sceglieva la via della demonizzazione, uno schema sempre caro all'establishment e ai suoi 'megafoni'. E si è un po' avveduti, le notizie buone, vere, si cercano altrove”.
 
Ecco perché, conclude Foa, “i piccoli giornali, compresi quelli locali, hanno un grado di libertà maggiore rispetto ai grandi, nonostante il limite ovvio che la territorialità contiene e che riguarda la conoscenza, l'amicizia con questo o quel personaggio. Però senza dubbio la libertà è maggiore se si è piccoli, anche se magari in difficoltà economiche”. 
 


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