''FARE CENTRO'', PIOVONO LE POLEMICHE
E GLI ESCLUSI SONO PRONTI AI RICORSI

Pubblicazione: 13 novembre 2017 alle ore 20:19

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L'AQUILA - Piovono le polemiche dopo la pubblicazione delle graduatorie dei beneficiari del bando "Fare Centro, che stanzia complessivamente 12 milioni di euro (presi dal 4% dei fondi per la ricostruzione 2009) per sostenere il rientro delle attività economiche nel centro storico dell'Aquila e degli altri comuni del cratere sismico, e si annunciano richieste di accesso agli atti da parte degli esclusi, alcuni eccellenti come il notaio Franca Fanti o il commercialista Stefano Miconi.

Quest'ultimo, tra l'altro, consulente esperto nella predisposizione di istanze di contributi.

L'osservazione più diffusa sul web è relativa al fatto che siano stati finanziati anche gli studi di notai, ingegneri, architetti e medici, alcune delle categorie, cioè, che negli ultimi anni hanno incrementato più di altre il proprio giro d'affari.

E persino un professionista di fama come l'avvocato Antonio Valentini, al quotidiano Il Centro si è domandato "come sia possibile che siano state accolte, per lo più, domande di professionisti molto facoltosi e con le ville al mare, ed escluse persone che davvero avrebbero avuto bisogno di aiuto per risollevare la città e ripopolare il centro storico. Inoltre, mi sembra che il bando dovesse contemplare le imprese commerciali e non gli studi dei professionisti".

C'è, poi, da osservare che il numero di attività presenti in centro storico alla data del 6 aprile 2009 che ha presentato domanda, 236 in tutto di cui 150 ammesse nella linea A, è molto inferiore rispetto a quelle, 527, di coloro che vorrebbero aprire per la prima volta o che lo hanno già fatto dopo il terremoto, che rientrano nella linea B, la cui graduatoria è stata annunciata per la seconda metà di dicembre.

"Il problema è che sono passati quasi 9 anni e per tanti che si sono riposizionati altrove, ricreandosi una nuova clientela, non è facile rimettersi nuovamente in gioco", fa notare ad AbruzzoWeb il direttore della Confcommercio Celso Cioni.

"Le partite Iva in centro storico prima del terremoto erano più di 900 - ricorda - ma da parte di molti c'è paura di perdere quello che si è riconquistato con fatica, e il fatto di non avere certezze in centro storico non aiuta. Noi avevamo immaginato che nei prossimi tre anni potessero rientrare tra le 250 e le 300 attività, ma senza una rivitalizzazione, anche con la presenza degli uffici, non sarà un processo breve".

Cioni tuttavia non crede che ci sia imprudenza da parte dei richiedenti: "Le pratiche che abbiamo curato come Confcommercio sono di persone che hanno riflettuto parecchio, anche su nostro consiglio. Chi ha fatto domanda lo ha fatto con un business plan e una serie di cautele".

E mentre tra gli esclusi "eccellenti" c'è chi, pur non volendosi esporre, annuncia la richiesta di accesso agli atti senza escludere ricorsi, il notaio Franca Fanti si dice sorpresa.

"Cosa è successo? Pure io lo vorrei capire", dice a questo giornale, "Sono rimasta malissimo, pensate che nella fase di predisposizione del bando sono persino stata oggetto di studio, per essere stata tra i primi a rientrare in centro storico con un'attività professionale".

"Tra l'altro ho chiesto una cifra irrisoria, circa 20 mila euro, non avendo grandi necessità visto che ero già in possesso dell'arredamento", aggiunge, spiegando che "della pratica si è occupata la persona dello studio che mi fa la contabilità, che lo ha sempre fatto con esiti positivi. Non ho avuto ancora il tempo di ragionare e capire come sia stato possibile. È un errore materiale altrimenti non si spiega!".

La Fanti non esclude di fare istanza di accesso agli atti, "voglio informarmi e sentire anche gli altri esclusi, sono andata a tutte le riunioni preliminari in cui spiegavano il bando".

Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, dietro a molti casi di esclusione ci sarebbero proprio vizi di forma o errori nell'invio della pratica attraverso la piattaforma telematica.

Tra gli errori marchiani, addirittura, l'assenza di allegati alle domande o istanze alle quali erano allegati documenti di un'altra ditta.

Sono in gran parte professionisti, in tutto 51, i beneficiari della linea A del bando: 235 in totale le domande pervenute, di cui 150 idonee, 4 idonee con riserva, 34 escluse e 44 respinte, nell’ambito della linea rivolta al ritorno di attività già presenti alla data del 6 aprile 2009. Insieme ai professionisti, il maggior numero di domande arriva da ristorazione e bar (28), commercio al dettaglio (25) e servizi (17).

Due su quattro, invece, le domande idonee della linea C, riservata al processo di riqualificazione di viale della Croce Rossa. Una è del distributore di carburanti, l’altra dell’officina nota come Nuno Gomme. È per questo che la linea B, destinata agli operatori che hanno avviato o intendono avviare l’attività ex novo successivamente al terremoto e la cui graduatoria è stata annunciata per la metà di dicembre, potrà beneficiare di un ulteriore milione di euro.



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