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''FARE CENTRO'', USCITO IL BANDO: 60 GIORNI
PER LE DOMANDE, LE ISTRUZIONI PER L'USO

Pubblicazione: 26 aprile 2017 alle ore 20:36

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L’AQUILA - Oltre ai centri storici, comprende anche le aree di Fonte Cerreto e San Pietro della Jenca, non finanzia l’acquisto di auto e camion da ma di “moto negozi” sì e vieta di chiedere contributi da imprese gestite da ex dipendenti della Regione Abruzzo.

Sono solo tre tra le “chicche” dell’attesissimo bando Fare Centro, varato oggi dalla Regione Abruzzo, che impegna fino a 20 milioni di euro (12 milioni attualmente) di fondi pubblici per il rientro nei centri storici terremotati nel 2009 di attività commerciali esistenti o ex novo.

A partire da oggi, mercoledì 26, data di pubblicazione sul bollettino regionale Bura, scattano, quindi i 60 giorni previsti dal bando per presentare la domanda di partecipazione.

AbruzzoWeb ha spulciato il bando, ricapitolandone i punti principali.

Tra gli obiettivi generali, sostenere “il rientro delle attività economiche nei centri storici e nelle altre aree ammissibili” (linea A), “il trasferimento di attività già esistenti o l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali” (linea B), “il processo di riqualificazione urbana” in via della Croce Rossa, nonché favorire il rientro nei centri storici “degli ordini professionali, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative” e “delle organizzazioni sindacali”.

“Autorità responsabile” nonché “soggetto concedente” della misura d’aiuto è il dipartimento della Presidenza e Rapporti con l’Europa della Regione Abruzzo, che è anche “unità organizzativa titolare del procedimento” con dirigente e responsabile il capo dipartimento, Vincenzo Rivera.

Sarà lui, quindi, il deus ex machina dell'operazione, dopo aver anche redatto il bando, che ha presentato in un incontro con la stampa assieme al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha anche la delega alle Attività produttive, e al sindaco uscente del capoluogo, Massimo Cialente.

Da notare come sia rimasto del tutto lontano da questa operazione il governatore, Luciano D'Alfonso, che è anche vice commissario per l'emergenza terremoto del 2016.

LE TRE LINEE

 

LINEA A, RIENTRO NEI CENTRI STORICI

Per l’accesso a questi quattrini è necessario che “l’attività imprenditoriale sia stata interrotta o sospesa per oggettivo impedimento a seguito del sisma e che tale circostanza abbia comportato, nei sei mesi successivi, una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 40%” rispetto alla media del triennio oppure abbia causato “un ricollocamento dell’attività in altra zona”.

LINEA B, NUOVE ATTIVITA’ NEI CENTRI STORICI

A differenza della prima linea di finanziamento, questa è riservata “a favorire l’avvio di nuove attività o lo sviluppo di quelle avviate successivamente al 6 aprile 2009 nelle aree ammissibili”. La tipologia di attività è elencata nell’allegato 8 secondo la classificazione delle attività
economiche “Ateco 2007” dell’Istat.

LINEA C, VIALE DELLA CROCE ROSSA

La terza linea finanzia “interventi finalizzati a favorire la ricollocazione, la riconversione, la riqualificazione nonché la ristrutturazione delle attività già presenti alla data del 6 aprile 2009 nel territorio interessato dall’accordo di programma del 10 novembre 2016 tra Comune e Provincia dell’Aquila, contenente il Programma di recupero urbano di Viale della Croce Rossa”.

 

LA DOTAZIONE FINANZIARIA

Il bando prevede 12 milioni di euro per il biennio in corso, 5 milioni per il 2017 e 7 milioni per il 2018, ma in conferenza stampa si è parlato di altri 7,5 milioni per il 2016, portando quindi il totale a circa 20.

Per quest’anno sono previsti 3 milioni per la linea A, 1,5 milioni per la linea B e 500 mila euro per la linea C.

Per l’anno prossimo, 4,2 milioni per la linea A, 2,1 milioni per la linea B e 700 mila euro per la linea C.

LE AREE AMMISSIBILI

Le imprese devono essere posizionate nella “zona storica del capoluogo come delimitata dalle mura urbiche” e la zona A del Piano regolatore generale di ciascuna frazione, “nonché i territori di Fonte Cerreto e San Pietro della Jenca”. Per la sola linea C, ovviamente, l’area interessata è quella di viale della Croce Rossa.

CONTRIBUTO, COFINANZIAMENTO E PREMIALITA’

Il progetto di investimento non può essere inferiore a 20 mila euro. Non può durare più di 18 mesi e si intende realizzato quando le attività sono state svolte e avviate e le spese sostenute. Inoltre l’investimento deve essere mantenuto non meno di 3 anni.

L’importo del contributo non può superare il massimale di 200 mila euro per un periodo di tre esercizi finanziari, come previsto dalle severissime norme europee. Nel solo settore del trasporto merci su strada conto terzi, il massimo è ridotto a 100 mila.

L’aiuto concesso per ogni beneficiario non potrà superare il 70% della spesa ammessa a finanziamento, insomma il privato dovrà cofinanziare con soldi suoi almeno il 30%.

Tra le premialità che faranno scalare le graduatorie, fino a 7 punti per attività già riprese alla pubblicazione del bando, altri 7 per chi ha già ripreso nei comuni del “cratere” tranne L’Aquila, fino a 7 punti per chi aumenta la parte privata di cofinanziamento fino al 50%, 5 punti per l’abbandono di manufatti temporanei e provvisori, fino a 4 punti per la rilevanza delle pari opportunità con l’impiego di donne, giovani, soggetti in disagio occupazionale o psicofisico.

 
LE SPESE AMMESSE E NON

Le spese ammissibili per le linee A e B vanno dal 1° gennaio 2014 fino a 18 mesi successivi alla data di avvio del progetto; per la linea C, quelle dopo la presentazione della domanda e fino a 18 mesi dopo l’inizio del progetto.

Tra le spese ammissibili ci sono gli investimenti in attivi materiali: “acquisto di macchinari, impianti, strumenti e attrezzature esclusivamente nuovi di fabbrica, incluse quelle sotto forma di leasing”; opere edili, massimo il 20% del totale anche “elementi di particolare decoro e pregio” come targhe, insegne, tendoni, elementi di arredo urbano; per la sola linea C, anche “acquisto o realizzazione di immobili strumentali”, ma massimo al 50%.

Ammessi anche investimenti in attivi immateriali: “acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze e spese di marketing”, fino al 20% del totale, 50% per i software ma con “apposita perizia giurata”.

Ammesse anche le spese di funzionamento per ciascuna unità locale fino al massimo di 50 mila euro: utenze, traslochi, canoni di locazione, spese condominiali fino a 20 mila euro, canoni di ammortamento leasing, noleggio programmi informatici, spese per il personale fino a 20 mila, acquisto merci, materie prime, semilavorati fino al 20%.

Infine, sono messe anche le spese per servizi di consulenza fino al massimo dell’8%.

Tra le spese non ammissibili, oltre a quelle fuori tempo utile, rimborsi di vitto, alloggio e trasferimenti, imposte, interessi passivi, spese notarili, concessioni, collaudi, beni materiali o immateriali usati e non nuovi, spese di rilascio polizze e fideiussioni e quelle per l’acquisto di tutti i mezzi targati, a meno che non siano “moto negozi” ambulanti, ma in quel caso solo se strettamente necessarie.

L’EROGAZIONE DELLE SOMME E GLI OBBLIGHI

Alla scadenza dei 60 giorni, la Regione predisporrà le graduatorie provvisorie delle domande “idonee e finanziabili”, “idonee ma non finanziabili” e “non idonee”, le approverà e trasmetterà le informazioni al Registro nazionale degli aiuti di Stato, comunicando la notizia agli interessati.

I contributi verranno erogati in due tranche. La prima, del 40%, o in anticipo, da richiedere entro massimo 2 mesi dall’accettazione del contributo dietro presentazione di polizza fideiussoria; oppure, sempre del 40%, ma in acconto, entro il termine massimo di 6 mesi, previa presentazione della spesa ammissibile pari almeno al 60% della stessa.

La seconda tranche del 60% verrà stanziata a saldo, richiesta entro 45 giorni dalla conclusione del progetto di investimento.

Nei 3 anni successivi a partire dalla data di erogazione del saldo, i beneficiari avranno tre obblighi, di mantenere la compagine soggettiva dell’impresa, il livello occupazionale e la compagine femminile o giovanile.

LE CURIOSITA’

Il bando “non comporta aiuti per attività connesse all’esportazione verso Paesi terzi o Stati membri dell’Unione europea”.

Lo stesso soggetto fisico o giuridico non può presentare domanda per più linee di intervento, ma può presentare istanza per più unità locali censite.

Sono escluse dalla domande le imprese che si trovano in stato di fallimento, liquidazione coatta, concordato preventivo, i cui amministratori hanno procedimenti pendenti o sentenze passate in giudicato, gravi violazioni fiscali.

Inoltre, è necessario che l’impresa non abbia “conferito incarichi professionali, né concluso alcun contratto di lavoro subordinato o autonomo a ex dipendenti della Regione Abruzzo che hanno cessato il rapporto di lavoro con l’ente da meno di 3 anni.

Gli ordini professionali, associazioni di categoria e sindacati avranno paletti identici alle imprese di trasporto, da 20 a 100 mila euro nei tre esercizi con cofinanziamento da parte loro del 30%.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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