''FORBICI E SORRISI PER GLI AMATRICIANI'',
LA MISSIONE DEI PARRUCCHIERI AQUILANI

Pubblicazione: 11 settembre 2016 alle ore 08:30

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L’AQUILA - Riportare il sorriso tra le popolazioni terremotate reatine colpite dal sisma a colpi di forbici e lacca.

È l'iniziativa della Nuova associazione parrucchieri aquilani (Napa) presieduta da Gianni Di Marco che insieme ad altri colleghi del capoluogo ha recuperato tutto il necessario ed è partito per Amatrice allestendo un salone a "tante mani" sulla veranda del ristorante Lo scoiattolo.

Il salone è aperto tutte le domeniche, i lunedì e i martedì per tutti i terremotati alloggiati nei campi allestiti dalla Protezione civile e per i tanti volontari presenti. Sono 4 le postazioni di lavoro, oltre a una piccola sala di attesa per bambini con pastelli e caramelle.

Di Marco, storico coiffeur aquilano, con il terremoto del 6 aprile 2009 aveva perso tutto. Come i suoi colleghi aveva un salone su Via Sallustio e passo dopo passo ha ricostruito la propria identità professionale.

"L’associazione è stata formata questa estate, non immaginavamo certo di trovarci davanti a questa grossa problematica che ha investito i nostri colleghi delle zone colpite dal sisma - racconta con commozione ad AbruzzoWeb -  Volevamo all’inizio unirci semplicemente per far fronte comune sulle esigenze che cambiano, quali il fisco, le istituzioni, gruppi di acquisto e tanta solidarietà. Siamo circa 10 parrucchieri, per adesso, coadiuvati dall’esperienza, fatta di tanti anni di lavoro e ricordi di uno storico acconciatore aquilano, Tony Castri, per tanti anni collocato sotto la galleria Irti, all’Aquila e oggi in pensione, che in qualità di presidente onorario, ci ha dato anche uno stimolo per associarci, sulle vestigia del vecchio Apa nato negli ’70 di cui Tony era il presidente".

"La scossa del 24 agosto - continua - Ha risvegliato in tutti noi la paura del mostro, volevo, volevamo fare qualcosa di tangibile, essendoci già passati ed avendo avuto all’epoca la solidarietà di tanti colleghi da tutta Italia, che stazionarono nelle nostre tendopoli per settimane, portando ordine, pulizia, sorrisi e qualche risata tra quei visi spenti".

Il parrucchiere, spesso, diviene anche un confidente e un amico per tante donne, precisa, "quasi una spalla. Di storie raccontate ne ho sentite tante, amori finiti, appena sbocciati e le tante vicissitudini,i sogni, le speranze delle tue clienti; insomma si diventa una sorta di psicologo improvvisato".

De suo arrivo ad Amatrice racconta: "Mancava tutto. Avevamo contattato e rintracciato già alcuni parrucchieri della zona. Ci siamo attrezzati con una centralina dell’Enel, c’erano ancora scosse e la corrente andava e veniva. Solo il primo giorno abbiamo avuto circa 50 persone. Non è una questione di sentirsi belli, in questa situazione è proprio una necessità igienica per evitare il veicolarsi di batteri e pediculosi".

"Con noi anche una onicotecnica e una podologa per le persone anziane soprattutto che hanno problemi specifici - prosegue - Le persone raccontano le proprie esperienze di questa tragedia come se noi fossimo di famiglia, con le lacrime agli occhi. Ti intristisce e ti carica di un ruolo gravoso ma fondamentale, una spalla su cui piangere e su cui consolarsi".

"Farsi i capelli mi diceva una signora, ti fa sentire normale - racconta ancora - Ti fa rientrare nella quotidianità. La tendopoli accanto a noi, il campo Friuli, mostra la tristezza del momento: gente anziana che vaga senza sapere cosa fare, piange, si dispera, la nostra opera riempie un po' anche le loro giornate".

Non mancano i momenti per fare gesti semplici, ma fondamentali in un momento così critico, che riportano con la mente alla sconfinata generosità degli italiani nei confronti degli aquilani nel 2009.

"Abbiamo regalato a una signora anziana che aveva delle scarpe troppo rigide un paio di pantofole, ci ha ringraziato come se avesse ricevuto il dono più bello", spiega.

L’estate è agli sgoccioli e adesso, passata un pò la paura delle scosse bisogna fare i conti con le giornate che si accorciano e i primi freddi.

"Martedì sono arrivati il freddo e pioggia, abbiamo lavorato in condizioni di vero disagio, avevamo delle felpe per coprirci ma era davvero difficile. Noi lì siamo all'aperto - prosegue - Abbiamo quindi noleggiato a spese dell’associazione dei funghi per riscaldare e dei teloni per chiudere la veranda, altrimenti a breve non avremmo potuto lavorare".

Di Marco conclude con un accorato quanto sentito appello.

"Mi auguro che le istituzioni non abbandonino questa povera gente, che si faccia al più presto qualcosa di tangibile per sistemare tutti decorosamente - conclude - Come Napa faremo il possibile per quanto nelle nostre possibilità per portare un sorriso. Abbiamo richieste da Pescara Del Tronto, da Accumoli, da Arquata dove ancora non c'è nessun parrucchiere. Stiamo cercando quindi di indirizzare lì i colleghi di fuori regione che ci chiamano da Marche, Lazio e Umbria".



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