INTERVISTA A GIORGOS VICHAS, CARDIOLOGO VOLONTARIO NELLA CAPITALE;
''QUI SI MUORE PER ASSENZA DI CURE, TSIPRAS HA TRADITO IL SUO POPOLO''

''IN GRECIA MODELLO ECONOMICO OMICIDA''
MEDICO DI ATENE, ''ITALIA, NON FINIRE COSI'''

Pubblicazione: 12 gennaio 2017 alle ore 07:30

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L'AQUILA - "Su noi greci si sta sperimentando un modello economico omicida che è già esportato anche nel resto d'Europa. Noi greci, però, stiamo rispondendo con un nuovo modello sociale a questa aggressione senza precedenti".

Risponde al cellulare in un freddo pomeriggio ateniese, con l'influenza che comincia ad abbandonarlo.

Giorgos Vichas, cardiologo della capitale greca nella Grecia annientata da una austerity atroce, è dal 2011 impegnato con in quella che è forse la battaglia più difficile della sua vita, insieme ad altri colleghi che come lui hanno scelto di non abbandonare i tantissimi cittadini rimasti senza assistenza sanitaria.

In un italiano non banale, il dottor Vichas, della Metropolitan Community Clinic, nel quartiere di Helleniko (http://www.mkiellinikou.org/en/), si lascia andare a una chiacchierata in un tono monocorde che non nasconde una sofferenza terribile, mentre dalle sue parti è da poco deflagrato il maxi scandalo delle tangenti che coinvolge 4 mila medici, politici e manager Novartis, l'azienda farmaceutica globale svizzera.

Mentre, soprattutto, in Grecia si muore per la sanità che manca ormai più di prima, per la disoccupazione che è più alta di prima, per i medici che di colpo devono emigrare altrove, lasciando scoperti i pazienti che non potrebbero permettersi di avvicinarsi a uno studio privato neanche per sbaglio.

Per un mondo che lì, come qui, come altrove, non è mai stato perfetto e ha conosciuto tempi duri, ma che cammin facendo, specie dentro l'Euro, si è letteralmente schiantato.

Quando si scrive "prima", vuol dire prima che una crisi economica spaventosa la portasse in un buco senza fine, con quelle urla in sottofondo, sparate di tanto in tanto, con analisi spesso farlocche, anche nei titoli di tv e altri media, volte a contribuire a punire e a denigrare con ferocia medievale dal gelido nord a trazione tedesca (ma anche dal Sud degli autorazzisti) l'intero popolo greco, come se fosse giusto non avere più cibo, siringhe e medicine in ospedale perché "qualcuno" ha rubato, o perché magari le banche francesi e tedesche hanno prestato - con incoscienza e zero garanzie - soldi a chiunque.

Quel popolo accusato d'esser "bancarottiere", "pigro", "fannullone", "ladro di baby pensioni d'oro", accuse queste smentite da più parti con dati e numeri ufficiali alla mano, come quelli portati ad esempio dall'economista Vladimiro Giacchè quasi a dover stoppare la 'voglia matta' di un castigo esemplare, mentre aumentano le morti tra i bambini, o le malattie come l'Hiv, come riassunto da SaluteInternazionale.info che ha ricordato che dal 2002 al 2010 sono stati registrati dagli 11 ai 19 nuovi casi di infezione da Hiv tra i tossicodipendenti, il 2-4% di tutti i casi, mentre nel 2011 i casi tra i tossicodipendenti siano arrivati a 260, il 27% di tutti i casi, e nel 2012 abbiano toccato quota 522, 44% di tutti i casi*.

"Ormai in tutta la Grecia si trovano cliniche come la nostra - spiega il dottor Vichas ad AbruzzoWeb -. Qui, la situazione economica, sociale, sanitaria, direi umana, è peggiorata negli ultimi anni. Con effetti terrificanti sulla popolazione. Qualche rimedio dal punto di vista legislativo si sta tentando, ma l'austerity si è spinta troppo avanti e non si riesce a fermare".

"Ogni giorno ci troviamo di fronte pazienti senza più assicurazione medica - continua il cardiologo - Persone che fino a poco tempo fa non avevano alcuna possibilità di entrare negli ospedali pubblici per fare gli esami, oppure farsi curare con una semplice medicina, o al massimo per parlare con un medico. Dal 2014, c'è la possibilità di prescrivere medicine ma non di farsi fare un esame. Chi era senza assicurazione, cioè senza lavoro, non poteva neppure pensare di pagare una percentuale sulla ulla medicina che la struttura acquista per lui. Il minimo era il 25 per cento sul costo del medicinale. Per alcuni medicinali, tra l'altro, la percentuale è più alta".

"I pazienti greci di colpo cominciavano a venire nella nostra clinica - prosegue nel racconto il dottor Vichas, che lascia intravedere qualche speranza di miglioramento del quadro generale - e inevitabilmente da una le cliniche sono diventate tante. Oggi, va detto, i pazienti senza assicurazione possono andare in ospedali pubblici per una operazione chirurgica non a pagamento. E c'è anche la possibilità di effettuare esami nelle strutture pubbliche".

A suo dire, "chi ha l'assicurazione può recarsi pure da un privato, ma sulle medicine non è cambiato nulla, i pazienti che non hanno l'assicurazione e che guadagnano un massimo di 6 mila euro all'anno possono prendere le medicine senza pagare, però la maggioranza continua a dover affrontare una percentuale sull'acquisto delle medicine".

Ma qui le speranze intraviste si sgretolano, perché "la disoccupazione non fa altro che aumentare, dunque la fame, la necessità di mangiare, e i tagli alla sanità sono sempre fortissimi, quindi il budget a disposizione è a dir poco esiguo e quasi tutte le strutture pubbliche non hanno le attrezzature minime per garantire un'assistenza di base ai pazienti. Di fatto, la situazione non cambia. Anzi, con il tempo può soltanto peggiorare, non potendo far fronte con gli strumenti e i fondi attuali a quella che è a tutti gli effetti un'emergenza umanitaria. E intanto, molti medici vanno via".

"La verità - ammette il cardiologo - è che il sistema è collassato. Noi medici possiamo solo combattere, ma rischiamo di restare in pochissimi. Chiediamo con forza al governo di eliminare dal terribile memorandum della Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, ndr), almeno la sanità pubblica. Almeno quella".

A questo punto, Vichas punta il dito contro il premier, Alexis Tsipras.

Partendo dal momento post-referendum consultivo del 2015 sull'approvazione del piano proposto dai creditori internazionali da parte della Troika in cambio di un nuovo programma di supporto finanziario, in un clima di concreto terrorismo finanziario che però non è riuscito a fermare il fronte del no all'accordo, vittorioso con il 61,31% dei voti contro il restante 38,69% a favore del sì.

"Tsipras - svela uno dei motivi della sua rabbia il dottor Vichas - ha cambiato la logica del referendum: il popolo ha detto di no, lui ha fatto esattamente il contrario. Si chiama tradimento. Per molti di noi greci, era arrivata l'ora di un cambiamento totale proprio su ciò che voleva imporre la Troika. E invece...".

E invece, "da allora, tutti o quasi si sono piegati alla Troika. Contro il popolo greco. E non posso fare a meno di ricordare la violenta propaganda contro di noi dal governo tedesco di Angela Merkel, ma io so che in Germania, perché ci sono stato, in molti sanno la verità su quanto accaduto tra Germania, Francia e Grecia, sui debiti, sulle banche e sul resto. Su di noi sono state dette delle bugie enormi che hanno contribuito a creare il disastro sociale che viviamo da troppo tempo".

C'è poi l'aspetto psicologico che fa paura. Infatti, dando un'occhiata alle liste di farmaci di cui hanno bisogno alla clinica di Helleniko, si possono trovare anche diversi psicofarmaci.

"La psiche dei greci è scoppiata insieme alle depressioni - spiega su questo punto il medico -. Ma non c'è soltanto questo. Siamo entrati in un'epoca in cui ci sono più morti, anche a causa di suicidi per drammi economici o di mancanza di cure, che nascite".

"Mi sento vittima di un esperimento, noi tutti siamo vittime di un esperimento economico - dice ancora -. Credo che chi è dietro a tutto questo stia esportando il 'modello' Grecia nel resto d'Europa. Per reagire, abbiamo puntato a un altro esperimento: aiutiamo la gente a sopravvivere, a curarsi, a non lasciarsi andare".

"Voi, in Italia, fate attenzione a non finire come noi", conclude il cardiologo. 

*Informazioni ancora più dettagliate sulla situazione sanitaria in Grecia si possono trovare sulla rivista The Lancet

Il dottor Vichas è tra gli intervistati del documentario "Il più grande successo dell'Euro", all'indirizzo https://vimeo.com/122331366



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