MANCINI, L'AQUILA ME', ''TIFOSI STANNO FACENDO LORO PARTE, IMPRENDITORI DELLA CITTA' RIMASTI ALLA FINESTRA''; LUNEDI LA DECISIONE DELLA FIGC

L'AQUILA CALCIO RICOMINCIA...DA TRE: ORE DECISIVE PER ISCRIZIONE AD ECCELLENZA

Pubblicazione: 26 agosto 2018 alle ore 10:15

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L'AQUILA  - "Le contestazioni degli ultras aquilani sono comprensibili, ma l'importante ora è che tutta città, le sue forze vive, i tifosi e istituzioni aquilane remino finalmente nella stessa direzione, per ripartire almeno dal campionato di Eccellenza, scongiurando l'ipotesi di Prima categoria".

Ripartire non da zero, ma almeno "da tre", volendo citare il celebre film di Massimo Troisi: questo è il minimo sindacale per Marco Mancini, presidente del Supporters' Trust "L'Aquila mè", che riunisce i tifosi della squadra di calcio rossoblu, compresi molti dell'unico gruppo ultras Red Blue Eagles L'Aquila 1978. 

Auspicio che cade nelle ore decisive in attesa del Consiglio federale della Figc, che a Roma, nei primi giorni della prossima settimana, molto probabilmente lunedì, stabilirà in quale categoria potrà scendere in campo la nuova compagine calcistica del capoluogo abruzzese, l'Asd Città di L'Aquila, nata da pochi giorni dalle ceneri dell'Aquila calcio 1927, sotterrata dai debiti, nella vana attesa di salvatori della patria che come Godot, non sono però arrivati, "bucando" così l'iscrizione al campionato di serie D. 

Giovedi c'è stato l'incontro tra Daniele Ortolano, presidente del Comitato regionale abruzzese della Lega nazionale dilettanti, e i rappresentanti aquilani, oltre al primo cittadino Pierluigi Biondi, contestato da un gruppo di ultras fuori palazzo Fibbioni, il vice sindaco Guido Quintino Liris, l'assessore allo sport Alessandro Piccinini e il presidente della nuova società Marco De Paulis, di cui è socio forte il giovane costruttore campano, di Maddaloni, Ernesto Penzi, fino a poche settimane fa noto alle cronache cittadine soprattutto perché figura tra gli inquisiti nell'inchiesta della magistratura aquilana sugli appalti di ricostruzione della Soprintendenza dei beni culturali, seppure in un ruolo marginale. 

Sul tavolo dell'incontro l'iscrizione della nuova società al prossimo campionato: l'obiettivo è scongiurare l'umiliazione della Prima categoria, puntando al campionato di Eccellenza, pur sempre un solo gradino sotto la serie D, dove la defunta L'Aquila calcio 1927 militava nell'ultimo suo campionato. 

Questo però dipenderà dalle decisioni del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini, tenendo conto del valore dato al progetto, e del prestigio calcistico e della dimensione della città. In linea di principio, senza deroghe, una nuova società come l'Ads Città di L'Aquila dovrebbe partire dal gradino più basso, quello della terza categoria. 

A complicare le cose una nota congiunta delle società calcistiche di Alba Adriatica, Rc Angolana, Chieti, Martinsicuro, Miglianico, Penne, Pontevomano, Spoltore e Torrese, iscritte al campionato di Eccellenza abruzzese, che "preso atto della possibilità che la neo società Aquila Calcio possa iscriversi al suddetto campionato, tre giorni prima che vengano stilati i calendari", chiedono, nel rispetto di tutti coloro che hanno pianificato la stagione in corso, di rispettare il numero attuale di 18 squadre, senza falsare all ultimo momento la stagione".

"Sarà una strada lunga e impegnativa - non si fa illusioni Mancini -, ma i tifosi stanno facendo la loro parte, avendo già sottoscritto ben 300 abbonamenti di curva da da 50 euro l'uno, senza nemmeno sapere in quale serie la loro squadra del cuore giocherà. L'Aquila me' poi intende al più presto aderire alla nuova società, per dare un segnale forte".

Il campionato di Eccellenza inizierà il 2 settembre, anche se è probabile un rinvio, e il tema è anche il progetto che la nuova società, che ha già ingaggiato come allenatore Roberto Cappellacci di Tortoreto, affiancato dal responsabile dell’area tecnica Maurizio Ianni, intenderà squadernare. Twnuto conto che per disputare un buon campoonato di Eccellenza occorrono dai 300 mila ai 500 mila euro.

"Per il momento con il presidente De Paulis - spiega Mancini - c'è stata un' interlocuzione fitta. La società ha preso impegni precisi, in particolare sugli investimenti da fare. Staremo a vedere. Speriamo che la nostra apertura di credito possa essere confermata nel corso del tempo, con fatti concreti". 

A Penzi e De Paulis i tifosi danno comunque atto che sono stati gli unici che si sono fatti avanti, riaccendendo un barlume di speranza, seppure fioco e nel lontano orizzonte, dopo anni di buio e amarezza.

L'ultima crisi dell'Aquila Calcio 1927, viene del resto da lontano, causata dalla mancanza di adeguate risorse economiche e di progetti ambiziosi e a causa di strategie di salvataggio risultate essere disastrose.

A partire dalla gestione del presidente Corrado Chiodi, e del vicepresidente Massimo Mancini, entrambi costruttori, sotto la cui gestione L’Aquila calcio 1927 è retrocessa in Serie D. A complicare tutto ci si è messa anche la vicenda giudiziaria che ha avuto come protagonista Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica finito prima in carcere e poi ai domiciliari, successivamente revocati, nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer sul giro di calcio scommesse. 

Vicissitudine giudiziaria che L’Aquila Calcio ha pagato sia economicamente, sia in termiji di immagine, sia con punti di penalizzazione in classifica.

Dopo il passo indietro di Chiodi e Mancini, che hanno chiuso i cordoni della borsa, si è atteso invano Godot, ovvero un salvatore, con il portafoglio gonfio, di una società che aveva intanto accumulato oltre 2 milioni di euro di debiti. 

Gli imprenditori aquilani si sono però tenuti ben lontani dal capezzale del calcio cittadino, anche quelli che con la ricostruzione post- sismica hanno macinato negli ultimi anni enormi utili. 

Un tragicomico flop è risultato poi essere l'arrivo del manager romano Gianluca Ius, portato a L'Aquila dall’assessore Piccinini, e dal vice sindaco Liris, presentato in zona Cesarini, appunto come il tanto atteso salvatore della patria. 

E' accaduto però che Ius, dopo essere stato nominato presidente della società, pur senza acquistare quote, non ha versato i 100 mila euro necessari per l'iscrizione al campionato di serie D, il 26 luglio scorso, e si è defilato, convinto del fatto che rilevare una società decotta sarebbe stato solo un'inutile accollo. 

Comprensibile dunque la rabbia in primis dei tifosi del Red bue Eagles, e sotto accusa sono finiti anche Liris e Piccinini, rei di aver puntato su un cavallo sbagliato. 

"L'unica consolazione di questa triste vicenda - chiosa Mancini - è che la situazione era arrivata al punto di non ritorno, ed era necessario voltare pagina, anche pagando un caro prezzo. Suscita amarezza però il fatto che i grandi imprenditori della nostra città sono rimasti alla finestra. Ma non è mai troppo tardi..."

 



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