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''L'ITALIA DEVE USCIRE DALL'EURO FOLLE E CRIMINALE''
ZANNI ALL'AQUILA, ''POLITICA SALVI IL CALL CENTER INPS''

Pubblicazione: 08 maggio 2017 alle ore 14:33

Marco Zanni

L’AQUILA - “Quello del call center Inps, quindi del settore pubblico, che rischia di essere spostato non solo dall’Aquila in Paesi come la Romania, dove i lavoratori costano poco, è l’esempio migliore per spiegare la follia e la pericolosità del sistema e dei Trattati europei”.

Così Marco Zanni, classe 1986, europarlamentare indipendente nel gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (Enl), specializzato in campo economico-finanziario, tra i relatori del convegno “Italexit - Che succede se l’Italia esce dall’Euro”, previsto per sabato 13 maggio alle ore 10.30 all’Aquila, nella sala “Rivera” del municipio di Palazzo Fibbioni, in via San Bernardino 1.

Il convegno è organizzato dal quotidiano online AbruzzoWeb.it.

“La forte disoccupazione nell’Aquila terremotata non deve stupire - aggiunge poi - Nella ricostruzione post-sisma, in questo schema macroeconomico imposto dall’appartenenza all’Euro, quindi in una situazione in cui lo Stato è sostanzialmente impotente, appunto minimo, c’è spazio solo per i privati che beneficiano dei fondi”.

“Ribadisco, serve uno Stato forte che la struttura europea non prevede. Dove c’è lo Stato debole il privato, che non è tenuto a essere solidale e che pensa alla massimizzazione del profitto - rileva - apre le praterie per le distorsioni che poi ritroviamo anche in altri settori, come i flussi migratori gestiti dalle Ong al posto di chi dovrebbe occuparsene, cioè lo Stato”.

Passato dal Movimento 5 stelle all’Enl dopo il tentativo, fallito, di Beppe Grillo di intesa con gli europeisti dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa (Alde), Zanni è laureato all’università “Bocconi”, con un master conseguito all’Esade Business School di Barcellona, per poi entrare nella banca d’investimento Imi.

“In questo sistema il capitale privato può fare ciò che vuole, andare dove più gli conviene - spiega - Si chiama concorrenza sleale ed è totalmente incompatibile con i principi sanciti nella nostra Costituzione, ma la politica, se vuole, può cambiare le carte in tavola e tutelare i lavoratori”.

Secondo l’eurodeputato, tuttavia, “purtroppo viviamo in un mondo in cui sono quasi tutti convinti che il privato sia bello ed efficiente, al contrario dello Stato, ma questo modello non è più sostenibile, non è più possibile consentire lo Stato minimo, perché le conseguenze, pesanti, si ripercuotono sulla pelle dei cittadini che invece hanno bisogno di uno Stato forte e non legato a rigidi vincoli di bilancio, che non hanno alcun fondamento macroeconomico. Dall’Euro, dunque, si può e si deve uscire al più presto”.

“Purtroppo è molto difficile far capire questi concetti. Da decenni, l’enorme propaganda con cui demolire culturalmente il ruolo giusto dello Stato, ha provocato danni terribili e quindi grosse fette di popolazione credono davvero che la politica statalista sia un male e che il privato sia migliore di essa - afferma ancora - Ma almeno lo Stato, che deve fare deficit per erogare servizi e per garantire benessere, non è come il privato che lavora per il profitto, onesto o disonesto che sia”.

Sulla sconfitta della esponente di estrema destra, Marine Le Pen alle elezioni francesi che hanno visto la vittoria del tecnocrate Emmanuel Macron, Zanni assicura che “il sistema Euro si schianterà comunque. E la Le Pen, e altri come lei, vinceranno”.

L’ospite del convegno punta poi “all’autorazzismo degli italiani” per contribuire a spiegare il perché sia complicato far passare certi concetti.

“Dobbiamo smetterla di vivere con questo vincolo esterno, anche culturale: purtroppo a Bruxelles, lo vivo tutti i giorni, si lavora con un costante complesso di inferiorità nei confronti degli altri Stati - obietta - ma anche negli altri Stati c’è corruzione, ci sono inefficienze e ruberie. Alla fine, pure i nostri politici bravi si piegano”.

“E poi l’Italia che tanto non piace ai Gian Antonio Stella, agli Oscar Giannino, è la stessa che è riuscita ad accumulare uno dei risparmi privati più grandi del mondo - evidenzia - Lo stesso che ancora oggi ci tiene in piedi, ma è bene comprendere che il sistema europeo si schianterà”.

“Se non vogliamo farci malissimo, dobbiamo uscirne e tornare alle sovranità monetaria e di bilancio. L’Europa può esistere, bene, con gli Stati sovrani che cooperano tra loro, rispettando ognuno le proprie esigenze”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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