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''MIA'': EROTISMO, PASSIONE E SENSUALITA' NEL NUOVO
LIBRO DELLA SCRITTRICE AQUILANA CRISTINA ROTOLONI

Pubblicazione: 03 dicembre 2017 alle ore 08:45

Cristina Rotoloni
di

L’AQUILA - “Un incidente cambierà la vita di Sara; il suo presente, stravolto da un inganno, la condurrà in ospedale dove incontrerà, apparentemente per caso, due uomini attratti da lei. I due, legati dai segreti di un drammatico passato, la trascineranno nelle loro difficili esistenze. Coinvolta dal rischio, dall’attrazione, dal pericolo e dalla passione non avrà il tempo di fuggire; Sara dovrà fare delle scelte, dovrà difendere la sua vita e salvare il suo cuore, combattuto tra il tenero, complicato ragazzo drogato e l’uomo scontroso e seducente, che pretende che lei sia sua”.

È la storia personale, erotica, ma non volgare, fatta di legami conflittuali, incomprensioni e passioni, contenuta nelle pagine della nuova opera, Mia, della scrittrice Cristina Rotoloni, nata a Roma, ma “aquilana a tutti gli effetti”, come lei stessa si definisce, essendo cresciuta a Ville di Fano, un paese nel comune di Montereale (L'Aquila).

L’autrice, 40 anni appena compiuti, non è nuova nel mondo della scrittura: la sua carriera è iniziata con il racconto Frammenti di vita, poi si è cimentata con un primo romanzo, Tatuaggio e, dopo una breve parentesi sul genere giallo-noir, Ilenia e la notte, ha deciso di ripetere l’esperienza del romanzo con Mia, già pubblicato in versione cartacea e che sarà scaricabile online, in e-book, dal 3 dicembre.

“Questo nuovo libro per me ha tutto un altro sapore, perché la storia che racconto era nella mia testa sin dall’adolescenza, è cresciuta con me e io con lei - racconta la Rotoloni ad AbruzzoWeb - Il racconto è molto intimo, tanto che inizialmente avevo pensato di non pubblicarlo, temendo il giudizio del pubblico, insomma tengo molto a quest’opera”.

Una passione, quella per la scrittura, che l’autrice aquilana ha coltivato sin da bambina, un sogno a cui non ha voluto rinunciare, lottando contro chi le diceva di lasciar perdere, perché incapace: “Ho scritto sempre, anche quando mi veniva detto che ero incapace grammaticalmente dagli insegnanti - ricorda - Gli anni della mia formazione scolastica sono stati segnati dalla stessa, canonica, frase ‘fai troppi errori’; ho lavorato molto su me stessa e, anche grazie a una redattrice che mi aiuta, sono riuscita a scrivere quattro libri”.

La Rotoloni ci tiene a lanciare un messaggio importante, affinché nessuno smetta di lottare per i propri sogni: “Vasco Rossi venne scartato al festival di Sanremo, perché ritenuto non all’altezza, ma è diventato l’icona del rock italiano, questo perché non ha mollato”.

Mia racconta una storia di amori e di passioni, pulsioni che sfuggono al controllo umano, di relazioni e legami che riemergono inesorabili dal passato; un racconto dove Cristina Rotoloni mette nero su bianco fantasie private, nate all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, quando la scrittrice aveva 16 anni.

“I personaggi non esistono nella realtà, me li sono immaginati molto tempo fa, quando, per continui ricoveri in ospedale, la noia mi ha portato a fantasticare e a creare questa storia nella mia mente, una storia che a distanza di anni non ho dimenticato, che è cresciuta e maturata insieme a me - sottolinea l’autrice - I protagonisti vivono all’estero, ma sono di origine italiana, anzi aquilana, sono legati a queste zone e lo si capisce da alcuni riferimenti, come per esempio il cognome di David, che è ‘Dragonetti’, ma non voglio anticipare nulla, poiché alla fine del libro tutto sarà chiaro al lettore”.

Il filo conduttore dell’opera è il contrasto tra Fabrizio e David, sia perché sono rivali in amore, si contendono, infatti, l’amore di Sara, sia perché tra loro si creano dei conflitti per mancanza di chiarimenti. Una lotta tra due persone opposte, diverse tra loro, descritta con gli occhi dell’amore, ma anche della passione e dell’erotismo.

“Tra i temi affrontati in Mia è centrale quello della sessualità, delle pulsioni, dell’amore carnale, ma mai volgare - spiega - Ho scelto uno stile che si discosta per esempio da quello troppo spinto di Sylvia Kant in Prova ad amarmi: un rapporto sessuale non deve essere descritto in ogni minimo dettaglio, o meglio non sempre, a volte va anche lasciato immaginare al lettore, secondo me”.

Un viaggio personale ed emozionante, scritto giocando con l'erotismo e le note sensuali di fantasie nascoste, che Cristina Rotoloni ha voluto affrontare con uno spirito critico, attraverso una valutazione rigorosa: “Sono stata la prima critica di me stessa e sono stata molto severa, quando scrivo mi sento bene e vinco nel momento in cui riesco a far trasparire dalle pagine la mia emozione, coinvolgendo appieno i lettori, che sono i critici per eccellenza”.

Nei prossimi mesi, Mia verrà presentato in diverse occasioni, sia all’Aquila che  a Ville Di Fano, attraverso incontri con l’autrice, che si dice “pronta a vedere cosa ne pensa il pubblico della sua ultima opera”.



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