''NUOVA PESCARA SIA CAPOLUOGO D'ABRUZZO'' L'AQUILA E PD REGIONALE VS CANTAGALLO

Pubblicazione: 12 novembre 2017 alle ore 15:50

L'AQUILA - Fioccano le polemiche per le dichiarazione-shock di ieri da parte del segretario del Partito democratico di Montesilvano (Pescara), Enzo Cantagallo, ex sindaco della città costiera, sul progetto per la Nuova Pescara che proprio lui vorrebbe come capoluogo di regione, tanto da interpellare il governatore regionale, Luciano D'Alfonso, anch'egli piddino.

"Se sarà Nuova Pescara, sia capoluogo di regione”, le parole di Cantagallo da cui si è immediatamente dissociato il segretario regionale del Pd Marco Rapino, cui oggi si sono aggiunte le voci piuttosto arrabbiate di diversi esponenti aquilani del Pd.

“La Nuova Pescara non potrà prescindere dal ruolo di capoluogo di regione - ha aggiunto Cantagallo rivolgendosi a D’Alfonso - Se s'istituirà questa grande città, di circa 200 mila abitanti, dovrà essere il motore dell'economia, del turismo e della crescita imprenditoriale per garantire un reale sviluppo”.

Quella sulla Nuova Pescara è una proposta di legge per unire i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, sostenuta da un referendum popolare con ampio consenso e al vaglio del Consiglio regionale.

E il tema ha ovviamente riportato sulla scena gli spettri dei Moti del '71, quelli scoppiati all'Aquila per la difesa del titolo di capoluogo di regione, ma anche e soprattutto le recenti 'ferite' sul ruolo minore rispetto a Pescara e al resto della costa adriatica che secondo molti L'Aquila e in generale l'Abruzzo interno rivestirebbero nello scacchiere regionale per diversi capitoli politici ed economici, gli stessi su cui si sta giocando un pezzo consistente del futuro abruzzese.

Il tutto con sullo sfondo domande e dubbi sul reale peso politico di un personaggio come Cantagallo, che all'improvviso rompe il silenzio puntando a un tema davvero complesso con dichiarazioni forti ma giudicate "senza sostanza", "farneticanti" e da "cane sciolto" sia dal versante di centrosinistra che da quello opposto, con l'eccezione di Articolo uno che per bocca dell'aquilano Luca D'Innocenzo ha invitato a "non sottovalutare la vicenda" pur ricordando che l'uscita di Cantagallo "certamente non rappresenta la posizione del Pd regionale".

Cantagallo è stato coinvolto qualche anno fa, finendo anche in carcere, nell’inchiesta “Ciclone” su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Montesilvano (Pescara), per poi essere assolto in Appello dalle accuse di associazione per delinquere e abuso d’ufficio e prescritto per corruzione e calunnia.

"Le parole del segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino sono la risposta più chiara e netta possibile a quella che è una dichiarazione singola di un esponente del partito. Il capoluogo di Regione è e resta L'Aquila, ed è questa la posizione degli organi dirigenti, dei rappresentanti istituzionali, della comunità del partito", si legge in una nota del Pd inviata oggi da Marco Rapino, segretario regionale già intervenuto ieri ad AbruzzoWebFrancesco Piacente, segretario provinciale aquilano, Pietro Di Stefano, presidente provinciale aquilano, Stefano Albano, segretario Partito democratico aquilano e consigliere comunale, Stefano Palumbo, capogruppo Pd in Consiglio comunale all'Aquila, Americo Di Benedetto, presidente Quinta commissione consiliare al Comune dell'Aquila e consigliere comunale del Pd, Emanuela Iorio, consigliere comunale all'Aquila, Antonio Nardantonio, consigliere comunale all'Aquila, Stefania Pezzopane, senatrice aquilana, esecutivo nazionale del Pd, Giovanni Lolli, aquilano, vicepresidente della Giunta regionale e Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale aquilano. 

"Cercare visibilità attorno al lavoro del Pd in Regione per i territori, offrire il destro a polemiche strumentali lascia il tempo che trova - scrivono i firmatari della nota - Il Partito democratico rimane a tutti i livelli al lavoro per lo sviluppo dell'Abruzzo e del suo capoluogo, L'Aquila", si legge ancora nella comunicato". 

"Valgono come esempi dell'attaccamento della comunità del Pd all'Aquila i fatti, e non le chiacchiere, a cominciare dai miliardi stanziati dal governo Renzi per la ricostruzione, la scelta di farne una delle cinque città italiane dove si sperimenterà la rivoluzione tecnologica del 5G, gli investimenti nel comparto della formazione con lo sviluppo del Gssi, solo per fare pochi esempi", conclude la nota.

Durissima anche la reazione del consigliere regionale Camillo D’Alessandro, presidente dell’assemblea regionale dem.

"Vorrei dire che non esiste nessuna proposta del Pd di cambiare la sede del capoluogo di Regione, al contrario abbiamo presentato la legge su L'Aquila Capoluogo, per rafforzare la sua funzione. Si tratta di una dichiarazione di un esponete locale che avrebbe potuto anche dichiarare guerra all'Austria", ha dichiarato sul suo profilo Facebook.

Dallo staff di D'Alfonso è stato fatto sapere che la posizione del governatore, ex sindaco di Pescara, è sostanzialmente la stessa di D'Alessandro.

LE ALTRE REAZIONI DI OGGI

PIETRUCCI (PD), ''LA PRENDO A RIDERE, MA SE MI SFIDI..''

"La prendo a ridere anche perché il leone non perde il sonno per l'opinione di una pecora. Dopodiché se mi provochi ti ignoro, ma se mi sfidi 'te sòno!", ha scritto sulla sua bacheca Facebook Pierpaolo Pietrucci.

DE MATTEIS, ''DA CANTAGALLO SCENEGGIATA NAPOLETANA, SU STATUTO REGIONALE E' IGNORANTE''

“Cantagallo se non avesse parlato seriamente potrebbe essere il degno attore di una sceneggiata napoletana”, le parole del capogruppo di Fdi-An in Consiglio comunale all'Aquila Giorgio De Matteis.

“E’ evidente - ha aggiunto - che le sue dichiarazioni lasciano il tempo che trovano. Se voleva essere una provocazione ha clamorosamente fallito, viste le dichiarazioni del suo partito, se voleva parlarne seriamente ha dimostrato una assoluta ignoranza dello Statuto regionale - continua De Matteis - In tempi nei quali le divisioni del passato sono superate dai temi attuali, c’è ancora qualche nostalgico di scontri e di inutili divisioni. A Cantagallo - conclude - regaleremo una copia dello Statuto regionale”.

CIALENTE, ''SE STUDIATO, TIRARE FUORI QUESTA STORIA E' DELINQUENZIALE''

"Questo personaggio, in cerca di nuova visibilità e forse stupidi consensi, dopo le sue vicenda che lo hanno visto prescritto per reati gravissimi (ha accettato la prescrizione), si è permesso di uscirsene con una sciocchezza grave, commettendo un errore politico che crea un danno al Pd regionale", ha affermato l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, piddino.

"Ritirare fuori la storia del capoluogo in Abruzzo è da sciocchi, se in buona fede, delinquenziale se strumentalmente studiato. La cosa, se non altro perché detta da uno che non conta niente, è di per se una sciocchezza, ma purtroppo ha una ricaduta sulla stampa. Ripeto, chieda scusa, e lo stesso segretario regionale Marco Rapino lo riprenda duramente. Se si sta in un partito non si è liberi di sparare sciocchezze. Chi lo vuol fare esce", ha concluso. 

D'INNOCENZO (ARTICOLO 1), ''CANTAGALLO NON E' UN PASSANTE, NON SOTTOVALUTARE VICENDA''

"L'uscita di Cantagallo certamente non rappresenta la posizione del Pd regionale e questo è stato chiarito, Ma non sottovalutiamo la vicenda.Cantagallo non è un passante, è stato sindaco di Montesilvano ed è oggi segretario Pd di Montesilvano. Uno dei maggiori comuni della regione", ha commentato su Facebook Luca D'Innocenzo.

"Il progressivo svuotamento di lavoratori negli uffici regionali presenti all'Aquila è un problema serissimo - ha proseguito - il progetto Nuova Pescara è una questione serissima, per tutta la Regione. La norma sulle fusioni è nata pensata e finanziata per la fusione dei piccoli comuni, tutti i progetti di fusione in Italia sono su questo, tranne uno. Nuova Pescara. Si usa una legge pensata per altro, ma non esplicitata normativamente in quel senso, per far nascere un Comune da 200 mila. Io credo sia un errore".

"Il rapporto Pescara/Comuni cintura è dal punto di vista demografico 1 a 1; la fusione di Pescara con due dei comuni della cintura ricostruisce una gerarchia tra Pescara e Cintura; questione di potere, avrei preferito una capacita' sovraordinata di quell'area, metropolitana urbanisticamente, ma non metropolitana costituzionalmente, di governare il territorio democraticamente con tutta la cintura e non ricostruendo una gerarchia tra Nuova Pescara e cintura", ha poi detto l'esponente di Articolo 1. 

"Il rapporto tra Nuova Pescara e capoluogo di regione vedrebbe aumentare il divario, ovviamente non è una boutade la questione posta da Cantagallo, ma una cosa che se non governata e chiarita emergerà a prescindere. Ringrazio Cantagallo, almeno si discute finalmente del progetto di Nuova Pescara in tutta la Regione, come è giusto che sia", ha concluso. 

LE REAZIONI DI IERI

BIONDI: ''FARNETICAZIONI DI CHI CERCA LA PERDUTA NOTORIETA'''

"Farneticazione da un soggetto in cerca della perduta notorietà".

Questa la replica 'a caldo' del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi.

"Cantagallo non si vedeva da tempo e, francamente, vista l'uscita improvvida, non se ne sentiva neanche la mancanza", conclude Biondi. (alb.or.)

RAPINO: ''POSIZIONE PERSONALE, IL PD REGIONALE NON LA PENSA COSI'''

"Quella di Cantagallo credo sia una sua posizione personale, io non la penso così. Il capoluogo di Regione è L'Aquila e resta L'Aquila", ha detto Rapino ieri commentando a caldo le dichiarazioni di Cantagallo. 

"È il suo punto di vista personale, credo che non l'abbia neanche discusso nel partito - aggiunge Rapino - Nel Pd regionale non si è discusso e non la pensiamo così", conclude. (alb.or.)

SILVERI: ''SOSPETTO UNITA' DI INTENTI, ALBANO SI DISSOCI''

“C’era da aspettarsi che tra i sessantottini in ritardo che popolano il Partito democratico ci fossero pure quelli rimasti al ‘71, anno dei Moti per il Capoluogo: persone che vogliono fare a gara a chi ce l’ha più grosso, il Comune, per giustificare pretese amministrative che non hanno fondamento alcuno", il pensiero del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Roberto Junior Silveri.

“Il problema è che questi vanveratori di baggianate ricoprono ruoli di peso nel partito al governo della regione, e dunque ci rendono lecito sospettare un’unità di intenti con la stessa amministrazione regionale a cui fanno appello - prosegue Silveri - Intanto, chiedo al segretario aquilano del Partito democratico L’Aquila, così pronto a chiedere all’amministrazione prese di posizione su questioni assolutamente estranee a essa, una risposta al suo collega, auspicandoci pure un fronte compatto da parte degli aquilani”.

Silveri chiede anche “ai vertici regionali se è il caso che a un personaggio del genere venga concesso di parlare a nome del partito”.

“Per ultimo chiedo allo stesso Cantagallo se l’aprire la bocca per fare una dichiarazione così baggiana ha almeno permesso l’arieggiarsi del suo fumante cervello - conclude - Perché se così non fosse ci auguriamo che si rinfreschi presto a dovere le idee. #CantagalloStaiSereno”.



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