''PRECARI A TEMPO INDETERMINATO'', RIVOLTA DEI LAVORATORI SISMA 2009

Pubblicazione: 11 ottobre 2017 alle ore 12:36

Paola De Micheli

L’AQUILA - Rivolta tra i lavoratori della ricostruzione post-terremoto 2009, sia quelli impiegati presso il Comune dell’Aquila sia negli uffici periferici dei vari Comuni del “cratere”.

A provocare due uscite polemiche in altrettante note, la richiesta giunta ieri, in occasione del vertice istituzionale della governance locale con il sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli, di prorogare oltre la scadenza del 2021, fissata dalla legge Barca, l’inserimento di questi lavoratori in pianta organica, in modo da poter contare sulla loro disponibilità per un periodo maggiore di tempo nei processi della ricostruzione.

Un caso unico di “rapporto di lavoro a tempo determinato, per dipendenti vincitori di un concorso che per legge ha stabilito l’assunzione a tempo indeterminato”, lamentano inferociti i protagonisti.

COMITATO RIPAM: “UNA CONDIZIONE SURREALE”

Apprendiamo tramite gli organi di stampa che, nell’ambito dell’incontro tenutosi oggi (ieri, ndr) a Roma sulle problematiche del cratere sismico, la questione dei dipendenti Ripam sia stata trattata ponendo sul tavolo una soluzione inaccettabile per dei lavoratori con un contratto a tempo indeterminato.

La senatrice Pezzopane ha diramato un comunicato in cui dichiara che “si è discusso del personale Ripam, a tempo indeterminato, con l’obiettivo di prorogare la scadenza del 2021, fissata dalla legge Barca per l’inserimento di questi lavoratori in pianta organica, in modo da poter contare sulla loro disponibilità per un periodo maggiore di tempo”.

Tale dichiarazione desta profonde preoccupazioni poiché rappresenta solo un rinvio di un problema che rende surreale la condizione di lavoratori che, a oggi, pur avendo vinto un regolare concorso a tempo indeterminato, vivono una situazione di sostanziale instabilità lavorativa.

Si comprende la necessità, del Comune dell’Aquila e dei Comuni del “cratere”, del personale da utilizzare per i processi di ricostruzione, ma una tale dichiarazione di necessità stride con quelle rese in numerosi incontri con la passata amministrazione e con l’attuale in cui si sottolineava l’impossibilità di un assorbimento in pianta organica da parte degli enti coinvolti.

Inoltre le risultanze di tale incontro sono in profonda contraddizione con quanto stabilito all’interno del tavolo della ricostruzione tenutosi in regione nel mese di settembre e con l’impegno del governo preso nell’ambito della discussione del decreto Mezzogiorno di luglio.

In entrambe le sedi, con la mediazione delle parti sindacali, si era addivenuti ad accordi di natura profondamente diversa, volti a garantire la massima funzionalità dei servizi comunali, ma comunque tutelando le legittime aspettative di lavoratori a tempo indeterminato.

Infine il tono degli accordi presi, così come emergono dai mezzi d’informazione, fa emergere una volontà, presunta, ma comunque chiara, di alzare il tono di conflitto tra i lavoratori, prefigurando una stabilizzazione dei lavoratori precari che andrebbe a insistere sugli stessi posti in pianta organica e sulle stesse risorse finanziare che più volte sono state negate ai dipendenti Ripam.

Pur avendo chiaro che, in questo caso, si attendono proroghe e deroghe all’attuale normativa vigente, non si capisce come le stesse non possano essere applicate ai lavoratori vincitori del concorso Ripam oltre che ai dipendenti precari degli enti locali del “cratere” sismico.

Che la politica abbia il pessimo vizio di promettere più di quanto possa mantenere è ormai una triste realtà in Italia e in particolare all’Aquila, fenomeno, questo, trasversale al colore politico, ma rimaniamo sconcertati del fatto che simili sistemi possano essere adottati nei confronti di lavoratori fedeli, precari e non, che si ritrovano e si sono ritrovati oggetto di scontri politici che nulla hanno a che fare con il buon andamento della pubblica amministrazione.

Rimaniamo quindi in attesa di chiarimenti facendo presente il nostro sconcerto con gli stessi mezzi con cui abbiamo appreso delle risoluzioni che si intendono adottare, facendo presente che nonostante le problematiche più volte emerse in questi anni non abbiamo mai fatto ricorso agli strumenti di protesta che la legge ci mette a disposizione, ma che oggi, con la pazienza agli sgoccioli, ci riserviamo di intraprendere con grosso rammarico dei disservizi che potremmo creare ai cittadini.

Invitiamo, inoltre, le altre categorie di lavoratori, precari e dipendenti storici del Comune dell’Aquila e dei Comuni del “cratere”, dipendenti Utr, Usra e Usrc a unirsi a noi in una battaglia di diritti che non può vederci divisi di fronte alle blande risposte di una politica autoreferenziale e ondivaga negli intenti e nell’azione.

Comitato Ripam del Comune dell’Aquila

PERSONALE UTR: “SI E’ PERSO IL DIRITTO ALLA DIGNITA’”

Il personale Ripam Utr impegnato nella ricostruzione dei comuni del Cratere sismico del 2009 apprende con rammarico dai media locali che, a margine dell’incontro tenutosi ieri a Roma tra il sottosegretario Paola De Micheli , la senatrice Stefania Pezzopane, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, è stata prospettata per il medesimo personale la proroga della mobilità obbligatoria oltre il 2021, lasciando di fatto le medesime condizioni contrattuali create con la legge Barca e la stessa precarietà per i 72 lavoratori e le rispettive famiglie.

Per la prima volta nella pubblica amministrazione è stato creato un rapporto di lavoro a tempo determinato, per dipendenti vincitori di un concorso che per legge ha stabilito l’assunzione a tempo indeterminato.

Enorme rammarico per le conclusioni del tavolo tecnico-politico che hanno completamente disatteso l’impegno del governo condiviso e firmato dalla stessa senatrice Stefania Pezzopane, come si legge nell’ordine del giorno n. G/2860/94/5 al DDL n. 2860, “far transitare il personale assunto ai sensi dell’articolo 67-ter, comma 5, del decreto-legge numero 83 del 2012, nei ruoli di altra amministrazione centrale con disponibilità dei ruoli ed inserimento immediato nei medesimi, sulla base di intese sottoscritte tra gli interessati Comuni e le organizzazioni sindacali di categoria, così come previsto per il personale assunto ai sensi del comma 6”.

Si è perso di vista il riconoscimento del diritto minimo, insindacabile e imprescindibile per ogni lavoratore ad aver riconosciuta la dignità, la professionalità e la parità.

Ulteriore aggravante alla situazione, risulta essere il blocco della mobilità, nessuna possibilità di crescita e progressione professionale e la disparità di trattamento contrattuale rispetto agli idonei non vincitori dello stesso concorso, assunti in altre amministrazioni con regolare contratto a tempo indeterminato.

Se ciò non bastasse si aggiunge l’assurda discriminazione economica che dal 1° gennaio 2018 si concretizzerà a seguito del famigerato emendamento Castricone, che prevede l’equiparazione dei soli dipendenti degli uffici speciali dell’Aquila (Usra) e dei Comuni del “cratere” (Usrc) al trattamento economico previsto per il personale in servizio presso la struttura del commissario straordinario per il sisma 2016.

Il personale Ripam di tutti gli Utr non intende oltremodo attendere la risoluzione del problema del proprio contratto “precario” mediante plausibili quanto inaccoglibili emendamenti alla prossima manovra di bilancio, ed annuncia con effetto immediato l’imminente attivazione di tutte le modalità e procedure previste dalla legge per l’indizione dello stato di agitazione con l’interruzione di ogni attività legata alla ricostruzione privata dei 56 comuni del Cratere sismico 2009.

I Dipendenti degli Uffici Territoriali per la Ricostruzione (Utr)



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