L'AQUILA, PRESUNTO CASO DI BULLISMO DENUNCIATO DA ASSOCIAZIONE GENITORI

''RAGAZZINO MINACCIATO SU CHAT, ANDIAMO
IN PROCURA PERCHE' SCUOLA CI IGNORA''

Pubblicazione: 14 maggio 2018 alle ore 13:49

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L’AQUILA - Una mamma preoccupata per “un presunto caso di bullismo” all’interno della scuola  media Mazzini-Patini dell’Aquila, si è rivolta all’associazione "Genitori per la Scuola" per risolvere la situazione senza ricorrere alla Procura della Repubblica, ma alla luce del silenzio delle Istituzioni, che "hanno ignorato il problema", dovrà rivolgersi suo malgrado all’autorità competente.

E’ stato il presidente dell’associazione, Pierluigi Lomarco, a denunciare il grave fatto con una lettera aperta, a tratti molto dura, inviata a questo giornale: la decisione di scrivere è stata presa dopo aver contattato invano i dirigenti scolastici e direzione regionale.

Nella lettera, che pubblichiamo per intero, Lomarco, nel raccontare l’accaduto, ha sottolineato "di aver sbagliato a credere che le Istituzioni scolastiche potessero essere utili e sensibili alla soluzione del problema", e ha consigliato alla donna di denunciare il presunto caso di bullismo alla Procura della repubblica.

Secondo quanto raccontato dalla madre che ha fornito all’associazione prove a sostegno dell’accusa, il figlio, un ragazzo di appena 12 anni, "sarebbe stato vessato, insultato e minacciato da alcuni compagni sul gruppo Whatsapp della classe".

Lomarco, in nome dell’associazione genitori, ha spiegato di aver provato più volte e in vari modi, anche ufficiali con e-mail certificata, a contattare la scuola e la dirigente scolastica Filomena Mammarella, senza alcun esito e per questo ha deciso di rivolgersi alla direzione regionale; ma anche in questo caso alla ricevuta di ritorno non ha fatto seguito alcun segnale o intervento.

Se comprovati, i soprusi nei confronti del 12enne non costituirebbero un caso isolato, essendo infatti molti gli episodi che hanno riempito le cronache aquilane negli scorsi mesi  e negli ultimi anni.

Per arginare il fenomeno molte scuole aquilane hanno messo in campo azioni volte a sensibilizzare i ragazzi in primis, ma anche le loro famiglie: ultimo in ordine di tempo, il progetto abbracciato dall’ Istituto d’istruzione superiore "Da Vinci-Colecchi", che sabato scorso ha dedicato un’intera giornata per affrontare le diverse tipologie del fenomeno: omofobico, razziale, a sfondo sessuale o nei confronti dei diversamente abili.

LA LETTERA INTEGRALE

"Vogliamo raccontarvi un tentativo fallito di segnalazione di presunto bullismo ad una scuola media dell’Aquila e alla direzione scolastica regionale d’Abruzzo. Sarò breve: il giorno 16 aprile 2018 alle ore 11.01 chiamiamo la scuola media Mazzini-Patini al numero 0862.22071 per chiedere un incontro urgente con la preside per episodi di presunto bullismo denunciatoci da una mamma per tutelare il proprio figlio.

La persona che ha risposto ci ha assicurato che saremmo stati contattati. Passate oltre le 24 ore inutilmente senza aver ricevuto alcun contatto dalla scuola, decidiamo di scrivere una e-mail agli indirizzi di posta sia ordinaria che pec (posta elettronica certificata) dell’Istituto e ci giungono due ricevute di ricezione.

Passati altri circa 20 giorni inutilmente, il 3 maggio scorso decidiamo di scrivere alla direzione regionale scolastica dell’Abruzzo per segnalare anche a loro il problema e la completa disattenzione della nostra richiesta da parte della dirigente scolastica ed anche qui ci giunge la relativa ricevuta di ricezione del messaggio.

Sono passati ormai dieci giorni e  nessuno ci ha contattati né per cellulare né per e-mail. In buona sostanza dalla prima segnalazione della mamma è passato praticamente un mese e né la “preside”(dirigente scolastica) e né il “sovrintendente agli studi” (direttore regionale scolastico) hanno dimostrato alcun interesse.

Probabilmente essi sono presi da problemi molto più gravi che evidentemente non possiamo immaginare, ma sicuramente in questa nostra scuola (in senso lato almeno per la regione Abruzzo) forse i ragazzi non sono più al centro dell’attenzione della stessa. Voi che ne pensate?

A questo punto chiediamo a voi della redazione a chi possiamo rivolgerci noi genitori per tutelare i nostri figli da episodi di bullismo e/o quant’altro visto che sia la scuola che la direzione scolastica regionale sembrerebbero troppo occupate da altro e quindi non interessate al problema dei nostri figli.

Nostro malgrado se prima avevamo consigliato alla mamma di non sporgere denuncia con l’intenzione diarginare il problema promuovendo eventi di sensibilizzazione in collaborazione con le autorità di polizia e con l’ausilio di psicologi specializzati, adesso le dobbiamo spiegare di aver sbagliato a credere che le Istituzioni scolastiche potessero essere utili e/o sensibili alla soluzione del problema.

Forse sarà il caso che di consigliarle proprio di sporgere denuncia alla Procura della Repubblica pure alla luce di quanto accaduto in questo ultimo mese o avete un’altra soluzione alternativa? È dal 2011 che l’associazione “Genitori per la Scuola” vigila per i suoi associati con l’intento di sanare le crepe che spesso si incontrano tra scuola-bambino/ragazzo, scuola-Comune/Provincia e quindi sappiamo che, in altri Istituti, i dirigenti scolastici sono sensibilissimi alla problematica malgrado l’indifferenza della direzione d’Abruzzo.

Siamo altresì consapevoli della buona preparazione e della sensibilità del corpo docente della scuola interessata, che ringraziamo per la loro dedizione ai ragazzi".



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