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MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA IN FIBRILLAZIONE; LA REPLICA DI PAOLUCCI,
''NEL 2018 DA LEI UNA SOLA PRESENZA IN GIUNTA SU 13 SEDUTE''

REGIONE: SCLOCCO CONTRO D'ALFONSO
''BASTA CON GESTIONE PERSONALISTICA''

Pubblicazione: 11 aprile 2018 alle ore 16:06

PESCARA - "Occorre una discontinuità di metodo, rispetto ad un modello di gestione dell'amministrazione personalistico e una discontinuità di merito, rispetto ai temi e alla vicinanza ai problemi reali e quotidiani delle persone", "E' mancatala collegialità e il rispetto anche delle più elementari regole di convivenza politica".

Parole durissime, quelle dell'assessore al Sociale Marinella Sclocco, di Mdp-Articolo 1, un ulteriore sussulto che scuote la  maggioranza di centrosinistra in Regione, che arriva all'indomani del Consiglio regionale di ieri che, riunitosi dopo 110 giorni di pausa natalizia, elettorale e infine pasquale,  si è concluso anzitempo con un magro bottino - appena una norma approvata sulle tante all'ordine del giorno - in quanto il senatore del Partito democratico e presidente della Regione Luciano D'Alfonso dovendosi recare a Roma per i suoi nuovi impegni parlamentari a Roma, ha fatto mancare il suo determinante voto, per far raggiungere alla maggioirnaza il numero legale.

E le parole di Sclocco, a proposito di "gestione personalistica", riferite è lecito ipotizzare proprio a D'Alfonso, somigliano un pò a quelle profferite con ben altra enfasi ieri in Consiglio dalle opposizioni di centrodestra e M5s,  che accusano D'Alfonso di tenere "sotto sequestro istituzionale" la Regione, e di non volersi dimettere in attesa della ratifica della sua elezione da parte della giunta parlamentare delle elezioni a differenza di quello che ha fatto invece proprio ieri il neo deputato Pd Camillo D'Alessandro, che ha lasciato il posto a Tonino Innaurato

A replicare a Sclocco, ci pensa per la maggioranza l'assessore al Bilancio e alla Sanità Silvio Paolucci, del Pd, che nega l'assenza di collegalità,  e attacca sostenendo che "non ritengo che le ripetute assenze in giunta, 1 presenza su 13 sedute nel 2018, siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio".

Parole pesanti comunque quella della Sclocco, che si aggiungono ai mal di pancia, oramai di lunga data, dei "tre ribelli" della maggioranza: gli ex assessori Donato Di Matteo ex Pd ora di Regione facile e Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, come pure di quelli anche il consigliere Ac Mario Olivieri.

La loro assenza è stata del resto ieri determinante per far mancare il numero legale. 

Un voto la maggioranza lo ha recuperato con l'ingresso in giunta, con delega al Turismo, di Giorgio D'Ignazio del Nuovo centro destra, ma non è bastato. Frutti avvelenati del rimpasto che ha fatto seguito alla debacle elettorale del centrosinistra alle Politiche, e che deve essere ancora ultimato, con l'ingresso di un altro assessore.  I nomi che sta sondando il vice presidente Giovanni Lolli, nel non facile timoniere quella dello stesso Di Matteo, che con Lolli ha un buon rapporto, a differenza che con D'Alfonso, e potrebbe tornare dunque al suo posto.

Potrebbe diventare assessore anche Lorenzo Berardinetti di Regione Facile, presidente della terza commissione Agricoltura. Era poi circolato con insistenza il nome di Pierpaolo Pietrucci del Pd, ma poi lui ha negato un interessamento. Ed anche quello di Mario Mazzocca, sottosegretario con delega all'Ambiente, ma questo significherebbe però avere due esponenti di Mdp-Art 1. in giunta, visto che Sclocco è l'unica davvero inamovibile, per le norme sulla rappresentanza di genere, in quanto unica donna nell'esecutivo regionale. 

Facendo seguito alle prese di posizione fortemente critiche del post voto, ora la Sclocco  affida però ad una lunga nota la sua forte richiesta di rottura e cambiamento, non lesinando accuse.

"Sono stati anni di duro impegno in cui, però, ogni atto è stato accompagnato da difficoltà determinate da un modello di gestione dell'amministrazione regionale cha ha mancato di collegialità e del rispetto anche delle più elementari regole di convivenza politica - esordisce Sclocco - e questo purtroppo si vede ancora più chiaramente adesso, momento in cui la Regione sta soffrendo per i tentennamenti e le decisioni di un vertice 'uni-personale' e non collegiale, come dovrebbe essere. Se l'analisi del voto ha dimostrato la necessità di disegnare un'offerta politica inedita per ridefinire la sinistra in Italia e, per l'Abruzzo, sta implicando la necessità di una ridefinizione identitaria e politica del governo regionale" 

Sclocco sottolinea che, nonostante "un percorso in salita", i risultati conseguiti "sono stati molti e questo mi spinge a credere che per l'Abruzzo la condizione post-elettorale può diventare solo un'opportunità per crescere e non un momento di stallo".

"Nell'incertezza sulla scadenza della legislatura e nei mesi che seguiranno - aggiunge - Articolo Uno deve assumere un ruolo primario nella costruzione dell'avvenire del nostro Abruzzo. Il primo passo in questa nuova sfida, sarà avanzare un programma di impegni credibili che siano espressione diretta di quell'attenzione e dell'ascolto che stiamo prestando ai cittadini da quando abbiamo iniziato questo nuovo percorso politico".

Secondo l'assessore è necessario "guidare l'azione della Regione verso una capacità amministrativa più incisiva, in discontinuità con gli atteggiamenti prepotenti del passato, ma realizzando le esigenze dei cittadini anche ritrovando la collegialità spezzata in questi anni. Azioni, piuttosto che promesse, saranno la cifra del futuro di Articolo Uno. Oggi più che mai - aggiunge - sento di dover rinnovare il mio impegno politico e personale verso l'attenzione alla comunità e al senso di comunità che credo sia la strada per la vera rinascita e una crescita economica sostenibile per l'Abruzzo".

"Il cambiamento promosso da Articolo Uno - conclude - si costruirà proprio su una discontinuità di metodo, rispetto ad un modello di gestione dell'amministrazione personalistico; su una discontinuità di merito, rispetto ai temi e alla vicinanza ai problemi reali e quotidiani delle persone di cui il mio assessorato non è soltanto lo specchio, ma anche la chiave risolutiva".

PAOLUCCI: ''SCLOCCO NEL 2018 PRESENTE IN GIUNTA SOLO UNA VOLTA..."

Altrettanto perentoria la replica di Paolucci.

"Prendo atto delle sue dichiarazioni, ma sorprende sentire l’assessore Marinella Sclocco che, a proposito di questa amministrazione regionale, afferma di voler “rinnovare il suo impegno politico e personale”. Non ritengo che le ripetute assenze in giunta (1 presenza su 13 sedute nel 2018) siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio".

"Inoltre, ella parla di 'mancanza di collegialità e del rispetto delle più elementari regole di convivenza politica'. - incalza Paolucci - anche in questo caso va sottolineato che, nel corso dei 46 mesi in cui è stata in carica come assessore, la Sclocco ha presentato decine di proposte di delibera, approvate anche in sua assenza nella totale fiducia della Giunta, che si sono poi trasformate in atti concreti, tanto che essa stessa ha dichiarato nella medesima sede che “i risultati conseguiti sono stati molti” ed io condivido questa sua valutazione".

"Invito Marinella Sclocco a far sentire le sue considerazioni nelle opportune sedi di discussione politica, evitando di gettarle nell’arena mediatica. Credo che tutti i colleghi e le forze politiche possano contribuire con responsabilità  in questo momento a costruire un finale di legislatura rafforzando il centrosinistra, occupandoci di allargare a tante esperienze la coalizione sulla base di un programma di fine mandato i cui temi della sanità, del lavoro e del sociale sono già stati individuati e che insieme occorre ora sviluppare", conclude l'assessore. (ft)

 

 

 



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