'SCORSESE REGISTA IDEALE PER CELESTINO'
LUCCI E QUELL'INCONTRO A LOS ANGELES

Pubblicazione: 02 dicembre 2013 alle ore 08:05

Martin Scorsese
di

L’AQUILA - “Martin Scorsese sarebbe il regista ideale per la storia di Celestino V e un film su di lui sarebbe una chance da non perdere per L’Aquila”.

Ne è convinto Gabriele Lucci, cofondatore nel 1993 dell’Accademia dell’Immagine, ente culturale oggi a rischio liquidazione, ma soprattutto amico stretto di Dante Ferretti, lo scenografo vincitore di 3 Premi Oscar che con il regista statunitense di origini siciliane lavora a stretto contatto da anni.

Ad AbruzzoWeb Lucci commenta l’ipotesi di un film sul “Papa del perdono” per la rete Usa Hbo, un progetto rivelato a sorpresa dallo stesso Scorsese in un’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, annuncio che ha già trovato la sponda dell'assessore comunale al Turismo Lelio De Santis che ha proposto: "Si giri all'Aquila!".

Lucci ha avuto modo di conoscere Scorsese di persona nel 2005, quando il regista intervenne a una presentazione del libro L’arte della scenografia, scritto da Ferretti a quattro mani proprio con lui.

Il ricordo è di una persona “alla mano e curiosa”, un “regista intellettuale” che si sposerebbe al meglio con l’esigenza di rappresentare la storia dell’eremita Pietro dal Morrone, divenuto Papa e istitutore dell’annuale giubileo aquilano, la Perdonanza Celestiniana, prima di rinunciare al ministero petrino con quello che non proprio esattamente viene spesso bollato come “gran rifiuto”.

Un’opportunità, lo ripete più volte Lucci nell’intervista, invitando l’amministrazione a contattare per vie ufficiali tanto Ferretti quanto Scorsese, “se non altro per creare un canale proficuo”.

Che ne pensa di questa ipotesi?

Magari! Scorsese non ha certo bisogno di presentazioni o credenziali, se venisse a girare utilizzando L’Aquila come una delle location sarebbe una grande opportunità per il territorio e per rinsaldare certi legami come con lo scenografo Dante Ferretti.

Quest’ultimo lei lo conosce bene, e lui Scorsese. Aveva avuto sentori di questo progetto?

Non ne sapevo nulla. I miei contatti con Ferretti risalgono sì a quest’anno, ma a qualche mese fa. Comunque è una chance da non perdere, almeno me lo auguro.

Che cosa consiglierebbe lei per perorare la causa?

Magari un invito ufficiale della città dell’Aquila, perché no, anche mediato da Ferretti, secondo me sarebbe ottimo. Non so se lui farà parte della produzione, visto che sembra un film per la tv e non per il cinema, ma gli si potrebbe comunque inviare una lettera per tenere una relazione. Sarebbe strategico scrivere a Dante e a Scorsese insieme.

La scelta del capoluogo come set è naturale o non è scontata?

Il problema sarà capire lo script, la sceneggiatura e che cosa intenda fare la produzione. Spesso i set vengono ricostruiti e solo alcune parti girate nei luoghi naturali della storia, altre volte per niente.

La Basilica di Collemaggio è distrutta e ancora non ricostruita, un problema in più?

Nel cinema è tutto relativo. La cosa importante non è il terremoto, ma che Celestino V stia qui. Una figura che ha attraversato un momento molto importante della religione e della storia e tutto questo è avvenuto qui.

Che cosa ricorda di quando ha conosciuto Scorsese?

Ci fu la presentazione del libro su Ferretti a New York, nel 2005 al Guggenheim Museum, in passato gli avevo mandato sempre i libri e lui aveva sempre risposto con cortesia, non è da tutti in quell’ambiente. Poi venne assieme a Leonardo Di Caprio in un locale di Rodeo Drive, a Los Angeles, e li ci conoscemmo.

Che persona le è sembrata?

Una persona estremamente attenta a quello che accade al di fuori della sua area. Già muoversi per venire quella sera alla presentazione non era scontato, l’ho visto molto incuriosito e ne ho avuto la conferma quando me lo hanno presentato. Conosco tutti i suoi film, ho il ricordo sempre vivo di un uomo che travalica la produzione tout court, molto interessato alla storia, profondo conoscitore del cinema italiano e mondiale. Un regista intellettuale, per Celestino V sarebbe l’ideale.

Secondo lei il progetto potrà andare veramente in porto?

Non saprei, certo se le istituzioni si muovono subito almeno potrebbero aprire un rapporto foriero di buone prospettive future.



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