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LO SCRITTORE ALESSANDRO GRECO PORTA I COLLEGHI A PARLARE DI UN DRAMMA
ALLE PORTE D'ITALIA, ''I GRANDI MEDIA NON RACCONTANO LA VERA STORIA''

''SIRIA, SCATTI E PAROLE'': IN UN LIBRO
'PESCARESE' IL DRAMMA DELLA GUERRA

Pubblicazione: 19 febbraio 2015 alle ore 08:23

di

PESCARA - Quarant’anni “secchi”, sei pubblicazioni alle spalle ,ma solo una sola firmata da un editore abruzzese, “nessuno è profeta in patria”.

L’ultima è un’opera particolare.

“Siria, scatti e parole”, progetto ideato dagli scrittori Alberto Gherardi e, parliamo di lui e con lui, il pescarese Alessandro Greco, in collaborazione con i fotoreporter siriani e italiani Lens Dimashqi, Lens Ibn Al Balad, Matthias Canapini ed Enea Discepoli.

Si tratta di 26 fotografie della Siria e dei siriani. “All’inizio, però, le foto erano un centinaio, ma molte purtroppo impubblicabili, perché molto crude”, ammette lo scrittore pescarese.

Non fotografie “normali”, quanto è difficile “di questi tempi” stabilire cosa sia normale e cosa no. Parliamo di “Siria, terra di guerra civile“.

“Potevo prendere e piazzare delle foto di gente che paga le conseguenze di una guerra - spiega Greco ad AbruzzoWeb - invece ho deciso insieme ad Alberto di dar voce a quelle foto, con 26 racconti. Perché la foto può colpire chi ama le foto, ma la parola coinvolge ulteriormente chi guarda, chi osserva. E per far arrivare un messaggio vero, senza il cancro della disinformazione generale su una guerra tremenda che è a un passo da casa nostra, a più gente possibile, la parola scritta è fondamentale”.

“Ma non è stato facile trovare molte persone disposte ad accettare il ‘ruolo’, cioè scrivere racconti prendendo spunto da una fotografia”, racconta Greco, un passato, tra l’altro, da giocatore di calcio a 5.

Nel libro, i bambini hanno uno spazio importante.

Da padre di una bimba, Greco capisce il dramma di chi ha un “presente terribile e un futuro di negazione umana, da chi è dovuto crescere troppo in fretta e con intorno la devastazione”.

Solo che di questa “roba”, ai più interessa poco.

“L’informazione dei grandi media è drogata, tossica, falsa - tuona Greco - e per capire cosa succede non solo in Siria, bisogna ‘andare’ sui canali alternativi, specie in altre lingue, In Italia, sono pochi quelli che raccontano la storia onestamente, a parte il giornalista Paolo Barnard, che del libro ha curato la prefazione, e pochi altri, il resto è una grande bugia”.

“Ma non dobbiamo credere che solo nel nostro Paese le tv e i giornali raccontino delle balle - ammonisce lo scrittore pescarese - perché il grosso dell’informazione bugiarda è lo stesso anche al di fuori dei nostri confini”.

Intanto, l’Isis, follia islamica che si proclama Stato, dicono i grandi media, è alle porte per bruciare l’Europa.

“Si vada a vedere chi è che ha finanziato e finanzia l’Isis e come fa ad avere la forza che ha in questo momento. E poi si pensi che in questa vicenda c’è molto altro ed è una storia trita e ritrita, ma drammatica. Si spaventano le persone su larga scala con uno spauracchio feroce e si dice loro di lasciarsi difendere, magari costringendoli, o consigliandoli con la forza, a cedere pezzi sempre più grandi di libertà e di democrazia”, il pensiero di Greco.

“Per questo e per umanità ho scelto di dar vita a questo progetto, per dire alle persone un po’ di verità che indigni e tocchi le coscienze nel vivo. Anche se a molti questa cosa può non far piacere, visto che in Italia, ma non solo, l'imbarbarimento culturale è ormai una metastasi", conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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