''TASSE POST-SISMA: PRONTI A MANIFESTARE A ROMA, RESTIAMO SUL PIEDE DI GUERRA'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

DOPO NUOVO SUMMIT CONVOCATO IN REGIONE IMPRENDITORI NON ABBASSANO GUARDIA

''TASSE POST-SISMA: PRONTI A MANIFESTARE
A ROMA, RESTIAMO SUL PIEDE DI GUERRA''

Pubblicazione: 11 maggio 2018 alle ore 12:00

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L’AQUILA - Mantenere alta l’attenzione sulla vicenda relativa alla restituzione da parte delle imprese e delle partite Iva aquilane delle tasse post-sisma, richieste dall’Unione europea, considerate come “aiuti di Stato”, continuare ad esercitare pressing sul governo uscente, in attesa della formazione del nuovo, chiedere un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, per sollevare la richiesta del temporary framework, l'innalzamento cioè della soglia del “de minimis” a 500 mila euro e la franchigia.

Con questi obiettivi, gli operatori economici locali si sono riuniti a Palazzo Silone all’Aquila, sede della Giunta regionale abruzzese.

La situazione riguarda 350 soggetti economici, chiamati a restituire circa 100 milioni di euro.

Il summit, convocato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, è stato “l’occasione per fare il punto con tutti i soggetti interessati; la preoccupazione resta e noi non intendiamo abbassare la guardia e siamo pronti a manifestare nuovamente, marciando su Roma se sarà necessario” dice ad AbruzzoWeb Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria L'Aquila alla Ricostruzione, che ha partecipato all’incontro insieme all'avvocato Roberto Colagrande, che sta seguendo la vertenza dal punto di vista legale, ai rappresentanti del Comune dell’Aquila Dania Aniceti e Daniele Placidi, al segretario di Apindustria L’Aquila Massimiliano Mari Fiamma, a Elena Fiocco della Camera di Commercio, al presidente dei commercialisti, Ettore Perrotti e al coordinatore dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo.

Assente all’incontro il sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, che “aveva un appuntamento in concomitanza”.

“A giorni verrà convocata una nuova riunione con tutte le imprese destinatarie delle cartelle esattoriali, circa 350 e i parlamentari abruzzesi come ulteriore azione, perché il problema ad oggi resta irrisolto”, spiega Rainaldi. 

L’imprenditore, poi, promette battaglia: “Aspetteremo fino a giugno, ci siamo dati questo termine perché la situazione politica italiana è ancora confusa, non c’è un governo vero e proprio e quindi è difficile capire anche con chi interloquire, ma passato questo mese, saremo pronti a  un’azione unitaria su Roma, come fatto anche all’Aquila”.

Già il 16 aprile scorso, infatti, ci si è mobilitati con un corteo di protesta con oltre 5mila persone che hanno sfilato per le vie dell'Aquila, su iniziativa della Regione Abruzzo e del Comune, per dire “no” ad una restituzione delle tasse che “ucciderebbe un territorio già martoriato dal terremoto del 6 aprile 2009”.

Anche il governo uscente si è mosso in tal senso, con un'azione politica che ha portato a un decreto di proroga che per 120 giorni ha sospeso l'efficacia delle cartelle esattoriali. 

Sulla base di questo provvedimento lo scorso 18 aprile il Tribunale amministrativo regionale del capoluogo abruzzese non ha concesso la sospensiva.

L’azione messa in campo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, però, non ha smorzato i timori degli aquilani: “La proroga non ha risolto nulla, siamo ancora fortemente preoccupati, per questo restiamo sul piede di guerra. Il nuovo governo, non appena si insedierà, dovrà confrontarsi su questa vicenda, che dovrà essere assolutamente prioritaria. Su questo non scenderemo a patti”, conclude Rainaldi.

“Abbiamo deciso di convocare per la prossima settimana una riunione con tutti i parlamentari e i circa 350 tra imprenditori e partite Iva a cui sono state richieste le somme relative alle tasse sospese, per concordare una triplice azione per risolvere la problematica definitivamente” dice il vicepresidente della Giunta regionale d'Abruzzo.

“Le nostre azioni sono tese a rinnovare il pressing sul governo uscente per il periodo transitorio e l'innalzamento del de minimis a 500mila euro, il che tirerebbe fuori dal problema molte piccole aziende - spiega ancora Lolli - Poi, bisogna dare nuovo impulso alla battaglia con il governo uscente o quello nuovo per l'organizzazione della lotta per riaprire la trattativa con la Commissione europea, per il riconoscimento del fatto che la sospensione, in un territorio dilaniato dal terremoto, non è aiuto di Stato; e infine - spiega ancora Lolli - per prepararci a fare un nuovo ricorso al Tar immediatamente dopo l'efficacia della prima cartella esattoriale, per riaprire ancora una volta la partita davanti ai giudici amministrativi. Secondo una stima, la scadenza dei termini è per il mese di agosto”, conclude Lolli.



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