2 GIUGNO: L'ABRUZZO CELEBRA LA FESTA DELLA REPUBBLICA, ''E' DEL POPOLO, UNISCE TUTTI'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

2 GIUGNO: L'ABRUZZO CELEBRA
LA FESTA DELLA REPUBBLICA,
''E' DEL POPOLO, UNISCE TUTTI''

Pubblicazione: 02 giugno 2018 alle ore 12:52

La cerimonia all'Aquila

L'AQUILA - Anche l'Abruzzo celebra la Festa della Repubblica, istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana nella data del referendum istituzionale del 1946.

All'Aquila, alla villa comunale, i festeggiamenti sono iniziati con l’alzabandiera, a seguire vi è stato l’esecuzione dell’inno nazionale, l’onore ai caduti e la deposizione di una corona al monumento ai Caduti.

Si è proceduto con l’osservazione di un minuto di silenzio e di raccoglimento prima della lettura di una breve riflessione sul significato della ricorrenza, la lettura dei messaggi del ministro della Difesa e del presidente della Repubblica e la lettura della “Preghiera per i Caduti”.

“È la festa del popolo italiano e della Repubblica - ha detto il presidennte del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio - È quindi una festa che unisce tutti e non deve dividere nessuno. Auspico che questa giornata serva a riconciliare i nostri cittadini con le istituzioni e che i valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e il rispetto dei diritti siano sempre il fondamento della nostra comunità.”

Massime autorità civili e militari anche Pescara per celebrare la Festa della Repubblica con una cerimonia in piazza Garibaldi.

Dopo l'alzabandiera, gli onori con la deposizione delle corone in memoria di tutti i caduti, e la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la seconda parte della cerimonia si è svolta nel chiostro di Casa D'Annunzio con la consegna delle Onorificenze da parte del prefetto di Pescara Gerardina Basilicata.

Presenti, tra gli altri, i presidenti della Regione, Luciano D'Alfonso, della Provincia, Antonio Di Marco, i vertici di tutti i Corpi delle Forze dell'Ordine, il questore di Pescara Francesco Misiti.

Ha fatto gli onori di casa il sindaco Marco Alessandrini.

"Oggi più che mai diciamo a distanza di 72 anni viva l'Italia repubblicana. Oggi con questa cerimonia - ha detto - abbiamo voluto ricordare cosa oggi è la Repubblica e ci fa piacere condividere questa festa con le varie generazioni di cui si compone la nostra società, ovvero da quanti ricordano ancora la eco di quella Repubblica nata nel giugno del 1946, a quelle che sono oggi le nuove generazioni cui tocca dare vita, seguito e contenuti alla nostra Repubblica. Noi dobbiamo scuotere le coscienze intorbidite, che non sono solo quelle dei giovani, e credo che la cerimonia odierna sia una di quelle occasioni importanti per farlo, anche se poi sta a noi, terminata la cerimonia, in tutti i ruoli che ricopriamo nella società, cercare di riempire questi momenti di contenuti, ispirandoci a quei valori che celebriamo anche oggi".

"Finalmente abbiamo un Governo che ha dato voce al risultato elettorale del 4 marzo scorso" aggiunge il deputato Gianluca Vacca che oggi ha partecipato alla celebrazione a Pescara in occasione della Festa della Repubblica.

"In Abruzzo ci sono molti temi che sono stati accantonati per troppo tempo, adesso è il momento di segnare un profondo cambiamento anche nella nostra regione. Le problematiche legate al mondo del lavoro, le numerose criticità ambientali e la valorizzazione del territorio, saranno i temi centrali su cui saremo a lavoro già dai prossimi giorni per dare un nuovo sviluppo all'Abruzzo".

Il prefetto di Chieti, Antonio Corona, in occasione della Festa della Repubblica nel capoluogo Teatino, ha rivolto ai tanti alunni dell'Ipsia "Umberto Pomilio" presenti, un pensierosulle critiche bipartisan di questi giorni al presidente della Repubblica, fino alla minaccia di una richiesta di impeachment."Non si può dubitare in nessun momento della profonda fede democratica di una persona che ha visto morire il proprio fratello fra le braccia, perché ucciso dalla mafia; non si può dubitare della fede democratica di un Presidente che ha legato addirittura il suo nome al sistema elettorale, il Mattarellum; non si può dubitare della fede democratica di un presidente che è stato anche ministro e non si può dubitare della fede democratica di un presidente di uno che è stato giudice della Corte Costituzionale. Va bene tutto, perché la critica fa crescere, purché il confronto di idee si svolga all'interno di precisi limiti", ha detto.

"Imparate il rispetto, rispettate gli altri come vorreste essere rispettati voi, a cominciare dai genitori, a iniziare dai vostri compagni che magari sono più in difficoltà rispetto a voi. Il rispetto va coltivato da piccoli, perché se cominciamo ad abituarci che può esserci una forma di violenza più o meno esplicita nei confronti di chiunque, specie dei più deboli, quando saremo grandi non saremo diversi", ha concluso, rivolgendosi agli studenti.



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