A CASTELLI UNA MOSTRA DI CERAMICHE
CELEBRA I 110 ANNI DELLA SCUOLA D'ARTE

Pubblicazione: 28 luglio 2017 alle ore 17:29

CASTELLI - Una mostra d’arte ceramica con 250 opere di 80 autori per celebrare i 110 anni della Scuola d’arte di Castelli, comune in provincia di Teramo alle pendici del Gran Sasso d'Italia, e rilanciarla come collante di una comunità messa a dura prova dai terremoti degli ultimi mesi e, soprattutto, come attrattore per i giovani.

Nasce da queste radici profonde l'evento dal titolo “La tradizione del futuro”, che verrà ospitato da domenica 30 luglio a domenica 3 settembre presso i locali del Liceo Artistico “F. Grue” del centro montano teramano, che ha circa 1200 abitanti, la cui economia si basa sulla produzione di ceramiche famose in tutto il mondo.

Alle ore 17 a incontrare la stampa saranno il sindaco di Castelli, Rinaldo Seca, l’ideatore, Domenico Verdone, il curatore, Carlo Fabrizio Carli, e la dirigente d’istituto, Eleonora Magno.

Di seguito verrà inaugurato lo spazio espositivo, articolato in cinque ambienti differenti che rappresentano ciascuno una diversa epoca della Scuola.

Alle ore 18 andrà infine in scena il concerto lirico "Arte in Canto", con Yulia Gorgula  (soprano), Federica Serpente (soprano) e Isabella Crisante (pianoforte).

Le opere verranno raccolte in un catalogo che verrà venduto e i cui proventi finanzieranno delle borse di studio per l’Istituto, che oggi conta un’ottantina di iscritti.

"Mi preme sottolineare - dichiara il giovane primo cittadino - il valore fortemente simbolico di questo evento per la nostra comunità, più volte ferita da una serie di eventi, dal terremoto alla nevicata. C’è il rischio di un impoverimento della comunità, di subire lo spopolamento come in altre aree appenniniche, ma da parte nostra c'è la volontà di metterci alle spalle i traumi subìti".

"Castelli non può che ripartire dalla sua eccellenza, - aggiunge il sindaco - da una tradizione che è secolare, profonda, radicata e riconosciuta da tutti. Da secoli questo borgo vive di produzione e vendita di ceramiche, ora abbiamo la necessità di tenere legata una comunità giovane che, altrimenti, non avrebbe più motivi per vivere qui".

"Dobbiamo creare reddito dalla tradizione d'arte e trasmettere le conoscenze dell’artigianato perché il nostro torniante più giovane oggi ha cinquant’anni", sottolinea Seca, particolarmente sensibile al tema dei giovani non avendo ancora compiuto trent’anni.

L’ideatore Verdone ricorda come la ceramica di Castelli, nota in tutto il mondo, abbia avuto "dalla metà del Cinquecento e per i successivi due secoli e mezzo l'apice della tradizione legata alla qualità del prodotto, con lavori che oggi sono al Louvre come al British Museum".

"Nel secondo dopoguerra si era arrivati a realizzare i piatti smaltati in giallo, resistente e poco costoso, che venivano barattati con olio, mandorle e alimenti dalla Puglia - continua Verdone - Da lì si è ripartiti inventando il Villaggio artigiano, il Consorzio, la Bottega pilota e da 3 fabbriche siamo arrivati al massimo storico di 52 ‘fuochi’ accesi e 210 addetti".

La Scuola d’arte, in tal senso, "è un presidio in Italia della cultura ceramica che in tutti questi 110 anni ha sempre mantenuto intatto il suo ruolo, grazie a direttori come Serafino Mattucci, autore del presepe monumentale, e Vincenzo Di Giosaffatte, che ha collezionato la raccolta d’arte ceramica da tutto il mondo, e allievi poi divenuti famosi nel mondo come Marco Appicciafuoco e Giancarlo Sciannella".

"La mostra ha lo scopo di mettere in vetrina che cosa c'è di nuovo, la nostra proposta di avanguardia e al passo con i tempi: arte vera per rinverdire e riproporre il ‘brand Castelli’ sul piano della contemporaneità” - prosegue - Ci tengo a sottolineare l’importanza delle borse di studio dalla vendita del catalogo per alimentare la nostra scuola”.

"Gli elementi che rendono questa scuola diversa dalle altre e fuori dall’ordinario sono proprio le relazioni e i contatti a vari livelli con istituzioni culturali, il mondo del lavoro e quello della produzione culturale e artistica - evidenzia la dirigente scolastica Magno - Sono realtà complesse che fanno sentire lo studente inserito in questo percorso al centro di rapporti ben al di là dei confini regionali".

La preside fa notare che l’istituto "si trova in un luogo geograficamente decentrato, ma è anche un luogo in cui è più facile entrare in contatto con soggetti e realtà non provinciali, e così è sempre stato. Una mostra che dia conto della storia artistica dell’istituto con opere di insigni direttori, professori e alunni, è anche la testimonianza di una tradizione di rapporti di livello molto alto - conclude - La peculiarità rispetto a un liceo simile che si trovasse in alto luogo è che si auspica che il 'Grue' continui a rinvigorire la tradizione, a garanzia di una storia d’eccellenza che continui e lo faccia rinnovandosi, mai uguale".



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