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A PESCASSEROLI IL PREMIO CROCE, TRE GIORNI DI LIBRI, SCRITTI E DIBATTITI

Pubblicazione: 26 luglio 2018 alle ore 13:11

PESCASSEROLI - Comincia oggi a Pescasseroli (L'Aquila) nella meravigliosa cornice del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, la dove è ancora possibile ammirare lupi, orsi e conifere giganti, la XIII edizione della prestigiosa kermesse letteraria dedicata al grande filosofo liberale Benedetto Croce.

Oggi il Premio Croce dedica la prima giornata al cinquantesimo anniversario del 1968, anno in cui le contestazioni e i movimenti di massa hanno fatto sentire la propria voce: "A 50 anni dal '68, caduto per sbaglio sui nostri vent'anni", è il titolo del convegno d'apertura che vedrà la presenza di Giampiero Mughini.

Domani, venerdì 27 luglio Paola Di Salvatore, dell’Autorità di Gestione dell’Ipa Adriatic, coordinerà il dibattito dal titolo "La politica di Coesione Europea, azioni integrate per uno sviluppo territoriale del mezzogiorno" con la presenza dell’eurodeputato Andrea Cozzolino.

Sempre venerdì 27 luglio alle ore 21,00 si terrà il dibattito "A quarant’anni dalla legge Basaglia" con Annacarla Valeriano, la vincitrice del Premio per la sezione Saggistica.

Il mattino di sabato 28 luglio sarà la professoressa Alessandra Tarquini accompagnata dai parlamentari Stefania Pezzopane e Gaetano Quagliariello insieme allo storico Giovanni Muto, a ricordare Rosario Villari, lo storico scomparso lo scorso anno a cui è dedicato il "Premio alla Memoria" 2018.

Nel pomeriggio si terrà la cerimonia di Premiazione del Premio Nazionale di Cultura Benedetto Croce 2018, che sarà coordinata dalla scrittrice Dacia Maraini, membro della giuria, e che premierà quest’anno per la sezione narrativa Massimo Bubola con il libro Ballata senza nome, edizioni Frassinelli.

Un libro che narra uno scorcio della Prima Guerra Mondiale, dove Maria Bergamas, la protagonista, si trova a scegliere fra 11 bare di soldati senza nome, quella che dovrà essere tumulata a Roma nel monumento al Milite Ignoto, il simbolo di tutti i soldati italiani caduti durante la Grande Guerra. È il 28 ottobre 1921, siamo ad Aquileia. Passando davanti ad ogni bara, le voci dei soldati raccontano la propria storia, sono le vicende di giovani uomini strappati alle loro famiglie, ai loro amori, ai loro lavori, contadini e cittadini, borghesi e proletari che parlano in latino, finiti a morire in una guerra disastrosa.

Per il giornalismo letterario il premio verrà consegnato a Flavia Piccinni per il libro Bellissime edito da Fandango. Un libro denuncia che svela cosa si nasconde dietro ai glitter e ai sorrisi del mondo delle baby-miss. Un mondo fatto di lunghi casting faticosi e stressanti, dove mamme e papà orgogliosamente, spingono i loro figli a diventare protagonisti di un mondo molto lontano dalla realtà della vita.

Il libro della Piccinni ha prodotto tre interrogazioni parlamentari, suggerito un Decreto Legge e Fandango Cinema sta preparando un documentario cinematografico.

Per la saggistica il premio andrà ad Annacarla Valeriano con il libro edito da Donzelli dal titolo Malacarne, un saggio da cui riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che nei manicomi, negli anni del regime fascista, hanno consumato le loro esistenze.

Il manicomio come mezzo per medicalizzare e diagnosticare in tempo "gli errori della fabbrica umana", attraverso l’eliminazione dalla società dei "mediocri della salute". Nei manicomi finirono non solo le donne che si erano allontanate dalla norma, ma anche le più deboli e indifese: bambine abbandonate, ragazze vittime di violenza carnale, mogli e madri travolte dalla guerra e incapaci di superare gli smarrimenti.

Un libro che ci fa anche riflettere sui pregiudizi, che andrebbero sradicati dalla nostra cultura e che ancora oggi alimentano l’idea che nelle donne esista una "devianza femminile".

Il Premio è uno dei pochi premi letterari nazionali dove la giuria istituzionale, presieduta dal prof. Natalino Irti, si avvale del giudizio derivante dalla lettura e dall’analisi dei testi, da parte di 24 giurie popolari, composte da 20 scuole superiori, due Università della Libera Età, dalle Associazioni del Comune di Pescasseroli e da quest’anno, anche dai detenuti del Penitenziario di Sulmona.



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