A-VOX CANTA IL DEGRADO DELLA SUA MONTESILVANO:
TRA LUCCIOLE E 'PISTE', E' POLEMICA SUI SOCIAL

Pubblicazione: 18 settembre 2017 alle ore 07:00

Arturo Porreca
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MONTESILVANO - Degrado, prostituzione, contraffazione, spaccio e le “piste”, non quelle ciclabili: uno scenario che prende forma in molte città, ma che spesso si fa finta di non vedere, se nessuno ne è a conoscenza, il problema non esiste.

È quello che il cantautore Arturo Porreca, in arte A-Vox, porta alla luce nel suo nuovo inedito La mia città, dedicata a Montesilvano (Pescara).

Nessun attacco di tipo politico, nessuna guerra alla istituzioni, il testo va interpretato come “lo scappellotto di un genitore a un figlio", spiega il cantante ad AbruzzoWeb in un'intervista realizzata prima dell'omicidio a sangue freddo che sabato ha sconvolto la citta pescarese.

"La situazione è sotto gli occhi di tutti, ma sembra che le persone abbiano paura di vedere la realtà”, dice. L’idea di scrivere su questi temi caldi in città, Porreca l’ha avuta una mattina tornando a casa dopo una serata di lavoro: “Erano le 7 di mattina, e stavo rientrando a Montesilvano - racconta - passando per la pineta ho visto le prostitute che si allontanavano per andare a dormire dopo una lunga notte di lavoro e intorno il deserto”.

Una vicenda ben conosciuta in Abruzzo, una situazione di cui si parla da mesi: il Centro di accoglienza straordinaria sulla riviera, gli sgomberi forzati, il “ghetto” di via Ariosto, la micro e macrocriminalità a cui cercano di porre rimedio le forze dell’ordine e il riflesso negativo sul turismo.

“Tutti i testi delle mie canzoni parlano di argomenti vicini, situazioni che vivo quotidianamente, La mia città parla di Montesilvano, ma potrebbe riguardare qualunque zona di frontiera, vicende fac-simile esistono in altri territori della regione – spiega – non è una critica contro qualcuno in particolare, non voglio giudicare nessuno, ma sono un musicista ed è mio dovere denunciare quello che non va, attraverso la musica”.

Effettivamente il nuovo testo dell’artista ha creato una vera e propria polemica sui social, dove i tanti "leoni da tastiera" si sono divisi tra favorevoli e contrari, sostenendo, nel primo caso le tesi del cantante e accusandolo, nel secondo, di creare danni al turismo montesilvanese.

“Il mio mestiere è la musica, vivo di musica e la mia intenzione era proprio quella di sollevare un polverone, di alzare il velo e mostrare come stanno realmente le cose  - prosegue - Io sono una di quelle persone che se ti ospita vuole che stai comodo, se non ho le possibilità non ti faccio venire per niente. È un crimine contro gli esseri umani far dormire delle persone sotto la pineta, un degrado sociale oltre che fisico per la città e questo non si può accettare come uomini”.

Poi punta il dito contro tutti quei cittadini che mettono gli occhiali scuri, ignorando tutto ciò che li circonda, gli stessi che sono tra i suoi accusatori sul web: “Soffrono della sindrome di Stoccolma - scherza Porreca - si sono affezionati ai carnefici e non vogliono vedere la realtà dei fatti”.

Ma il cantautore non scrive solo di degrado e sofferenza, molti suoi testi sono dedicati ai figli e alla vita da musicista, che lui stesso descrive come “difficile in alcune realtà”.

“Ho presentato un inedito per mio figlio a Francavilla (Chieti), I calci ai sassi, in quell’occasione sono venute ad ascoltarmi 3 mila persone, ma a Montesilvano è quasi impossibile esibirsi, se non la pensi come ‘loro’ - ha detto riferendosi al governo cittadino - non lavori e sei costretto a spostarti”.

Tra le altre cose A-Vox ha lanciato un progetto musicale nel 2009, chiamato “musica a costo zero”, che consiste nel fare brani musicali senza alcuna distorsione da parte della tecnologia.

“È tutto live, solo la mia voce e nessuna modifica - sottolinea -  di tecnologico c’è solamente la parte video, curata da Simone Marroncelli”.

In attivo Arturo Porreca al momento ha 10 brani, già registrati e pronti per la diffusione e, assicura, continuerà a vivere di musica e a denunciare le situazioni negative.



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