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MINISTRO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI: INVIATA CONTROPROPOSTA A CONCESSIONARIA, MA SPA NON SA NULLA; UE NON ESAMINA PIANO ECONOMICO FINANZIARIO PERCHE' GOVERNO NON INVIA CHIARIMENTI. MESSA SICUREZZA DA 3,1 MLD EURO

A25-A25: E' GIALLO SUL NUOVO PEF
DE MICHELI E SDP: VERITA' OPPOSTE

Pubblicazione: 19 febbraio 2020 alle ore 07:11

L’AQUILA – Piano economico finanziario di Strada dei Parchi Spa che prevede tra le altre cose il taglio delle tariffe e il mega progetto per la messa in sicurezza strutturale: si riparte da zero visto che l’Ue non lo ha esaminato perché il Governo, colpevolmente, non ha fornito i chiarimenti richiesti per ben due volte.

Ma è giallo sullo stato dell’arte autorizzativo dell’importante documento: a Sdp non è stata inviata, ad oggi, alcuna controproposta di nuovo piano per la gestione delle tratte autostradali A24 e A25.

È quanto filtra da fonti vicine alla Spa, che non parla e non replica, all’indomani delle dichiarazioni del ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, del Pd, che nel corso della sua visita ai Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso ad Assergi, a precisa domanda, ha sostenuto il contrario: “Ora abbiamo chiuso una proposta inviata al concessionario e siamo in attesa che ci risponda”.

Il riferimento è al cosiddetto Pef, il Piano economico e finanziario, non rinnovato dal 2014, che dovrà ridefinire i termini della gestione.

Un documento che è oggetto di trattative e perfezionamenti da lungo tempo ma che, stando alle ultime notizie ufficiali, si è definitivamente arenato in Europa, dove era approdato nell’autunno scorso dopo il via libera del Cipe risalente allo scorso agosto, ai tempi del Governo giallo-verde, e dove la commissione competente non ha esaminato il Pef che oggi deve ricominciare l’iter. E la stasi, sempre stando a quanto emerso, è stata dettata dalla mancata risposta del Governo italiano che per ben due volte non ha dato seguito alle richieste di chiarimento inviate dall’Europa.

Tanto che la procedura è stata chiusa senza emanare il parere previsto dalle normative. SdP è rimasta a questo, alla necessità di doversi nuovamente sedere con il Governo, in particolare con l’attuale ministro De Micheli per capire come riaprire il dossier. L’atto è fondamentale perché definisce l’importo dei lavori di messa in sicurezza sismica e la questione pedaggi, i cui rincari, circa il 20 per cento, sono stati sospesi fino a ottobre 2021: questo dopo una dura battaglia da parte delle popolazioni, in testa un folto gruppo di sindaci abruzzesi e laziali.

Il piano che è arrivato in Europa era stato validato dal Cipe il 5 agosto scorso dopo il via libera sulla congruità emesso dall’Autorità di regolazione dei trasporti. Il Pef prevede 3,1 miliardi di euro di lavori su ponti, viadotti e gallerie, di cui 2 a carico dello Stato e la restante parte sborsati dalla concessionaria.

Un piano validato anche dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici, che trova la sua forza normativa nella legge di stabilità del 2012, nella quale le due arterie, alla luce del sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009, sono considerate strategiche in caso di calamità naturali.

Eppure sembrava fatta, dopo un lungo tira e molla con l’ex titolare del Mit, il pentastellato Danilo Toninelli, con cui i rapporti sono stati anche molto tesi. E invece proprio il cambio di governo ha rallentato il cronoprogramma.

La De Micheli, l’altro ieri all’Aquila ha detto di aver "ereditato il progetto dal precedente governo" e di aver fatto “una valutazione insieme all’Europa sul tipo di impatto e ricaduta”.

“Per questo - ha concluso - abbiamo preso un po’ di tempo”.

Ma Strada dei Parchi, in realtà, non sa nulla e, anzi, attende chiarimenti. Ieri sera il vice presidente, Mauro Fabris, nella stessa giornata di lunedì è piombato ad Avezzano, tra le tappe della sua visita, dove la De Micheli stava tenendo un incontro, per capire meglio la situazione. Nei prossimi giorni ci sarà vertice chiarificatore al Mit, soprattutto alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che la scorsa estate ha “ordinato” al Governo di approvare il Pef entro il 31 ottobre scorso. Una scadenza non rispettata. (b.s.)



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