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ABRUZZESI A ROMA: CHI SONO E COSA HANNO
FATTO FINORA I 21 PARLAMENTARI ELETTI

Pubblicazione: 07 marzo 2018 alle ore 13:24

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L'AQUILA  - Tanti volti nuovi, poche riconferme, solo sette. Politici di lungo corso, tra cui il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che coronano l'obiettivo di arrivare per la prima volta a sedere sugli scranni del Parlamento italiano, e con essi conquistando gloria, potere e anche stipendi molto pesanti.

Ai 21 parlamentari, di cui 7 senatori e 14 deputati, eletti domenica scorsa in Abruzzo, l'onere e l'onore di mantenere gli impegni, talvolta iperbolici, assunti in campagna elettorale. Per di più nei tempi incerti del sistema elettorale del Rosatellum, e del quadro politico tripolare, che nelle prossime settimane sarà un rompicapo comporre in una maggioranza capace di governare il Paese.

Una cosa è certa: cambia e di molto la composizione dei rappresentanti degli abruzzesi in Parlamento, a causa della grande affermazione anche in Abruzzo del Movimento 5 stelle, che ha preso il  39,8 per cento alla Camera e 39,3 per cento al Senato, e anche seppure meno che altrove della Lega Nord, 13,8 per cento alla Camera, e13,9 al Senato. Un quadro che muta poi a causa del tracollo del Partito democratico, sceso al 13,8 per cento alla Camera e al 14 per cento al senato,  e per il fallimento delle piccole formazioni.

E così gli onorevoli pentastellati dai 5 della precedente legislatura, diventano ben 11, di cui 8 alla Camera e 3 al Senato, raddoppiando quasi il contingente. Al contrario il Pd  dimezza  i suoi parlamentari, da 6 a 3, di cui 2 alla Camera e 1 al Senato. 

Nel centrodestra Forza Italia, che non è andata alla grande, ma comunque in Abruzzo sopra alla Lega, con il 14,4 per cento alla Camera e 15,9 per cento al Senato, conferma la quota 3 rappresentanti, 2 alla Camera e 1 al Senato.

Entrano per prima volta al Parlamento gli eletti in Abruzzo della Lega, ben 3, due alla Camera e 1 al Senato.

Infine viene ricofermato Gaetano Quagliariello, eletto nel centro destra per la quarta gamba della coalizione, Noicon L'Italia- Udc, che è restata però sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento.

Liberi e Uguali in Abruzzo non elegge nessuno, come pure +Europa di Emma Bonino. Spazzati via, o con risultati ben al di sotto delle aspettative, tutti gli altri partitini, di destra e di sinistra, quelli di nuovo conio, quelli centristi e post democristiani, compresi quelli nati tra gli scranni parlamentari a seguito di scissioni e riposizionamenti e lì defunti.

A seguire una breve rassegna di chi sono e cosa hanno fatto finora i 21 neo-parlamentari abruzzesi.

GLI ABRUZZESI ALLA CAMERA

Cominciamo dalla truppa dei pentastellati. Tre gli onorevoli che hanno conquistato il secondo mandato, e che ora assurgeranno di fatto alla categoria dei semi-professionisti della politica.

Sono il perito industriale Daniele Del Grosso, 37 anni, di Cepagatti (Pescara), al suo primo mandato è stato vice-capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, e membro della Commissione affari esteri. Amministratore di società di costruzioni immobiliari civili, Del Grosso è un grillino della prima ora, e ha creato nel 2008 una delle prime liste civiche certificate a 5 stelle in Italia, con la quale si è candidato come sindaco per il comune di Cepagatti, senza successo. E’ salito alla ribalta delle cronache per aver scelto una bandiera del movimento 5 stelle come tovaglia del tavolo nunziale quando si è sposato nel 2014.

Secondo giro di giostra anche per l’avvocato pescarese Andrea Colletti, 37 anni. Al suo primo mandato è stato anche membro della commissione Giustizia e presidente del gruppo parlamentare M5S alla Camera. Colletti si è distinto anche per l'indice di produttività tra i più alti tra i parlamentari abruzzesi nella classifica elaborata da Openpolis, e per essersi battuto a favore di una commissione d'inchiesta sul fallimento della banca Carichieti. 

Terzo onorevole pentastellato rieletto è il professore di lettere e latino Gianluca Vacca, 46 anni, romano ma che vive da anni a Pescara con la famiglia. Anche lui è un grillino della prima ora, dal 2007, e si è anche candidato senza successo al comune di Pescara. Poi il gran salto in parlamento nel 2013, dove è stato membro della commissione Cultura della Camera.

Veniamo dunque alle news entry pentastellate. L'avvocato trentenne di Roseto degli Abruzzi Valentina Corneli, innanzitutto, che già si era candidata alle regionali del 2014. A curriculum ha un’attività di ricerca in diritto costituzionale alll’Università di Teramo e un saggio sul tema del rapporto tra cittadinanza, sovranità e democrazia.

C'è poi il consigliere comunale di Teramo Fabio Berardini, 27 enne, praticante avvocato. Nato a Treviso vive dall'età di 7 anni in Abruzzo. Nel Movimento 5 stelle dal 2012, al Comune di Teramo ha dato battaglia contro l’ex sindaco di Forza Italia Maurizio Brucchi, cercando di far approvare delibere sul baratto amministrativo, l'assegno civico, e la riduzione della Tari.

Arriva da Bucchianico in provincia di Chieti la musicista 32enne Daniela Torto. Insegnante di pianoforte, è una grillina dal 2007, quando ha partecipato al primo V-Day del comico e fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo. E' stata in prima linea contro il tracciato del metanodotto Larino-Chieti, e nelle mobilitazioni contro il rispetto della normativa antisismica degli edifici scolastici regionali.

Per il Movimento 5 stelle approda alla Camera anche la trentenne Carmela Grippa  di Vasto (Chieti). Ha svolto il lavoro di amministrativa nelle Poste italiane a Reggio Emilia, a seguire un impiego in una ditta di autotrasporti. Attivista della prima ora dove il Movimento 5 stelle va danni molto forte. 

Infine Antonio Zennaro, 34 enne risk manager veneto d’origine e abruzzese d’adozione, residente con la famiglia a Tortoreto, sposato con la figlia di uno dei fondatori della “Di Gennaro Costruzioni”, ora fallita. Tra le sue molteplici attività professionali anche quella di manager nell’area rischi finanziari della Fondazione Enasarco, l'ente previdenziale degli agenti di commercio, contro la cui gestione dei fondi, proprio il Movimento 5 stelle ha dato battaglia nelle commissioni parlamentari. Nonostante i mal di pancia di alcuni attivisti seguita alla sua candidatura, il giovane manager che può vantare una vicinanza amicale al candidato premier Luigi Di Maio, ha sbaragliato il campo nell'uninominale a Teramo. 

Passiamo dunque ai due eletti di Forza Italia.

il primo è il "paracadutato" Gianfranco Rotondi, 59 anni di Avellino, parlamentare azzurro uscente e politico di lunghissimo corso di livello nazionale, sin dai tempi della Prima repubblica. Basti dire che si è iscritto alla Democrazia Cristiana nel 1975, schierandosi contro la corrente allora dominante di Ciriaco De Mita, campano come lui. E' stato dunque tra i fondatori del Partito Popolare Italiano, alleato del centrosinistra e con il quale è stato eletto deputato nel 1994. Poi, scissione dopo scissione, nella saga dissolutiva dei post-democristiani, è tornato in Parlamento nel 2001, con la Cdu di Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella, alleata con la Forza Italia dei tempi d’oro di Silvio Berlusconi, che è stato anche suo testimone di nozze. Nel 2005 Rotondi ha abbandonato l'Udc, nata intanto dalla metamorfosi della Cdu, e ha fondato la Democrazia cristiana per le autonomie. Dal 2008 ha assunto la carica di ministro senza portafoglio per l'attuazione del programma. E’ stato rieletto deputato con Popolo delle libertà nel 2013 e nel 2015, ha fondato Roma il partito Rivoluzione Cristiana, che però non ha lasciato tracce nella vita politica italiana, anche se proprio come esponente di questo movimento è stato candidato nelle liste di Forza Italia.

E' invece all'esordio nella carriera  politica istituzionale il 41enne Antonio Martino, nativo di Torre dei Passeri ma residente a Pescara, secondo forzista eletto nell'uninominale all'Aquila, uno dei due del centrodestra a rompere il fronte grillino nei sette collegi maggioritari. Martino, figlio di Carmine, vecchio funzionario della Democrazia cristiana, che il pallino della politica lo ha avuto da giovanissimo,  è il patron del gruppo Dynamin Holding, 108 dipendenti e oltre 100 milioni di fatturato, con partecipazioni di controllo in aziende che operano nell'informatica, nel facility management, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nel campo della ristorazione. In provincia dell'aquila, dopo le iniziali polemiche su una candidatura non territoriale, Martino ha convinto frequentando subito assiduamente l'Aquilano incontrando cittadini ed istituzioni. Nel capoluogo adriatico è noto per essere stato socio e vice presidente della Pescara Calcio nel periodo dal 2011 al maggio del 2013. E' stato anche segretario regionale dei Giovani popolari in Abruzzo quando Matteo Renzi, oggi segretario del Pd e grande sconfitto di queste elezioni, ricopriva la stessa carica in Toscana. Ed è intervenuto anche, come imprenditore invitato dall'allora premier Renzi, alla Leopolda del 2014. Davvero un'altra epoca.

Stanno preparando le valige per la Camera anche due esponenti della Lega, prima vota assoluta in Abruzzo per il partito di Matteo Salvini.

Sono Giuseppe Bellachioma, 57 anni, segretario regionale abruzzese dal luglio 2017 della Lega, originario di Roseto degli Abruzzi, che però vive e risiede da anni nelle Marche, dove ha un'impresa di pompe funebri. Investito direttamente dal leader maximo Salvini, è stato accusato dentro il partito di aver pensato per prima cosa a blindare la sua candidatura e mettere in lista suoi fedelissimi. Bellachioma, pur candidato anche all'Aquila, ha fatto campagna elettorale nell'altro collegio proporzionale alla Camera Pescara-Chieti, percepito come 'non pervenuto' nel capoluogo di regione alle prese con la ricostruzione post terremoto 2009.

Ce l'ha fatta anche l'aquilano Luigi D'Eramo, 42 enne assessore comunale all'urbanistica. La lieta notizia è arrivata ieri dopo una lotta fratricida con il parlamentare uscente in procinto di fare il terzo mandato, la forzista Paola Pelino. Per lui il coronamento di una già lunga carriera politica, che lo ha visto militare prima in Alleanza nazionale poi nella Destra di Francesco Storace e infine nella Lega-Noi con Salvini. Una carriera iniziata nel 1995 come consigliere comunale di Poggio Picenze (L'Aquila), proseguita come assessore comunale dell'Aquila nella giunta di centrodestra di Biagio Tempesta, e poi come consigliere comunale di opposizione per due mandati al centrosinistra di Massimo Cialente e infine con la rielezione nel giugno 2017 con il centrodestra di Pierluigi Biondi, di cui come detto è assessore all'urbanistica, pronto a lasciare l'incarico per approdare in più prestigiosi lidi.

La rassegna degli deputati abruzzesi si conclude con i due eletti del Partito democratico.

La prima è Stefania Pezzopane, 58 anni, senatrice aquilana uscente, la cui ri-elezione e' arrivata dopo una giornata di batticuore. Anche per lei una lunghissima carriera iniziata nel lontano 1985 nella federazione giovanile del Partito comunista italiano. E’ stata poi otto anni consigliera comunale a L'Aquila. Nel 1995 è stata eletta in Regione Abruzzo, con i Democratici di Sinistra nominata assessore della prima giunta abruzzese di centrosinistra, del presidente Antonio Falconio. Rieletta in Regione nel 2000, ha fatto l’opposizione alla maggioranza di centrodestra di Giovanni Pace.  Dal 2004 al 2010 è stata presidente della Provincia dell'Aquila. Mancata la rielezione in Provincia, è tornata a fare l'assessore nella giunta comunale di centro-sinistra dal sindaco Cialente con delega alla Cultura. Infine l'elezione in Parlamento alle politiche del 2013, dove si è occupata principalmente della ricostruzione post sismica. Un elezione la sua però rimasta in forse fino al conteggio dell'ultima scheda, come impongono i complessi calcoli del Rosatellum.

Per il Pd sarà invece la prima volta in Parlamento per Camillo D'Alessandro, 42enne di Ortona (Chieti) consigliere coordinatore della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale, dove e' al terzo mandato. Anche lui ha iniziato a fare politica da giovanissimo, nel Partito popolare italiano e poi nella Margherita e infine nel Pd, ricoprendo negli anni le cariche di consigliere provinciale di Chieti, e di consigliere regionale ininterrottamente dal 2005, prima all'opposizione del centrodestra di Gianni Chiodi, poi in maggioranza con il centrosinistra di Luciano D'Alfonso, di cui è considerato un fedelissimo.

GLI ABRUZZESI AL SENATO

Tra i nuovi senatori non si può non cominciare da Luciano D’Alfonso, presidente della Regione che andrà a Palazo Madama senza  concludere il mandato a palazzo Silone.

Va detto subito che Il governatore e' tra i tre eletti di un Pd che in Abruzzo è crollato clamorosamente. Dipendente in aspettativa all'Anas, il 53 enne di Lettomanoppelo (Pescara), protagonista della recente storia abruzzese, D'Alfonso ha iniziato la sua carriera politica con l'elezione nel 1995 a presidente della Provincia di Pescara, risultando il più giovane presidente di provincia d'Italia. Nel 2000 l’approdo al Consiglio regionale con il Partito popolare italiano all'opposizione della maggioranza di centrodestra di Pace. Nel 2002 ha aderito alla Margherita di Francesco Rutelli, e l’anno dopo è diventato sindaco di Pescara, carica che D'Alfonso ha mantenuto per un secondo mandato.  Esperienza che si è interrotta bruscamente a dicembre 2008 allorchè è stato arrestato ai domiciliari a seguito di un'indagine della procura di Pescara, su presunti scambi di favori e tangenti tra imprenditori e amministratori comunali. Poi però nel febbraio 2013 è stato assolto da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto. Nel 2011 la procura dell'Aquila lo ha iscritto nel registro degli indagati per l'affidamento idi una progettazione sul porto di Pescara affidata alla società Ecosfera quando era sindaco della città. Anche in questo caso nel febbraio 2014 per D’Alfonso è arrivata l’assoluzione con formula piena. Nel maggio 2014 è stato eletto presidente della Regione battendo l’uscente Chiodi del centrodestra. Nel corso del suo mandato alla Regione è finito ancora sotto indagine per una mega inchiesta su appalti gestiti dalla Regione. Ora la partenza per Roma, con l'accusa però di aver abbandonato la barca della Regione, e a seguito di una debacle complessiva del suo partito in Abruzzo, più cocente e grave che altrove.

Prima volta a Roma anche per l'avvocato Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, 60enne nato Napoli, pescarese d'adozione.
La sua carriera politica è iniziata nel 1990, con l'elezione a consigliere comunale di Pescara, che poi centrerà per altre cinque volte consecutive. A seguire nel 2000 l’elezione in consiglio regionale, con il Centro cristiano democratico, nella maggioranza di Pace, per poi bissare nel 2005 con Forza Italia questa volta all'opposizione di Ottaviano Del Turco. Infine la consacrazione, con la elezione alla presidenza del consiglio regionale abruzzese con l'amministrazione guidata dal forzista Chiodi.

Per il movimento 5 stelle farà una seconda legislatura al Senato anche Gianluca Castaldi, 47 anni di Vasto.  A palazzo Madama Castaldi è stato membro delle commissioni Industria, commercio, turismo, e della Commissione per la semplificazione. Attivista grillino dal 2007, è stato anche candidato alle Comunali 2011 di Vasto con la Lista M5S Vasto. Di professione informatico, ha fatto anche l'insegnante di nuoto e di educazione fisica, l'allenatore dei minibasket. E' dirigente del settore tecnico dell'Associazione nazionale arbitri (Aia). Nella precedente legislatura si è segnalato per la efficacia della sua azione politica tanto da meritare la riconferma.  

Al Senato è stato eletto anche il giornalista Primo Di Nicola, 66enne di Castellafiume (L‘Aquila).  Laureato in filosofia all’università La Sapienza di Roma, Di Nicola è stato per trent'anni una firma del settimanale L’Espresso, per il quale ha realizzato l'inchiesta che nel 1978 portò alle dimissioni dell’allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone. Dal 2014 cura la sezione Palazzi&Potere del Fattoquotidiano. E' stato chiamato nell'ottobre 2016 a dirigere il quotidiano dell'Abruzzo Il Centro, all'atto del passaggio di proprietà tra la Finegil e un gruppo di imprenditori abruzzesi. Ma dopo un anno si è dimesso per contrasti con redazione giornalistici e proprietà. 

 Volto nuovo tra i pentastellati abruzzesi al senato è Gabriella Di Girolamo, 40 anni di Sulmona, dal 2013 militante del gruppo Meet Up Amici di Beppe Grillo della città peligna. Nel 2014 si è candidata senza successo alla Regione. Tra le battaglie condotte, e' in prima linea nella battaglia per impedire la realizzazione della centrale di compressione e metanodotto Snam.

Per la Lega è stato infine eletto senatore in Abruzzo il noto economista no-euro Alberto Bagnai. Tecnicamente un "paracadutato", anche se Bagnai, 56enne fiorentino, ha in realtà un'assidua frequentazione con l'Abruzzo essendo professore associato di politica economica presso la facoltà di economia dell'Università  Chieti-Pescara "Gabriele d'Annunzio".

Bagnai afferma che l'adesione all'euro, comprimendo le esportazioni dell'Italia, ha inciso negativamente sulla produttività dell'economia italiana. Nel 2013 ha firmato con altri economisti europei  il Manifesto di Solidarietà Europea, che partendo dall'assunto dell'impossibilità di proseguire con il progetto di integrazione monetaria, ne suggerisce lo smantellamento partendo dalla secessione dei paesi più competitivi.

Nel centrodestra, si toglie infine una grande soddisfazione per l'onorevole uscente Gaetano Quagliariello, candidato, in quota Noi con l'Italia-Udc, che ha battuto, -  un'eccezione in questa tornata elettorale - la candidatura del Movimento 5 stelle Emanuela Papola, nel collegio uninominale L'Aquila Teramo. 

Un "paracadutato" di casa in Abruzzo, il 58enne napoletano professore di Storia dei partiti politici, visto che in Abruzzo era stato eletto anche la precedente tornata elettorale, questa volta con il Popolo delle Libertà.  

Un lunga carriera la sua, cominciata nel Partito radicale di Marco Pannella e poi in Forza Italia, di cui è stato  eletto senatore per la prima volta nel 2006, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali.

Tra i momenti topici della sua esperienza parlamentare  la nomina da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a membro della commissione per le riforme istituzionali, e la carica di Ministro per le riforme costituzionali nel governo di larghe intese di Enrico Letta del Partito democratico. Nel 2014 la rottura con Popolo delle libertà, e l'ingresso nel Nuovo Centrodestra (Ncd) di Angelino Alfano di cui è diventato coordinatore nazionale. L'esperienza in Ncd si conclude però nell'ottobre 2015,  dopo  mesi di dissenso con le scelte politiche del partito alleato del Pd al governo. A seguire ha fondato  Identità e Azione (Idea), con il quale ha annuncia il passaggio all'opposizione del governo di Matteo Renzi ed il ritorno nella coalizione di centro-destra. Ad Idea aderisce anche l'ex presidente della Regione Chiodi, candidato non eletto in Noi con l'Italia-Udc, e il consigliere regionale di Abruzzo futuro Mauro Di Dalmanzio. Infine la candidatura come punta di diamante  in rappresentanza della quarta gamba del centrodestra Noi con L'Italia-Udc, che però anche in Abruzzo ha racimolato un modestissimo risultato e non  ha superato la soglia di sbarramento del 3 per cento.



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