ACCORD PHOENIX: DE MATTEIS, ''VICENDA OPACA, CATASTROFE ANNUNCIATA''

Pubblicazione: 23 dicembre 2016 alle ore 19:51

L'AQUILA - "Non ci voleva un veggente per prevedere quello che sarebbe accaduto alla Accord Phoenix dell'Aquila, è da tempo che denuncio i contorni molto opachi di questa operazione, il piano industriale improbabile, l'assetto societario, la possibilità di creare davvero i posti di lavoro promessi"

Va giù a testa bassa il consigliere di L'Aquila città aperta Giorgio De Matteis, all'indomani della clamorosa azione della Guardia di Finanza che ha posto i sigilli all'area produttiva dell'Accord Phoenix, che con un’operazione politica fortemente voluta dalla classe dirigente di centrosinistra cittadina e regionale, si è insediata nell’ex polo elettronico dell’Aquila con un investimento privato mai ben stimato, tra 35 e 50 milioni di euro. Di certa, fin qui, c’è stata solo la quota di fondi pubblici, con 10,8 milioni concessi dall’agenzia Invitalia e resi disponibile modificando la delibera Cipe numero 135 del 2012, che stornava una quota del 5% (poi abbassata al 4%) dei fondi per la ricostruzione post-terremoto del 2009 per lo sviluppo economico, con un plafond di quasi 300 milioni di euro.

Entro 3 anni l’azienda dovrebbe riassumere 128 persone, in larga parte i dipendenti fuoriusciti dalle crisi industriali delle aziende Finmek, Fida, Intercompel e P&A Service. Al momento gli assunti sono 24, ma i sindacati hanno denunciato tra essi troppe consulenze o profili esterni e solo 9 operai riassorbiti. 

L’azienda ha fatto sapere che aveva in programma altre 35 assunzioni entro gennaio, che ora sono in bilico vista la chiusura.

Non ancora chiariti i motivi alla base del l'indagine è coordinata dal Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf, comandato dal tenente colonnello Sergio Aloia, che mantiene uno strettissimo riserbo sulle attività d’inchiesta. Si parla, tuttavia, di diverse persone che sarebbero già iscritte sul registrato degli indagati: in particolare, si tratta del presidente del Consiglio d'amministrazione Ravi Shankar, del componente il Cda Francesco Baldarelli e del responsabile della linea produttiva Hansen Jorgen Lundo.

Stando a quanto si apprende, nello stabilimento sarebbero stati stoccati rifiuti pericolosi e non, per complessivi 105 mila chilogrammi di scarti di materiale elettronico, seppure non fossero state istruite le dovute autorizzazioni.

Per De Matteis il sigillo di un fallimento annunciato.

"Dopo la pagliacciata dell'inaugurazione - incalza il consigliere - avevo chiesto lumi sul perché a lavorare ci fossero solo 11 persone, mi chiedevo chi avesse scaricato i camion, come sarebbe stato lavorato e smaltito il materiale. Non ho ricevuto nessuna risposta".

E nessuna risposta, assicura De Matteis c'è ancora stata "sul reale assetto societario dell'impresa arrivata a L'aquila, che da Srl è diventata Spa, ma non si sa se è stato versato il capitale sociale di circa 7 milioni. ma soprattutto vogliamo sapere, e anche qui nessuna risposta, se Invitalia ha erogato i fondi pubblici".

Infine bordate al sindaco Massimo Cialente e a tutto la "nomenclatura del Partito democratico" aquilano.

"Un aeroporto di Preturo dove non vola nemmeno un aeromobile, figuriamoci un aeroplano. Poi questa a dir poco opaca vicenda dell'Accord Phoenix: tutto ciò la dice lunga sulle politiche industriali del Pd aquilano. e i giovani intanto vanno via e non trovano lavoro. nonostante i tanti milioni a disposizione dei fondi per sviluppo economico nelle aree del cratere. Su questa vicenda poi si registra il silenzio anche del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli".

Parole pesanti anche nei confronti dei sindacati.

"Mi hanno insultato quando ora dovrebbero avere il buon gusto di sparire. ma evidentemente non tutelavano gli interessi dei lavoratori, ma ben altro. la verità che per salvare l'occupazione ci servono imprenditori seri che cacciano i soldi". 



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