ACCORD PHOENIX L'AQUILA: CASSA INTEGRAZIONE PER I PRIMI VENTI RIASSUNTI

Pubblicazione: 13 febbraio 2017 alle ore 10:00

da sinistra, Ravi Shankar e Francesco Baldarelli

L'AQUILA - Dopo il sequestro di parte dello stabilimento è scattata la cassa integrazione per i primi 20 dipendenti riassunti dall'Accord Phoenix, la società di triturazione di rottami metallici che a regime avrebbe dovuto riassorbire circa 130 lavoratori dell'ex polo elettronico aquilano.

L’ammortizzatore sociale coinvolge i 13 operai e 7 impiegati, per la durata di 13 settimane, a far data dal primo febbraio.

Dipendenti che fino al gennaio scorso erano regolarmente retribuiti, anche gli operai che non erano in servizio ma in disponibilità.

Da quanto appreso, gli stessi vertici aziendali, che tramite gli avvocati Giulio Agnelli e Roberto Madama hanno presentato istanza di revoca del sequestro, avrebbero ammesso di aver compiuto degli errori procedurali, attribuiti tuttavia alla complessità della legislazione in materia di smaltimento dei rifiuti.

Errori che, comunque, sarebbero stati fatti per raggiungere il più rapidamente possibile l'obiettivo occupazionale che ci si era prefissati, e che oggi sembra inesorabilmente sfumato, visto che il Consiglio d'amministrazione presieduto dall'anglo-indiano Ravi Shankar ha deciso di sospendere il piano delle assunzioni.

L’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica su presunti reati ambientali, che ha portato all'apposizione dei sigilli da parte della Guardia di Finanza, si è poi allargata con un nuovo filone di inchiesta, per l’ipotesi del reato di truffa in concorso, a carico del direttore generale Francesco Baldarelli.

La richiesta di cassa integrazione ordinaria, nella sede di Confindustria, è stata sottoscritta da Fim e Uilm, mentre la Fiom ha disertato il tavolo per mancanza di fiducia nei confronti dell'azienda.



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