ACQUA CANISTRO: LA REGIONE EVIDENZIA CRITICITA' NEL PROGETTO NORDA

Pubblicazione: 08 marzo 2018 alle ore 08:00

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CANISTRO - Per la Regione Abruzzo “fa acqua”, è il caso di dire, il progetto di realizzazione del piano industriale e del nuovo stabilimento che la Norda spa, del gruppo San Benedetto, società che ha la concessionaria provvisoria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila), ha sottoposto all’esame della commissione Valutazione impatto ambientale. 

Molte sono le criticità che infatti vengono messe nero su bianco da un lettera che Iris Flacco, dirigente regionale del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive, ha inviato il 5 marzo scorso alla società dei fratelli Pessina, editori del quotidiano l’Unità, e già titolari dell'acqua Gaudianello e Sangemini.

Un provvedimento ufficiale in cui si chiedono spiegazioni e integrazioni destinate a creare una ulteriore distanza tre le parti che già sono in contenzioso in quanto la Norda ha ritardato la procedura del Via, ritenendola non necessaria, ricorrendo anche al Tar contro la Regione, che invece era di tutt’altro avviso. In questa situazione, secondo gli esperti, è difficile che la Norda, il cui arrivo è stato salutato dal'amministrazione comunale di Canistro, in particolare dal sindaco, Angelo Di Paolo, e dal vice sindaco, Ugo Buffone, dalla Regione Abruzzo, in particolare dal vice presidente Giovanni Lolli, possano rispondere ai gravi rilievi.

Criticità che riguardano la non aderenza del progetto rispetto a quanto previsto dal bando del 15 dicembre 2016, aggiudicato provvisoriamente dalla Norda nel marzo 2017, fino alla necessità di integrare la documentazione relativa alle misure da adottare per garantire la sicurezza idrogeologica del minimizzare del nel terreno tra il comuni di Canistro e Civitella Roveto (L'Aquila), lambito dal fiume Liri, dove dovrà sorgere il nuovo stabilimento, ed anche relativamente alla realizzazione della nuova condotta che dovrà portare la preziosa acqua minerale dalla sorgente al sito di imbottigliamento. 

Una grana in più per un iter già tormentato, e che rischia di ritardare ancor di più l’avvio del piano industriale della Norda, da 20 milioni di euro, e che deve riportare al lavoro non meno di 50 dei 75 addetti licenziati dopo la revoca della concessione alla Santa Croce di Camillo Colella. Iter già reso complicata dalla necessità di acquisire, anche attraverso espropri, i terreni, e di trasformarli da agricoli ad uso industriale. Con la conseguenza che l'acqua da oltre due anni finisce nel fiume Liri.

Sulla vicenda pesano anche i ricorsi già inoltrati e quelli che ci saranno da parte della Santa Croce, che chiede la revoca della concessione alla Norda, proprio per lo sforamento dei termini entro cui andava fatta l’istruttoria della Via. 

Tornando alla lettera della Flacco: tanto per cominciare, evidenzia la dirigente, “occorre verificare attentamente la corrispondenza del contenuto di tali elaborati con la proposta progettuale, ovvero il Programma di coltivazione e Piano industriale, oggetto di valutazione in sede di gara”.

Ed occorre “verificare la coerenza del progetto in Via con le richieste ed i vincoli richiamati nell’avviso di procedura ad evidenza pubblica, per l’affidamento della concessione”.

La Flacco poi chiede che lo studio di impatto ambientale presentato dalla Norda, vengano integrati da altra documentazione più puntuale.

Ovvero si legge nella lettera, “la rappresentazione delle “Aree di salvaguardia” di e relative proposte prescrittive sull’uso del territorio”, la “rappresentazione, con relativi costi, rispetto all’investimento totale, degli interventi per il modellamento morfologico e la messa in sicurezza dei versanti a seguito dell’inserimento a dello stabilimento” con riferimento a muri su pali e regimazione delle acque, e i profili longitudinali e trasversali sia dell’impianto, sia della condotta idrica”.

Infine si chiede la documentazione dei “profili longitudinali e trasversali sia dell’impianto, che della condotta idrica, rispetto alla morfologia esistente e di progetto”.

A remare contro il progetto industriale sono anche le associazioni ambientaliste Forum H20 e Stazione ornitologica abruzzese (Soa), che hanno presentato osservazioni all'iter di Valutazione di impatto ambientale, sostenendo che sul terreno di Canistro dove dovrebbe sorgere il nuovo stabilimento di acque minerali, ed anche su quello dove sorge lo stabilimento esistente, quello della Santa Croce che non ha nessuna intenzione di cederlo alla Norda, sussistono gravi problemi di rischio esondazione sul fiume Liri.

Le due associazioni hanno spiegato in una nota che “leggendo i risultati dello studio idraulico emerge che vastissime aree a lato del fiume Liri sarebbero allagate anche con una piena molto limitata, con tempo di ritorno di soli 30 anni cioè piene che si verificano abbastanza frequentemente. Va considerato infatti che la pianificazione deve tener conto di tempi di ritorno anche di 200-500 anni".



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