ACQUA CANISTRO: NORDA IN REGIONE E CONTRATTA TERRENI NUOVO STABILIMENTO

Pubblicazione: 18 ottobre 2017 alle ore 07:15

AVEZZANO - La Norda, concessionaria provvisoria delle sorgenti Sponga di Canistro (L’Aquila), è pronta ad incontrare di nuovo, entro questa settimana, uno ad uno i 15 proprietari dei terreni dove dovrà sorgere il nuovo stabilimento.

In parallelo continua l’interlocuzione con la Regione Abruzzo, dove si è tenuto nei giorni scorsi un summit per fare il punto della situazione, che si è complicata a seguito del ricorso da parte della stessa Norda al Tribunale amministrativo regionale, contro la decisione dell'amministrazione di ricorrere all’iter di Valutazione di impatto ambientale (Via), relativa al costruendo stabilimento e alla conduttura, pena la revoca della concessione.

Questo accade mentre la Santa Croce Spa dell'impreditore molisano Camillo Colella, ha appena presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar), nel quale chiede la revoca dello concessione provvisoria alla Norda, perché non ha presentato, entro i termini di legge, la Valutazione di impatto ambientale (Via).

Altro capitolo di un confitto durissimo che si è scatenato intorno alle sorgenti Sponga, dopo che la Santa Croce si è vista revocare, a seguito di un ricorso del Comune di Canistro, la concessione  rinnovata con il bando vinto nel giugno 2015.

La Santa Croce si è opposta a questa decisione che ha determinato il blocco della produzione, e il licenziamento a fine 2016 degli oltre 70 dipendenti, ma il Consiglio di Stato ha dato definitivamente ragione al Comune nel maggio scorso.

La Santa Croce sta infine dando battaglia anche contro il bando vinto dalla Norda, e anche qui si attende il pronunciamento del Consiglio di stato, dopo la bocciatura del Tar. Bando a cui ha partecipato anche il gruppo Colella, arrivando di fatto secondo, ma sotto il punteggio minimo.

Un attivismo, quello della società dei fratelli Pessina, editori dell’Unità, e proprietari dei marchi di acqua minerale Norda, Sangemini e Gaudianello, che sembra confermare quanto affermato ad Abruzzoweb dal vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che aveva assicurato che "sull’acqua minerale di Canistro andiamo dritti come spade, e abbiamo un percorso chiaro e netto".

Non mancano però le incognite: per quanto riguarda infatti  la vicenda del ricorso al Tar, i legali la Norda hanno tentato, in questi mesi, di dimostrare che fosse sufficiente la più circoscritta Verifica di assoggettabilità (Va). Ma la Regione, da mesi, ricorda all'impresa che è necessaria una più completa Via, su tutto il progetto di sfruttamento. Una circostanza che innesca dei dubbi sul termine dell'adempimento che per molti, anche in base al bando, sarebbe già scaduto.

Strada non certo in discesa anche quella della realizzazione dello stabilimento. Andrà trovato in fretta un accordo con tutti i proprietari dei terreni ricompresi nell’area, lambita dal fiume Liri, ampia complessivamente 75 mila metri quadrati, tra Canistro e Civitella Roveto.

Il primo incontro tra proprietari e Norda si è tenuto il 25 settembre a Canistro, e la società, da quanto rivelato dall’assessore comunale Ugo  Buffone, sarebbe disposta ad offrire 10 euro a metro quadro per terreni agricoli, che hanno un valore di 3 euro. Ma poi andranno fatti i cambi di destinazione d’uso da agricoli in industriali, e andrà approvato un nuovo piano regolatore. A tal proposito Lolli ha confermato che si terrà una pre-conferenza dei servizi, per accelerare i tempi e semplificare l’iter burocratico.

E le tempistiche, in questa intricata vicenda, sono fondamentali: la preziosa acqua minerale di Canistro va a finire inutilizzata da un anno nel fiume, e si avvicina implacabile anche la scadenza degli ammortizzatori sociali di cui beneficiano oltre 70 ex dipendenti della Santa Croce, e che dovranno essere riassunti dalla Norda, una volta riavviata la produzione. (f.t.)



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