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ACQUA DI POPOLI: DOPO LE PROROGHE
AL GRUPPO GRAN GUIZZA IN ARRIVO LA GARA

Pubblicazione: 20 aprile 2017 alle ore 07:00

Iris Flacco
di

POPOLI - Sarà indetto a giorni dalla Regione Abruzzo il bando per l’imbottigliamento dell’acqua minerale che sgorga dalla sorgente Valle Reale di Popoli (Pescara), in concessione dal 1996 alla Gran Guizza, del gruppo San Benedetto, negli ultimi 2 anni a seguito di proroghe.

A confermarlo ad AbruzzoWeb è Iris Flacco, la dirigente alle Attività estrattive e Risorse territoriali della Regione.

Si apre, così, un altro fronte nell’importante partita delle acque minerali abruzzesi, che si preannuncia, però, molto meno conflittuale rispetto a quello che, da 2 anni a questa parte, sta accadendo intorno alla sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila), teatro di un durissimo scontro tra la vecchia concessionaria, la Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, da una parte, e la Regione, il Comune e sindacati dall’altra.

A Canistro, del resto, c’è un'altra concessione che sta scadendo, quella della sorgente Fiuggino, detenuta proprio da Colella. In questo caso la dirigente Flacco spiega, però, che va prima valutata l’effettiva portata della sorgente, perché potrebbe essere “talmente scarsa da non giustificare un bando”.

Colella si è visto revocare nell’ottobre 2015 la concessione della sorgente Sponga appena assegnata a seguito di un ricorso del Comune, e per irregolarita del Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Non ha ottenuto, poi, proroghe in attesa del nuovo bando, che è arrivato solo poche settimane fa, e che ha assegnato la sorgente al gruppo Norda, impresa che appartiene ai fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini, la Monticchio, e la Gaudianello, ed editori, tra l’altro, del quotidiano l’Unità.

Dopo aver partecipato al nuovo bando, Colella è pronto ora impugnarlo al Tar e più di una a volta ha stigmatizzato la disparità di trattamento a lui riservata rispetto al gruppo San Benedetto.

"La Regione Abruzzo - aveva tuonato ad esempio nell’agosto 2016 il proprietario della Santa Croce - attua due pesi e due misure, a noi non ha dato risposta a ben tre istanze di proroga, mentre in altri casi, come in quello dell’acqua a marchio Guizza del gruppo San Benedetto, uno dei nostri primi concorrenti, permette di imbottigliare a concessione scaduta".

Tra gli episodi di questo conflitto, va a tal proposito ricordato anche il sequestro amministrativo preventivo di circa 8 milioni di litri di minerale imbottigliati nello stabilimento di Canistro (L’Aquila) operato dalla Regione Abruzzo, a dicembre, in quanto, per la Regione, quelle bottiglie sarebbero state riempite con acqua captata dalla sorgente dopo il termine della concessione. Si è in attesa del pronunciamento del Tar sulla richiesta di dissequestro da parte della Santa Croce.

Venendo dunque al nuovo bando relativo a Popoli, il gruppo San Benedetto è presente da vent'anni e impiega 130 dipendenti fissi che arrivano a 200 con gli stagionali e quelli delle ditte dell'indotto. La concessione è scaduta nel marzo 2015, e da allora è in regime di proroga.

La prima proroga è stata concessa con la delibera 349 approvata il 9 maggio 2015, pochi giorni prima la scadenza della ventennale concessione, proposta dal sottosegretario di Sinistra ecologia e libertà Mario Mazzocca, allora assessore all’ambiente.

In essa si evidenzia la necessità inderogabile di svolgere una gara europea, ma si precisa anche che la Gran Guizza a febbraio 2015 ha inviato una lettera d’intenti in cui si chiedeva una proroga motivata “dagli ingenti investimenti effettuati e i gravosi impegni finanziari assunti”, che rendevano necessario un prolungamento della concessione per “l'ammortamento degli investimenti effettuati, e la previsione programmatica di nuovi impianti e attrezzature e il mantenimento dei livelli occupazionali”.

La Gran Guizza aveva poi evidenziato, si legge nella delibera, l’intenzione di perfezionare un accordo di programma quadro con la Regione e il Comune di Popoli, per porre in essere “forme di cooperazione volte a promuovere la tutela e la valorizzazione delle risorsa acqua nonché mirante allo sviluppo sostenibile del territorio interessato”, con particolare riferimento al settore turistico.

La Regione ha, così, concesso una proroga di 12 mesi, fino al maggio 2016. Oltre quella data, si precisava nella delibera, se non si fosse conclusa la procedura dell’accordo di programma "si sarebbe dato avvio alla procedura di evidenza pubblica per l'assegnazione della concessione".

Cosa che sta avvenendo solo ora, in sensibile ritardo rispetto al crono programma fissato da quella delibera. Ritardo che ha reso necessaria di fatto una tacita proroga della concessione a imbottigliare. Nessuna notizia dell’accordo di programma annunciato nel maggio 2015.

Ma del resto a Popoli, a differenza di quello che è accaduto a Canistro, tra la concessionaria, il Comune, i sindacati e la Regione il rapporto è stato sempre idilliaco.

Tornando proprio a Canistro c’è un'altra partita aperta quella della sorgente Fiuggino, di cui detiene la regolare concessione proprio Colella, dal 2007 e fino all’ottobre prossimo.

Una sorgente finora non utilizzata perché, fino a qualche mese fa, la società era titolare della concessione della sorgente Sponga, che ha una portata ben superiore. La Santa Croce aveva chiesto nel novembre 2016 la possibilità di captare acqua nella sorgente, e riavviare, così, la produzione nello stabilimento di Canistro e assumere una decina di lavoratori.

Ma a seguito di un sopralluogo del dicembre 2016, la Regione ha contestato che l’acqua presentava una “commistione con altre acque”, che ne metteva in dubbio il suo essere oligominerale.

A febbraio 2017 il ministero a seguito delle analisi effettuate, ha confermato che si tratta di acqua minerale con tutti i crismi, dando così ragione alla Sorgente Santa Croce Spa e torto alla Regione Abruzzo, che aveva chiesto e ottenuto la sospensione cautelativa della validità del decreto di riconoscimento. Questo, conferma ancora una volta la Flacco, non basta per dare l’ok alla captazione e indire a breve un nuovo bando.

“Una sorgente - spiega la dirigente - deve avere un tot di portata, superiore a determinate quantità, e occorre dunque un monitoraggio che abbiamo avviato. Solo dopo questo necessario passaggio si potrà di re se è opportuno dare il via libera all’imbottigliamento”.

Il problema è però che tale monitoraggio si dovrà effettuare nell’arco dell’intero anno, anche in estate e in autunno, quando la portata dell’acqua delle falde diminuisce. E dunque in questo caso niente bando anche oltre la scadenza della concessione attuale.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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