ACQUA GRAN SASSO: ASSOCIAZIONI IN COMMISSIONE
CHIESTO A INFN SPOSTAMENTO SOSTANZE PERICOLOSE

Pubblicazione: 10 luglio 2018 alle ore 21:59

L'AQUILA - L’allontanamento dalle aree sensibili vicine alle falde acquifere delle sostanze chimiche pericolose utilizzate negli esprimenti dentro i laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, in base ad un crono programma da condividere.

È questa la richiesta del vice presidente della Regione Giovanni Lolli all’Istituto nazionale di fisica nucleare, comunicata oggi al coordinamento ambientalista Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso, e all’’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, auditI  in seconda commissione Territorio della Regione.

Lolli ha chiarito anche il percorso che la Regione intende attuare per il finanziamento degli interventi infrastrutturali di messa in sicurezza definitiva dei laboratori e anche dell’autostrada A24, per i quali è indispensabile l'intervento dello Stato in considerazione dei costi, escludendo comunque nuove perforazioni ed interventi invasivi.

Lolli ha dichiarato anche la disponibilità di aprire la “Commissione per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” alla partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni, qualora vi fosse un’indicazione in tal senso del Consiglio regionale.

La commissione è stata convocata dal presidente Pierpaolo Pietrucci del Partito democratico, su invito del Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante.

“Come Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso – si legge in una nota - abbiamo consegnato copia dell'ultimo esposto depositato in Procura ed evidenziato le molteplici inadempienze ed omissioni che hanno contraddistinto la vicenda. Finalmente abbiamo appreso da Lolli che il tema dell'allontanamento delle sostanze chimiche pericolose, 2.292 tonnellate (1.000 di acqua ragia nell'esperimento LVD e 1.292 di trimetilbenzene dell'esperimento Borexino) è stato posto formalmente dalla Regione ai laboratori di fisica. Dopo quasi due anni di iniziative sul tema da parte dei cittadini anche gli enti hanno capito che non è possibile insistere in una palese violazione di legge”.

“Altro aspetto fondamentale emerso oggi - si legge nella nota - è il riconoscimento, richiesto anch'esso a gran voce dalla Mobilitazione, che il Gran Sasso deve essere visto come un unicum dal punto di vista idrogeologico, un'unità di gestione. Quindi tutta la storia dei 200 metri non ha ragion d'essere e va superata ampliando per chilometri le aree di rispetto attorno alle captazioni in cui non possono insistere centri di pericolo. Inoltre ha precisato che da oggi gli studi e i documenti progettuali sono pubblici. Pertanto come Mobilitazione daremo ulteriori elementi di merito non appena avremo letto la documentazione

In un’altra nota il consigliere Mercante, afferma che “dopo avere palesato a chiare lettere il rammarico per la lunga attesa prima di giungere all'incontro odierno, ho spiegato e rimarcato la centralità della questione più volte sottoposta all'attenzione della Regione e la necessità di garantire maggiore trasparenza da parte dell'ente a tutte le iniziative che potrebbero coinvolgere il patrimonio acquifero. Dello stesso avviso sono stati i rappresentanti delle associazioni intervenuti che hanno rimarcato tutte le criticità irrisolte da tempo. Ad oggi manca tra l'altro ancora la garanzia della partecipazione dei cittadini alle questioni che coinvolgono un bene primario per il territorio come l'acqua".

“Dal canto suo – concede Mercante - il vicepresidente Lolli ha garantito maggiore trasparenza per le operazioni future ed ha prospettato un piano analitico che dovrà essere messo in atto nei prossimi anni volto a garantire la salute degli abruzzesi. Sono pertanto molto soddisfatto per l'audizione odierna auspicando che incontri come quelli di oggi ce ne siano tanti altri e più frequenti in modo da relazionare con costanza l'avanzamento dei lavori oggi illustrati dal governo regionale e garantire la più ampia partecipazione e condivisione possibile. L'unico modo questo per raggiungere efficacemente l'obiettivo principale, ovvero la messa in sicurezza di tutto il sistema acquifero del Gran Sasso che disseta 700.000 abruzzesi”.

Soddisfatto anche l'Osservatorio indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, costituito dalle Associazioni WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia nostra e Fai.

"È stata una riunione molto utile e proficua che ha permesso ai rappresentanti dell’Osservatorio di ripercorrere quanto è accaduto fino ad oggi e di ribadire le richieste che da tempo sono state avanzate circa la messa in sicurezza del Gran Sasso. È un cambio di rotta da tanto tempo atteso: si è concordato con il presidente Pietrucci che nei prossimi giorni si procederà a individuare le modalità di partecipazione alla Commissione per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso. Ovviamente attendiamo però gli atti concreti che daranno effettivamente la misura delle intenzioni della Regione Abruzzo con la quale l’Osservatorio ha sempre chiesto di collaborare. Ora è importante lavorare bene e farlo nel più breve tempo possibile perché 700.000 abruzzesi vogliono continuare a bere acqua in tutta sicurezza”.



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