ACQUE AGITATE A CANISTRO, INCOGNITE
SULL'INSEDIAMENTO DELLA NORDA

Pubblicazione: 02 agosto 2017 alle ore 22:22

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AVEZZANO - Acque (minerali) agitate e futuro incerto a Canistro (L'Aquila), dove si è tenuto un Consiglio comunale dedicato all'iter che dovrebbe portare al tanto agognato insediamento della Norda spa, dei fratelli Pessina, concessionaria provvisoria delle sorgenti Sponga dopo il bando vinto a marzo.

Un consiglio convocato all'indomani della fumata nera da parte del Comitato di valutazione di impatto ambientale della Regione che ha negato la concessione definitiva, perché la commissione ha ritenuto mancante la valutazione relativa al nuovo acquedotto che la Norda dovrà realizzare ex novo assieme allo stabilimento. Un consiglio convocato su richiesta della minoranza, per chiedere lumi sulle tempistiche dell'iter dell'acquisizione dei terreni, della realizzazione delle nuove infrastrutture che avranno costi molto elevati e sulla riassunzione dei 73 lavoratori in cassa integrazione, molti dei quali assieme a vari rappresentanti sindacali hanno gremito l'aula.

Chi poteva dare risposte sul vero nodo del problema, l'intoppo al Via, ovvero la Regione, però non c'era. Era stato annunciata la presenza del vice presidente della Regione Giovanni Lolli, che però, ha spiegato il sindaco Angelo Di Paolo, è stato intrattenuto a Roma per un altro importante impegno.

Ma non si esclude che invece l'assenza non sia stata casuale. I problemi ci sono, e ancora non viene trovato il bandolo della matassa, tanto che per domani il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera ha convocato un summit con i tecnici per decidere il da farsi. Una riunione che farà seguito a quella del 28 luglio, durata svariate ore.

“Allo stato attuale - ha subito incalzato l'ex sindaco Angelo Mariani, ora all'opposizione - i fatti sono che abbiamo uno stabilimento chiuso, la preziosa acqua minerale va finire al fiume, 72 persone sono disoccupate e tra non molto perderanno gli ammortizzatori sociali, uno stabilimento va realizzato ex novo. E ancora non abbiamo nulla di concreto a livello comunale, vanno ancora trasformati i terreni ad uso industriale e la Norda deve ancora fare richiesta per la realizzazione dello stabilimento. Intanto però la Norda è venuta meno a quanto prescritto dalla Regione in sede di Via, e bisogna chiedersi a questo punto quali saranno le tempistiche, il cronoprogramma, le garanzie da dare ai lavoratori”.

Le tubature e lo stabilimento esistente, sono proprietà della Italiana Beverage Spa, società del gruppo di Camillo Colella, oggetto ancora una volta di continue critiche e attacchi nel corso del consiglio odierno. E difficilmente risponderà all'appello dell'assessore Ugo Buffone, lanciato a Colella proprio in un intervista ad AbruzzoWeb, e ribadito oggi nel corso del consiglio, per indurlo a vendere le sue infrastrutture al nuovo arrivato.

Del resto Colella per anni ha imbottigliato l'acqua con il marchio Santa Croce a Canistro. Dopo la revoca del bando, la Santa Croce ha ingaggiato una guerra legale contro Regione e Comune, e ha presentato ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato su tutti i passaggi del nuovo bando.

L'ultimo episodio, fresco fresco, comunicato quando il consiglio comunale era in corso, quello della diffida ufficiale alla Regione con cui i legali della Santa Croce chiedono la revoca della concessione provvisoria alla Norda, proprio perché non avrebbe rispettato l’obbligo previsto dalla legge e dal bando, ai fini dell'aggiudicazione definitiva, di predisporre la necessaria documentazione per la Valutazione di impatto ambientale.

La maggioranza del sindaco Di Paolo e dell'assessore Buffone, si sono limitati a rispondere per quello che riguarda le competenze del Comune, ovvero sull'iter amministrativo per trovare i terreni auspicando che presto al comitato via si riesca a dare la concessione definitiva, e assicurando che la Norda a Canistro ha intenzioni serie, vuole realizzare uno stabilimento modello, mettendo 20 milioni di euro sul piatto.

"Il comune ha un compito specifico – ha spiegato Buffone - cercare terreni, e li abbiamo già individuati e siamo pronti ad un accordo di programma con il Comune di Civitella Roveto. A breve la Norda farà formale richiesta di insediamento, provvederemo alle acquisizioni".

"La Norda – ha aggiunto - sa benissimo quello che deve fare. Si è presentata a noi con grande determinazione. Vuole fare qui  un stabilimento modello, con più di 50 dipendenti, vedendo qualità e quantità dell'acqua che avra a disposizione. E vogliono lavorare anche sul settore turistico".

L’esito della valutazione del Via che agita le acque a Canistro è che "la ditta ha scelto di procedere con una verifica di assoggettabilità, nonostante il servizio valutazioni ambientali della Regione avesse espresso il parere di assoggettabilità a Via del progetto, come anche indicato nell'atto di aggiudicazione provvisoria".
Aggiungendo che "nel piano industriale si dichiara che i lavori prevederanno anche la realizzazione di un acquedotto interrato e di un serbatoio di stoccaggio, tali interventi non sono però menzionati nel progetto". Dando 60 giorni di tempo per rimediare.

Il sindaco Di Paolo ha rivelato a tal proposito che “mi sono un po' arrabbiato in Regione, nella riunione del 28 luglio, perché a mio modo di vedere bastava rifarsi a quanto scritto dal Tar nella sentenza che ha dato torto a Colella che aveva impugnato il bando vinto dalla Norda, proprio per l'assenza di valutazione di impatto ambientale. Ovvero bastava la valutazione di assoggettabilità, quella che la Norda ha regolarmente presentato, in quanto la sorgente Sponga è al di sotto del limiti dei 50 litri al secondo. La valutazione di impatto ambientale sulla parte infrastrutturale si può fare in un secondo momento. Sono convinto che però la vicenda si chiarirà a breve".

Tutti d'accordo sul fatto che è un bene comunque che la Santa Croce sia stata “messa fuori gioco”, e sul fatto che, incrociando le dita,  non ci sono alternative se non quella di puntare tutto sulla Norda.

Marcello Pagliaroli della Cgil ha ricordato che con la Santa Croce “abbiamo un contenzioso di 450 mila euro non pagati, i lavoratori da Colella licenziati non hanno avuto il Tfr e altre spettanze. Ad oggi i lavoratori percepiscono la Naspi, alcuni di loro però la perderanno tra pochi mesi. La Regione deve fare qualcosa, bisogna serrare i tempi. Siamo stati abituati per anni ad avere a che fare con un imprenditore per così dire avulso dalle normali relazioni sindacali. Con la Norda è diverso, nel breve dialogo avuto il 28 luglio abbiamo avuto un approccio molto positivo, in Canistro ci credono, vogliono investire, e hanno otto stabilimenti in Italia con 100 addetti in media, e questa per noi è una garanzia”

Antonello Maurizi della Cisl ha aggiunto che “in relazione al fatturato Norda è l'azienda delle acque minerali che occupa più persone. Ci hanno assicurato che vogliono valorizzare il territorio e il fattore umano. Un altro mondo rispetto alla Santa Croce. Con costoro anzi devi stare attento anche a parlare. Proprio per questo non possiamo fare nessun errore, tutto deve essere inattaccabile, perché il codazzo dei legali di Colella è sempre lì pronto ad agire”.

“ A Colella dobbiamo fargli capire che non scherziamo, forse in un attimo di lucidità, quando vedrà che stiamo puntellando i terreni per realizzare il nuovo stabilimento,  si deciderà a cedere le sue infrastrutture, cosa che ci consetirebbe di stringere i tempi per il bene dei lavoratori, delle loro famiglie e di tutto questo territorio”.

 



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