FEBBO, ''FATTO AD HOC, ILLEGITTIMO E PER STABILIZZARE GLI INTERINALI;
BASTEREBBE, ''TUTTO REGOLARE, GIUSTO RIDURRE PRECARIETA' IN AZIENDA''

ACQUE AGITATE ALLA SASI DI LANCIANO
E' SCONTRO SUL BANDO PER 67 ASSUNZIONI

Pubblicazione: 13 novembre 2017 alle ore 07:00

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CHIETI - Si accende lo scontro politico intorno al bando che prevede l'assunzione di 67 unità a tempo indeterminato nella Sasi, società che gestisce il ciclo idrico integrato idrico in 92 comuni chietino, nell’area Frentana.

Da un parte fa quadrato, incassando il sostegno di decine di sindaci, il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, dall'altra esprimono perplessità altri sidaci e sopratutto il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo secondo il quale il bando è "irregolare e scritto appositamente per far vincere il personale interinale della Sasi", “poco pubblicizzato”.

Un bando sopratutto che non rispetta la legge Madia, che "vieta alle società in controllo pubblico il blocco, fino al 30 giugno 2018, di nuove assunzione a tempo indeterminato, se prima non si procede alle verifiche di lavoratori dichiarati eccedenti a seguito della ricognizione obbligatoria".  

A tal proposito Febbo assicura che “nonostante il decreto non sia stato ancora approvato, il divieto di assunzione è operativo ed assoluto”, come confermato da varie sentenze della Corte dei Conti.

Il sospetto, neanche tanto velato, di Febbo, è che dietro l’operazione targata centrosinistra si nasconda “un dentro tutti” di carattere pre-elettorale, tornando dunque alla peggiore tradizione delle società dell'acqua, che nel recente passato, trasformandosi in assumifici, si sono indebitate fino al collo, sottraendo risorse per riparare acquedotti e depuratori.

La risposta di Basterebbe non si è fatta attendere, nella sede di Lanciano in una riunione a cui hanno partecipato una quarantina tra sindaci, consiglieri e assessori.

Quelli che hanno espresso incondizionata fiducia e solidarietà all'iniziativa del presidente sono stati il sindaco di Vasto (Chieti) Francesco Menna e quello di Tollo (Chieti) Angelo Radica, entrambi di centrosinistra, potrebbe malignamente osservare Febbo.

Nella lunga relazione Basterebbe ha però assicurato innanzitutto che il bando è assolutamente regolare, in quanto la legge Madia “non definiva espressamente il termine iniziale del divieto di assunzione a tempo indeterminato anche se, già allora, la dottrina più autorevole e prevalente riteneva di differire l’efficacia della norma al momento dell’uscita del decreto attuativo stesso”, che come accennato non è stato ancora approvato.

A seguire, assicura Basterebbe, il Testo unico sulle partecipate è stato comunque modificato con un decreto correttivo, per risolvere ogni dubbio, confermando tale possibilità.

Pertanto “i pronunciamenti della Corte dei Conti citati da Febbo sono stati emessi prima della data di pubblicazione del Decreto Correttivo e pertanto superati nel contenuto per la parte relativa al divieto di assunzione”.

Inoltre Basterebbe conferma che il il bando intende dare un canale privilegiato ai lavoratori interinali, inserendo il criterio selettivo l’aver avuto una pregressa esperienza di almeno un anno continuativo in aziende.

E questo “per garantire la continuità della normale attività aziendale ed avere subito a disposizione personale esperto, senza dover procedere ad un periodo di formazione e senza correre il rischio di una interruzione dei servizi”.

Basterebbe ha poi evidenziato che nel Piano di ambito nel 2003 approvato dall'assemblea degli aminsitratori locali del Chietino era stato definito un modello organizzativo per la Sasi, che prevedeva un organico di 165 dipendenti.

Oggi invece sono solo 148 e di essi ben 66 hanno con contratti di somministrazione interinale.

"Si tratta di un problema serio - ha spiegato Basterebbe ai sindaci - che si è trascinato per molti, troppi anni: i 66 contratti di somministrazione sono stati stipulati in epoche diverse ma per la quasi totalità sono anteriori all’ultimo quinquennio e più volte prorogati. Una situazione non più sotenibile e nè prorogabile, perchè il contratto di somministrazione non può essere utilizzato in modo così continuativo e per esigenze permanenti di personale, e con tali percentuali".

Tenuto conto che la Sasi, ha aggiunto Basterbbe "deve pagare ogni anno un aggio di somministrazione alle agenzie di lavoro interinale di oltre 500 mila euro, con “un ingiustificato aggravio di costo del personale di mezzo milione di euro all’anno”.

Febbo però ha anche contestato gli "strani e sospetti requisiti previsti nel bando".

"In tutti i profili - è entrato nello specifico Febbo - viene richiesto il possesso della patente B tranne invece per la figura relativa all’addetto allo sportello online. Un particolare che mi fa dubitare circa il possesso o meno della patente dell’attuale lavoratore incaricato a questa specifica mansione. Stessa storia vale per la ricerca delle tre figure amministrative, in cui si richiede tra i requisiti il diploma di scuola secondaria superiore, ma costituisce titolo preferenziale la laurea in Economia e commercio, in Servizi giuridici e in Giurisprudenza".

Nulla di strano, ha ribattuto Basterebbe: "La patente B è richiesta per tutti quei profili per i quali è prevedibile vengano effettuati spostamenti durante lo svolgimento delle proprie mansioni. L’addetto sportello online, invece, opera essenzialmente in sede accedendo semplicemente alla rete internet".

Per quanto riguarda i titoli di studio “sono stati considerati in base alle esigenze aziendali - conclude il presidente della Sasi - e non capisco su quale ragioni poggia la polemica, sono infatti preferenziali le lauree in materie economico e giuridiche per i profili necessari agli uffici che si occupano di amministrazione e personale, mi sembra un iter coerente e corretto".



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