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ADDIO A LAURA DI PIETRO, LA SPOSA BAMBINA DI MARCINELLE, AVEVA 87 ANNI

Pubblicazione: 25 luglio 2018 alle ore 16:17

TURRIVALIGNANI -  Si spegne l'ultima vedova di Turrivalignani (Pescara), delle 262 vittime (136 italiani e tra questi 60 abruzzesi) di Marcinelle. Avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 23 novembre.

Laura Di Pietro era nota come la sposa bambina. Non tanto per l'età di quando andò all'altare (aveva 26 anni), ma per essere stata sposata solo 20 giorni prima di divenire vedova a vita.

Si era unita in matrimonio per procura con Camillo Ferrante, coetaneo allora minatore a Marcinelle, e quando avvenne la tragedia l'8 agosto del 1956, era appena arrivata anche lei in Belgio, fedele all'uomo al quale si era promessa per la vita.

Rocambolesco l'incontro di Laura con il marito. Con la procura in mano fu accompagnata all'altare dal suocero Antonio e appena sposata partirono in treno per il Belgio. Il suocero la accompagnò fino a Milano dove incontrò il marito e insieme andarono a Marcinelle. Era il 20 luglio del '56 e la tragedia avvenne l'8 agosto.

Dopo pochi giorni Laura Di Pietro tornò a Turri dove, da allora, ha vissuto sempre sola, contando la dipartita delle donne che erano state segnate dallo stesso destino, nei paesi della Val Pescara. Con il marito Camillo, nel Bois du Cazier trovò la morte anche il cognato Orlando, fratello di Camillo.

A dare l'annuncio della scomparsa di Laura è stato il cognato Mario, consigliere capogruppo di maggioranza in Comune, altro fratello di Camillo e Orlando che ancora oggi racconta l'episodio dell'apertura della bara del fratello nella quale, ufficialmente, era stato riportato in Italia il corpo di Camillo.

Salvo scoprire, dopo qualche tempo, che il corpo non c'era. La bara appena arrivata in Italia era stata seppellita in una fossa. In seguito, dopo la costruzione della cappella di famiglia, fu tirata fuori ed aperta per dare più dignitosa sepoltura alla vittima. E fu lì che, amaramente, si constatò la sola presenza di un pettinino, una calza e di tanta sabbia e l'assenza del corpo.

Una circostanza che avvalorò la voce che si era diffusa, secondo cui la maggior parte dei corpi dei minatori rimasti vittime della tragedia non fu recuperata perché troppo in profondità, là dove si erano verificati i crolli che ostruivano i collegamenti con la superficie. Restarono seppelliti sotto decine di metri cubi di cemento con il quale riempirono il pozzo del Bois du Cazier dove si sviluppò il tragico incendio.

Oggi il funerale di Laura Di Pietro alle 17, nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano.



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