ADSU TERAMO, RIVOLUZIONARIO PROGETTO PILOTA PER MOBILITA' SOSTENIBILE

Pubblicazione: 01 marzo 2018 alle ore 07:00

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TERAMO - Si chiama MoveTe, un misto tra lingua inglese e la pronuncia di “muoviti” in vernacolo teramano, il nuovo progetto per promuovere una mobilità sostenibile, presentato dal Comune di Teramo e dall’Adsu, l’Azienda per il diritto agli studi universitari e classificatosi al quindicesimo posto nella graduatoria nazionale dei progetti ammessi a co-finanziamento da parte del ministero dell’Ambiente. 

Il decreto ha stanziato complessivamente 35 milioni di euro da destinare a progetti per incentivare la mobilità sostenibile: a MoveTe, sull’importo stimato complessivo di 1 milione e 600 mila euro, sono stati ammessi a cofinanziamento 960 mila euro.

La restante parte dei fondi necessari alla realizzazione e alla sperimentazione sarà a carico degli Enti e delle aziende partner che hanno accettato di aderire all’iniziativa. 

Staccati, in graduatoria generale, gli unici altri due comuni abruzzesi presenti: Pescara, solo al 71esimo posto, seguito da Avezzano (L’Aquila), 79esimo, con importi ammessi a co-finanziamento rispettivamente di 999 mila euro su 2 milioni di costi progetto e 300 mila euro su 500 mila. 

La formula è stata proposta anche alle grandi aziende della Val Tordino, per incentivare gli spostamenti dei lavoratori in bicicletta: secondo gli standard europei la bici è ottimale negli spostamenti per i tragitti con distanze che vanno da un chilometro a cinque chilometri e risulta essere più competitiva su queste distanze rispetto all’auto e addirittura rispetto allo spostarsi a piedi e con i mezzi pubblici. 

Punti salienti dell’iniziativa: meno veicoli a motore in circolazione, conseguente diminuzione dell’inquinamento, uso della bicicletta come mezzo per i brevi spostamenti casa-lavoro, casa-scuola; e inoltre, velostazioni e posteggi per le bike in punti centrali dei 10 comuni che hanno aderito; piste ciclabili e connessioni viarie da realizzare. 

Comuni partner di MoveTE sono Martinsicuro, Alba Adriatica, Giulianova, Roseto Degli Abruzzi, Pineto, Atri, Mosciano Sant’Angelo, Bellante e Castellalto, tutti della provincia teramana e che coprono il territorio dal capoluogo alla costa adriatica, passando per le zone interne, nel dettaglio attraverso le aree a concentrazione industriale di Mosciano Sant’Angelo, Scerne di Pineto e Notaresco-Atri. 

“L’idea è nata dall’incentivo che come Adsu stiamo già dando dallo scorso anno, con un progetto che si chiama Bike To Study ideato per gli studenti dell’università di Teramo, per andare in bicicletta all’università - ha spiegato ad AbruzzoWeb Antonio Sorgi, direttore dell’Azienda per il diritto allo studio - Un contributo di 25 centesimi a chilometro per gli spostamenti. Da qui è partito il successivo progetto sperimentale, proposto e lanciato grazie a uno spin off dell’Università di Ancona che si chiama Bike to Like”.

“Subito dopo è uscito questo bando del ministero per l’Ambiente e quindi abbiamo proposto al comune di Teramo se poteva essere interessato a estendere questa sperimentazione anche ai lavoratori e agli altri studenti, non solo universitari” ha illustrato ancora Sorgi. 

Per studenti e lavoratori è prevista quindi la possibilità di ricevere “buoni mobilità”, secondo parametri da stabilire, che riconoscono un contributo per ogni chilometro percorso in due ruote, dati rilevati attraverso un dispositivo in comodato d’uso installato sulle bike e relativa applicazione multimediale per smartphone e apparecchi mobili. 

Incentivi anche per chi decide di accompagnare gli studenti a scuola a piedi o in bici, seguendo gli stessi percorsi e fermate degli scuolabus. 

Non solo enti pubblici, dunque.

L’iniziativa prevede anche il coinvolgimento di aziende locali, consorzi, associazioni di categoria e privati, e rientra nel programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile, previsto dal Decreto ministeriale numero 282 del 17 ottobre 2017 del Ministero dell’ambiente. 

Nel dettaglio, lo studio di fattibilità ha analizzato il possibile bacino di utenza che sarebbe coinvolto, stimato in circa 183 mila abitanti con una previsione di 273 mila spostamenti in auto evitati ogni anno e circa 1830 veicoli in meno su strada ogni giorno. 
A diminuire sarebbe anche la richiesta di spazi per il parcheggio: 45 mila metri quadri di posteggi giornalieri non occupati. 

“La difficoltà dei comuni che hanno aderito alla sperimentazione è stata trovare i co-finanziamenti per integrare i soldi pubblici, in alcuni casi ci sono riusciti in altri no per cui si avranno infrastrutture più contenute a servizio degli utenti e in molti casi si farà ricorso a strutture esistenti - ha sottolineato ancora il direttore dell’Adsu - Le differenze di investimento sul territorio sono proporzionate al cofinanziamento che ciascun comune ha dato al progetto".

Grazie alla collaborazione con la società unica dei trasporti abruzzesi Tua, il progetto MoveTe prevede la realizzazione di velostazioni, che saranno di tre tipologie: strutture metalliche chiuse, capaci di contenere fino a 100 posti bici, e aperte con 40 posti bici disponibili; spazi ricavati all’interno di fabbricati esistenti anche in questo caso con capienza fino a 100 stalli. 

“Non si tratta di un bike sharing, ma l’utente avrà a disposizione degli stalli in cui lasciare la propria bicicletta in velostazioni intelligenti - ha sottolineato Sorgi - con videosorveglianza, sistemi di allarme, armadietti e un piccolo guardaroba per cambiarsi d’abito dopo una pedalata in bici o in caso di maltempo, postazioni per la ricarica delle macchine, dei motorini, una piccola officina interna, e anche la wifi zone”. 

Altro punto importante è la diffusione di informazioni tra i cittadini per illustrare e diffondere l’iniziativa, attraverso assemblee pubbliche e numerosi eventi sul territorio, una trentina già in programma, nell’ottica di una campagna di sensibilizzazione all’uso della bicicletta negli spostamenti che si pone come obiettivo il miglioramento della qualità di vita delle persone e dello stato di salubrità dell’ambiente. 

Una sorta di “azione integrata” nei comuni aderenti, come si legge nella descrizione del progetto, per modificare le abitudini di vita della popolazione, partendo proprio dalla mobilità sostenibile. 

I luoghi individuati per la realizzazione delle velostazioni comprendono le stazioni ferroviarie dei comuni di Teramo, Bellante, Pineto inclusa la frazione di Scerne, Alba Adriatica, Giulianova, Roseto degli Abruzzi; i terminal autobus sempre a Teramo, e a Mosciano Sant’Angelo, la piazza Santa Rita a Martinsicuro, il parcheggio dell’ospedale San Liberatore di Atri e un’area individuata nel polo industriale tra Bellante e Castellalto. 

Saranno inoltre ealizzate strutture e opere viarie collegate quali piste ciclabili, adeguamenti dei sottopassi ferroviari, raccordi e interconnessioni tra le stazioni bici, aree di sosta e percorsi pedonali affiancati alle piste. 

"Si tratta di una sfida, un progetto sperimentale che tocca tutti gli aspetti, dall’incentivo alla parte strutturale alla formazione degli operatori e dei bambini con corsi in collaborazione con la Fiat. Tutte queste caratteristiche ci hanno permesso di essere nella parte alta della classifica, a livello nazionale - ha sottolineato Sorgi che ha ricordato anche l'ulteriore proposta presentata sempre dall'Adsu di Teramo e che ha ottenuto di recente un finanziamento di circa 180 mila euro da fondi europei. 

"Stiamo partendo con Hercultour: cercheremo di ricostruire il percorso storico che con l'antica via Cecilia collegava Interamnia ad Amiternum. Studiosi ed esperti cercheranno di spiegare cosa c’era intorno a questa strada, con l’ausilio di reperti storici e archeologici. La sfida sarà quella di andare in bicicletta su quella che era una strada di epoca romana, in un viaggio immaginario nel passato", ha concluso Sorgi.



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