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SISMA L'AQUILA 2009: INTERVENTO MILIONARIO AL PALO DA ANNI. IL PRESIDENTE: “DUE PROPRIETARI IMPEDISCONO RILIEVI TECNICI NEI LORO APPARTAMENTI. CHIESTO AI GIUDICI DI AUTORIZZARE INGRESSO FORZOSO. SITUAZIONE PARADOSSALE, 30 FAMIGLIE ANCORA IN ATTESA

AGGREGATO IL MORO: CASO IN TRIBUNALE
OGGI UDIENZA SBLOCCO RICOSTRUZIONE

Pubblicazione: 03 febbraio 2020 alle ore 07:47

L'AQUILA - Una data da cerchiare in rosso nell'incredibile vicenda dell'aggregato "Il Moro", nel cuore del centro storico dell'Aquila, tra via Paganica e via San Martino, dove i lavori di ricostruzione post-sisma sono al palo da anni perché, secondo quanto emerge dai protagonisti stessi, due condòmini, per ragioni ignote, non ne vorrebbero sapere di aprire la porta dei loro appartamenti per i rilievi tecnici, e così è impossibile approvare il progetto complessivo, e avviare i lavori.

 La data è quella di oggi, quando è prevista l’udienza al Tribunale civile dell’Aquila, in cui giudice Christian Corbi, dovrà decidere nel merito nella richiesta avanzata dal presidente del consorzio, l’avvocato Giampiero Berti De Marinis, di accesso forzoso ai due immobili, al fine di poter effettuare il rilevamento dello “stato dei luoghi”, necessario al completamento del progetto esecutivo dell’aggregato milionario, uno degli ultimi importanti in centro storico non assegnati.

Ed ora con un futuro nebuloso visto che ci potrebbero essere altri problemi alla luce di una struttura che con gli anni si sta deteriorando.

A fare il punto è ancora una volta il  presidente del Consorzio, Berti De Marinis, che ha anche un passato politico nella Democrazia cristiana ricoprendo il ruolo di vice presidente della Giunta regionale che, contattato da AbruzzoWeb, confida “in un esito positivo dell’udienza”.

“Questa surreale vicenda – spiega – sta causando già enormi danni di carattere economico. C’è la concreta ipotesi che lo stabile in questi anni abbia subito ulteriori ammaloramenti, dovuti alle intemperie e all’abbandono, con aggravi di costo dell’intervento che rischiano di non trovare copertura nel contributo che ci è stato accreditato”. “Per non parlare – incalza l’avvocato – del disagio dei condomini che alloggiano ancora negli appartamenti del progetto Case, e che stanno vivendo un autentico incubo, anche perché non riusciamo a comprendere il motivo di questa ostinata opposizione da parte dei due proprietari, visto che il restauro e il consolidamento di una proprietà nel cuore del centro storico, sarebbe a loro tutto vantaggio”.

I due proprietari si sarebbero opposti ancora una volta all'acceso nella loro proprietà, a maggio 2019: dopo aver firmato un accordo transattivo tra le parti, davanti al giudice del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Iannaccone, secondo quanto si è appreso, non si sarebbero presentati all'incontro.

La sentenza è attesa con il fiato sospeso da ben trenta famiglie, che a quasi 11 anni dal sisma, non possono rientrare in casa.  Restano congelati poi ben 10 milioni di euro di contributo, con una gara privata già istruita, ma al palo anch'essa, a cui hanno partecipato otto tra imprese ed Ati, relativa ad uno degli aggregati più grandi del centro storico ancora da ricostruire.

Tra i tentativi di sbloccare la questione, inutile sarebbe stata anche la richiesta avanzata al Comune dell'Aquila, di assumere poteri sostitutivi, nelle more delle norme post-sismiche, per accedere con la forza, dentro ai due appartamenti. 

Le buste per l'assegnazione ad affidamento diretto dei lavori, su progetto preliminare, redatto dallo studio di ingegneria Masucci dell'Aquila, erano state aperte a febbraio 2019. In campo per ottenere l’affidamento ci sono big dell'edilizia abruzzese: Impresa Mancini (L'Aquila), l'associazione temporanea di imprese composta da Edilconstruzioni group (Montorio al Vomano) e Fratelli Ettore e Carlo Barattelli (L'Aquila); Società Aldo Del Beato & C (L'Aquila); Cingoli Nicola e figli (Teramo); Società Conscoop srl (Forlì); l'ati composta da Gavioli (Montorio al Vomano), Edilvit (L'Aquila), Adan (L'Aquila) ed Edil 2000; Costruzioni Iannini srl (L'Aquila) e Taddei spa (L'Aquila). (red)



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