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PROGETTO DI LEGGE DEL CENTROSINISTRA: 1,5 MILIONI IN DUE ANNI PER ASSUNZIONI E INVESTIMENTI TECNOLOGICI; CREDITO D'IMPOSTA PER CAMPAGNE PUBBLICITARIE, CONTRIBUTI PER DOTARE PICCOLI COMUNI DI UN UFFICIO STAMPA

AIUTI ALL'EDITORIA IN CRISI: DOPO ANNI DI ANNUNCI, NUOVO PDL, ECCO COSA PREVEDE

Pubblicazione: 09 agosto 2019 alle ore 07:00

L'AQUILA - Chissà se questa volta sarà quella buona. Quattro anni dopo il pomposo annuncio dell'allora presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, sull'approvazione in tempi brevi di una legge a sostegno dell'editoria, il centrosinistra, oggi all'opposizione in Regione presenta un nuova proposta di legge, visto che quelle precedenti, vergato in ben due versioni, sono rimaste un pezzo di carta, dopo un lungo tergiversare e rimaneggiare, e per le quali, il sopetto e' legittimo, non c'erano probablimente coperture economiche adeguate. 

Con buona pace di un settore, quello dell'editoria, in preoccupante crisi anche in Abruzzo, a causa della flessione della vendita dei quotidiani cartacei, dell'asfitticità del mercato pubblicitario, che non compensa gli altri costi di gestione delle testate, in particolare quelle televisive. Un settore gravato poi dalla piaga del precariato, e dello sfruttamento dei nuovi "braccianti dell'informazione", dove si fa uso ed abuso dello stagismo a costo zero. 

Ora la partita si gioca sul progetto di legge regionale, “Misure a sostegno del pluralismo dell’informazione e della comunicazione istituzionale“, a firma di Giovanni Legnini e Americo Di Benedetto (Legnini presidente), Silvio Paolucci e Dino Pepe (Partito democratico) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune), che ha il merito di fare la sintesi e di superare le problematiche che hanno incagliato le precedenti iniziative, accogliendo i suggerimenti dell' Ordine dei Giornalisti, prevedendo "contributi per l’occupazione" e "contributi per l'innovazione tecnologica", a favore delle imprese giornalistiche, "credito di imposta per investimenti pubblicitari", per le imprese inserzioniste, e infine contributi ai piccoli comuni per dotarsi di un ufficio stampa. Le coperture economiche previste, 2 milioni di euro in due anni, non sono certo principesche, tenuto conto dei potenziali beneficiari, per tutte le misure, ad esclusione dei contributi ai comuni che andranno stabilite in base alle richieste.  In tempo di vacche magre, tuttavia, è pur sempre un passo in avanti non indifferente. 

Vediamo dunque nel dettaglio, cosa prevede la nuova proposta di legge, che a detta dei firmatari, non potrà che riscontrare il favore della maggioranza del centro destra di Marco Marsilio, ed anche del Movimento 5 stelle.

Per prima cosa si stabilisce chi sono i potenziali beneficiari: "emittenti radiofoniche e televisive", via etere e digitale terrestre, compresi i soggetti che trasmettono esclusivamente via web, streaming, applicazione on demand iOs/Android/Windows o con trasmissione del segnale con tecnologie satellitari, poi le "imprese e organismi di informazione", "stampa quotidiana o periodica a mezzo cartaceo" e "testate giornalistiche online", "agenzie di stampa quotidiana via telematica e web", "iniziative di informazione e comunicazione attivate dalla Regione e dagli enti locali dell’Abruzzo", escluse le convenzioni con le agenzie di stampa per la diffusione di notiziari regionali in favore delle imprese editoriali della regione. Tutte ovviamente con sede operativa nell’ambito del territorio regionale, e che realizzano e diffondono notiziari informativi con contenuti a valenza regionale. 

Ma non basta, il pdl prevede che possono beneficiare degli interventi, solo chi si avvale per l’attività giornalistica, di "personale iscritto all'albo dei giornalisti, con rapporto di lavoro disciplinato secondo la contrattazione collettiva nazionale ed aziendale del settore giornalistico o retribuito mediante equo compenso", nonché "pubblicisti e praticanti dipendenti con rapporto di lavoro regolato dai contratti nazionali di lavoro regolato del settore giornalistico, ed in regime di regolarità retributiva e contributiva".

E ci sono anche importanti esclusioni: le emittenti televisive ed i fornitori di contenuti sanzionati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per violazione delle disposizioni in materia di tutela dei minori, compiuta successivamente alla entrata in vigore della legge.

Escluse anche le imprese editoriali non in regola con i pagamenti delle spettanze del personale e dei relativi oneri previdenziali ed assistenziali, attestati mediante certificazione di regolarità contributiva rilasciata dall’Inpgi, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. E' possibile però accedere ai benefici con il versamento della prima rata, salvo revoca d’ufficio, con obbligo di restituzione integrale nel caso di mancato adempimento dei successivi pagamenti.

La prima misura prevista per le imprese editoriali è quella di "contributi per l’occupazione", con una copertura prevista in 500 mila euro per il 2020 e 500 mila euro per il 2021.

In particolare sono previsti 10 mila euro di contributo per ciascuna nuova assunzioni di personale giornalistico, tecnico, amministrativo con contratto a tempo indeterminato, e di 4 mila euro per l'assunzione e a tempo determinato, anche a tempo parziale non inferiore al 50 per cento, nonché la trasformazione dei rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato in rapporti di lavoro a tempo pieno. Nel caso di contratti a tempo parziale, gli importi sono proporzionalmente ridotti.

Ci sono poi i "contributi per l’innovazione tecnologica", in conto capitale o in conto interessi per l’acquisto di dotazioni strumentali e mezzi di produzione finalizzati all’innovazione tecnologica e destinati alla diffusione delle notizie e delle pubblicazioni, nonché alla produzione editoriale e alla filiera della distribuzione. In questo caso la copertura è di 250.000 nel 2020, e poi anche nel 2021.

Un sostegno indiretto è rappresentato dal "credito di imposta per investimenti pubblicitari", di cui possono beneficiare le imprese. 

Si precisa che "gli investimenti ammessi ad usufruire del credito di imposta sono quelli relativi all’incremento rispetto alla media degli investimenti effettuati nel biennio precedente. Il credito di imposta sarà pari ad una percentuale del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno di riferimento, e potrà essere fatto valere esclusivamente sull’Irap". 

Dovrà essere la giunta regionale con un regolamento attuativo, a stabilire la percentuale per l’attribuzione del credito di imposta, e le modalità di accesso nel loro dettaglio. La copertura è prevista in 250 mila euro per il 2020 e 250 mila euro per il 2021.

Ci sono infine i "contributi ai piccoli comuni" per le spese di gestione relative alla informazione e comunicazione istituzionale, per una quota del 50 per cento.

I contributi sono destinati ai comuni con popolazione pari o inferiore ai cinquemila abitanti, che realizzino le attività in forma associata, ed ai comuni con popolazione da cinquemila a quindicimila abitanti, in forma singola o associata. 

In questo caso la copertura sarà stabilita in base alle domande pervenute.

 



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