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ALBA ADRIATICA: ECOLOGISTI CONTRO IL COMUNE, ''BANDIERA BLU? MATTITA'''

Pubblicazione: 20 gennaio 2015 alle ore 10:25

ALBA ADRIATICA – “Ad Alba Adriatica la bandiera sarà blu? No. Celestino pallido.”

È questa la frase provocatoria che gira nell’ambiente degli ecologisti alla notizia che l’amministrazione albense stia procedendo alla richiesta della bandiera blu parziale presso la Fee Italia. 

Il vessillo ambientale riguarderebbe solo 290 metri di arenile, la porzione a Sud, al confine con Tortoreto, caratterizzata da un’ottima qualità delle acque, mentre il resto della spiaggia, circa 2600 metri, resterebbe fuori, in quanto caratterizzato da acque non idonee alla balneazione.

“In gergo paesano, tutto questo si definirebbe ‘mattità’”, commenta il presidente della Task Force Ambientale Giuliano Marsili, che punta il dito contro l’intera classe politica albense, che “è incapace di intervenire in maniera concreta sul fenomeno dell’inquinamento delle acque di balneazione, un problema annoso che ormai è giunto al punto di non ritorno”.

“Assegnare la bandiera blu a questo esiguo tratto di mare – continua Marsili – è controproducente per l’immagine dell’intero comparto. Equivale ad ammettere che il resto dell’arenile è inquinato."

“Sono anni che noi ambientalisti chiediamo alla "Ruzzo Reti" di evitare i soliti disastri causati dal depuratore durante la stagione estiva, e alle amministrazioni albensi di eliminare gli scarichi abusivi e mal funzionanti”.

Secondo il presidente delle 21 associazioni ecologiste, l’attuale amministrazione “cerca di salvare la faccia, ma, così facendo, persegue lo stesso obiettivo delle precedenti”.

“Si elude il problema e si ‘tira a campare’, l’importante è fare la stagione. Non interessa a nessuno, però, se i turisti sono scontenti, i bambini malati di gastroenterite e le attività turistiche fortemente danneggiate".

“Sono anni che i politici e i funzionari del Comune – aggiunge Marsili – promettono e vendono agli operatori turistici acqua marcia".

Gli ecologisti promettono battaglia, soprattutto per la prossima stagione estiva.

“Dal momento che non siamo stati invitati al tavolo tecnico sull’inquinamento – conclude il presidente della Task Force Ambientale – non ci resta che denunciare ogni tipo di anomalia. Questo, infatti, rappresenta un diritto e un dovere delle associazioni ambientaliste”. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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