• Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

SINDACO DELL'AQUILA DIFENDE SCELTA, MA BENEFICIARI DOVRANNO AVERE REQUISITI NUOVI BANDI; C'E' CHI ACCUSA, ''COSI' SI FANNO FIGLI E FIGLIASTRI''

ALLOGGI PROGETTO C.A.S.E. ASSEGNATI SENZA GARA, ORDINANZE DI BIONDI SONO A TEMPO

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 06:45

di

L'AQUILA - "Anch'io sono disoccupato a reddito quasi zero, ho bisogno di un tetto e sono 'aquilanissimo', ma nessuno mi ha informato che potevo andare a chiedere un appartamento del Progetto C.a.s.e. direttamente al sindaco!".  

Il commento sui social di un giovane lettore coglie un aspetto centrale della vicenda evidenziata da AbruzzoWeb delle assegnazioni dirette con decine di ordinanze firmate dal sindaco Pierluigi Biondi, di alloggi "low cost" del mega insediamento abitativo antisismico, realizzato a tempo di record, anche se tra le polemiche per dare un tetto a oltre 16mila sfollati del terremoto del 2009.

Assegnazioni quelle del sindaco senza bando e per le vie brevi, a beneficio di cittadini aquilani e anche stranieri, da poco residenti, in estrema difficoltà economica.  

Un aiuto di cui hanno goduto solo una parte di indigenti che rischia per di più di essere di breve durata, come si deduce da un passaggio della delibera 172 del maggio scorso, a firma dello stesso primo cittadino, in cui in soldoni si precisa che anche i beneficiari di assegnazione diretta, dovranno "sanare" la propria posizione per tenersi l'alloggio, dimostrando di avere i requisiti previsti dai nuovi bandi di assegnazione, e sempre che non  ci sia qualcuno che abbia più diritto di loro. Non basta insomma l'ordinanza, che non rappresenta un titolo abitativo. 

La vicenda sta creando un certo imbarazzo a palazzo Fibbioni. Biondi nel replicare a questa testata  ha rivendicato l’opportunità e regolarità di queste ordinanze, e assicura che esse sono appena sessanta, e non le quasi cento come riferito.

Ha poi tirato in ballo il consigliere comunale di Art. 1 - Mdp Giustino Masciocco, forse l’unico che ha messo in dubbio l’eccessiva discrezionalità delle assegnazioni mediante ordinanza.

Biondi lo ha accusato però di non aver proferito parola quando era primo cittadino Massimo Cialente, che ha firmato anche lui parecchie ordinanze simili, invitandolo a "sedersi sessanta giorni accanto a un dipendente comunale che presta servizio in ambito di assistenza alla popolazione per rendersi conto di cosa parla e di come vive L’Aquila, tra luci e ombre". 

Masciocco ha ribattuto a muso duro che nel “post terremoto ho avuto l'onore di ricoprire l'incarico di assessore al sociale lasciato per protesta e per amore della mia Città quando tutti erano supini ai commissari governativi che gestivano la vita delle persone”.

Al netto delle scaramucce a distanza tra Biondi e Masciocco, a gettare ombre, queste si, sulle assegnazioni dirette è che esse hanno fatto seguito alla clamorosa decisione da parte del sindaco di annullare, tra le polemiche, il bando del 2016 della giunta Cialente, quando già le graduatorie degli assegnatari a basso reddito era stata già stilata.

Decisione assunta in nome dello slogan elettorale "Prima gli aquilani", e si potrebbe aggiungere con "più soldi in tasca",  in quanto, è stato argomentato, nel bando targato Cialente troppi erano gli indigenti sotto la soglia minima di reddito, e gli stranieri anche da brevissimo tempo residenti all'Aquila, che in ogni caso non avrebbero pagato un canone di affitto adeguato, necessario per far fronte alle enormi spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei quartieri post-sismici, che rischiano di affossare le casse dell'ente.

Il Comune ha dunque indetto altri tre bandi, due riservati a persone con redditi non inferiori ai 12 mila euro l'anno, un terzo bando per nuclei familiari relativamente più poveri, con redditi sotto i 12 mila euro, ma sopra i 3.700 euro, e  solo per un ottantina di appartamenti.

A fare le spese dell'annullamento del bando del 2016 circa mille già entrati in graduatoria, ma rimasti senza un tetto. Ed anche le casse dell'ente, visto che 400 appartamenti sono rimasti in buona parte vuoti per tutto questo tempo, con conseguente mancato incasso del canone di fitto mensile e delle spese condominiali.

Il sindaco nella citata replica ad AbruzzoWeb ha assicurato che le ordinanze hanno riguardato "situazioni limite e certificate formalmente: madri con figli piccoli senza un tetto, anziani con gravi problemi di salute o persone che vivono in luoghi precari dal punto di vista igienico e sanitario".

Evidenziando che "l'assegnazione attraverso ordinanza è un evento straordinario ed eccezionale. Nella sua straordinarietà, consente di risolvere situazioni urgenti e contingibili".

Questa testata però non aveva messo in dubbio l'opportunità di intervenire in situazioni limite, ci mancherebbe. Aveva semplicemente evidenziato che non tutti hanno avuto questa possibilità, anche perché il canale non emergenziale di riposta abitativa è stato sbarrato con la revoca del bando del 2016. Con il rischio che qualcuno, il beneficiario dell'ordinanza, è risultato essere più uguale degli altri.

Inoltre alla luce dell'accennata delibera del maggio 2018 si è autorizzati ad avanzare l'ipotesi che queste assegnazioni dirette a persone in forte difficoltà, non solo sono atti di natura emergenziale, ma rischiano di essere in molti casi a tempo, per nulla definitive. Con la conseguenza che le persone in estrema difficoltà si potranno  ritrovare ancora una volta senza un tetto sulla testa.

Questo è il passaggio integrale della delibera: "Ad avvenuto annullamento della delibera 525 del 2016 (quella del bando sulle fragilità sociali della giunta Cialente - ndr) e previa effettuazione delle opportune verifiche istruttorie, si provvederà a proporre i conseguenti provvedimenti, da assumere nei confronti dei nuclei familiari già assegnatari di alloggi del progetto C.a.s.e. e di M.a.p. che avevano partecipato al bando, al fine di sanare la propria posizione, avendo perso nel medio tempore i requisiti per la permanenza degli alloggi stessi, nonché nei confronti di coloro che, avendo presentato domanda di partecipazione al bando, hanno ottenuto l'assegnazione di alloggi C.a.s.e. e M.a.p. con apposita ordinanza sindacale, adottata nelle more dell'effettuazione dell'istruttoria dell'approvazione della graduatoria finale".

Tradotto: la giunta annuncia che opportunamente si dovrà procedere ad una ricognizione complessiva dei requisiti degli assegnatari del progetto C.a.s.e. e M.a.p. che potrebbero per varie ragioni non sussistere più.

Oggetto di questa verifica dovranno essere anche gli assegnatari diretti con delibera sindacale, che giova ricordare, come del resto ha fatto lo stesso sindaco, rappresentano una misura straordinaria ed emergenziale, che in qualche modo deve essere "sanata".

Detto altrimenti la 'conditio sine qua non' per mantenere l'alloggio è avere i requisiti previsti dalla legge, ovvero quelli previsti nei nuovi bandi. Non certo i due che prevedono soglie minime di reddito fissate ai 12 mila euro e 13 mila, di reddito l'anno, tacciati dall'opposizione di essere "bandi su misura dei benestanti"  e non certo alla portata dei beneficiari indigenti delle ordinanze sindacali. Ma almeno quelli previsti dal terzo bando.

Potrebbe però non essere sufficiente, perché gli appartamenti a disposizione sono limitati, e ci potrebbero essere candidati che potranno vantare requisiti e punteggi maggiori, in termini di disagio sociale ed economico.

Nella  replica ad AbruzzoWeb il sindaco tiene a sottolineare che "sono circa 60, e non 200 le ordinanze di assegnazione di alloggi dei progetti C.a.s.e. e Map emesse dal mio insediamento".

In realtà questa testata aveva parlato di quasi un centinaio di ordinanze. Il numero 200 era riferito ad una stima prudenziale dei possibili beneficiari, che sono in molti casi nuclei familiari composti da più persone.

Dando per buono il numero delle ordinanze menzionate dal sindaco, resta il nodo di fondo: le assegnazioni dirette, anche se effettuate in buona fede e a vantaggio di persone in estrema difficoltà,  per loro natura scavano inevitabilmente un solco tra  "figli" e "figliastri" aprendo le porte a poco auspicabili "guerre tra poveri", al sospetto di sordidi favoritismi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui