RAFFICA DI ASSEGNAZIONI DIRETTE DA PARTE DEL SINDACO DELL'AQUILA, ANCHE A INDIGENTI EXTRACOMUNITARI. QUASI 100 APPARTAMENTI CON ORDINANZA

ALLOGGI PROGETTO C.A.S.E. SENZA BANDO, PER QUALCUNO BASTA ORDINANZA DI BIONDI

Pubblicazione: 09 ottobre 2018 alle ore 06:31

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L'AQUILA - Non è una via obbligata, per un cittadino aquilano o straniero in difficoltà economica che ambisce all'assegnazione di un appartamento low cost dei quartieri post-sismici del Progetto  C.a.s.e., partecipare ad un bando pubblico con tutti i crismi, gradutorie e verifiche.

C'è una strada più breve, comoda e discrezionale, che passa per la stanza di palazzo Fibbioni del sindaco di Fratelli d'Italia, Pierluigi Biondi, che fino a pochi giorni fa era dato come papabile candidato presidente della Regione.

Sono infatti quasi un centinaio gli appartamenti finora assegnati con semplici e snelle ordinanze sindacali, previo colloquio, e motivate da una situazione di particolare emergenza sociale e abitativa. Assegnazioni sfornate a ritmi serrati a partire dall'autunno del 2017, a beneficio di oltre 200 persone, di cui, si scopre, una parte significativa sono immigrati. 

Un andazzo che ha fatto storcere il naso a molti, alcuni dei quali si sarebbero confrontati con le Autorità di controllo per verificare la legalità degli atti. A denunciare per primo le assegnazioni dirette è stato il consigliere comunale Giustino Masciocco, di Articolo 1-Movimento democratico e progressista. 

I canoni di affitto, si evince dalle ordinanze sindacali consultabili sull'Albo pretorio on line del Comune, sono fissati in base ai singoli casi, ma comunque molto al di sotto dei valori medi di mercato.  Con buona pace di chi ignorava questa scorciatoia, e un affitto non puo più permetterselo. 

Biondi, va ricordato, non si è inventato nulla: anche il suo predecessore, il sindaco Massimo Cialente del Partito democratico ha firmato un gran numero di ordinanze di assegnazione diretta degli appartamenti del progetto C.a.s.e..

In questo caso, insomma, "il meccanismo", citando lo slogan elettorale di Biondi, non è stato "rotto".

Le assegnazioni dirette sono decollate di numero, dopo che il sindaco Biondi nel novembre 2017, provocando un vespaio di polemiche, ha sospeso il bando di assegazione del 2016 indetto da Cialente,  focalizzato "sulle fragilità sociali", argomentando che tra i quasi mille entrati in graduatoria, troppi erano gli stranieri e gli indigenti, che non avrebbero pagato un canone di affitto adeguato, essendo a bassissimo reddito. Evenienza che non avrebbe consentito al Comune di finanziare i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’enorme patrimonio post sismico dei progetti C.a.s.e. e M.a.p.

Criterio che non sembra valere per le assegnazioni con ordinanza sindacale, di cui benficiano indigenti che pagano canoni molto bassi e come detto  stranieri di cui non è dato a sapere gli anni di residenza sul territorio. Con buona pace dello slogan "Prima gli aquilani", che è stata una delle carte vincenti di Biondi e del centrodestra per vincere le elezioni, e appunto uno dei motivi della cancellazione del bando del 2016.

I due nuovi bandi, targati Biondi, sono stati pubblicati solo a luglio scorso, mentre nel frattempo per mesi e mesi sono rimasti vuoti circa 400 alloggi, e altrettanti nuclei potenziali beneficiari senza un tetto, con conseguente mancato incasso del canone di fitto mensile e delle spese condominiali. 

I due nuovi bandi sono ora riservati a residenti da almeno 5 anni, con redditi  tra i 12mila e 30mila, o tra i 13mila e i 35mila euro, nel caso di nuclei familiari di nuova costituzione, composti da single o coppie con o senza figli minori. Bandi per “benestanti”, è stato polemicamente osservato, tanto che a fine settembre la giunta di centrodestra ha leggermente aggiustato  il tiro  approvando una delibera che da l'abbrivio ad un terzo bando, per nuclei con figli o disabili con  redditi più modesti,  tra i 3.700 e 12mila euro l'anno. In palio però solo 80 appartamenti.  

Per chi, aquilano o straniero, una casa sul mercato immobiliare aquilano, nonostante i prezzi in discesa, non se la può in ogni caso permettere, e non rientra nei criteri dei nuovi tre bandi, c’è solo la possibilità di emigrare o chiedere ospitalità ad amici e parenti.  

Oppure rivolgersi direttamente al sindaco, segnalando il suo stato di particolare bisogno, e sperare nel suo buon cuore, e in una firma in calce ad un ordinanza che vale un tetto a buon mercato e assegnato per le vie brevi. 

I nomi dei beneficiari, per la normativa sulla privacy sono opportunamente oscurati. 

Chi ha potuto prendere visione dei documenti originali a seguito di accesso agli atti, informa che tra essi c’è anche un ex consigliere comunale, e un ex finanziere, che hanno motivato la richiesta per il loro navigare in cattive acque economiche.

A seguire una rassegna delle motivazioni riportate nelle ordinanze: “vive in un alloggio di fortuna, non più idoneo per il proprio stato di salute", "chiede l'assegnazione di un alloggio provvisorio in quanto sfrattato", "la situazione economica della giovane coppia è sostenuta dal lavoro saltuario di entrambi", "chiede un alloggio per gravi motivi familiari per i quali non è più possibile la convivenza quotidiana con i genitori", "l'abitazione attuale non è più a norma dal punto di vista impiantistico ed è in corso una procedura di sfratto".

E ancora:  "risiede con la sua bambina e suoi genitori in un alloggio dotato di una sola camera, e con tutti servizi in comune", "svolge lavori precari e la moglie è casalinga, e l'attuale abitazione è interessata da un pignoramento per crediti verso terzi". 

Infine, "l'abitazione attuale non ha i requisiti minimi igienico sanitari compatibili con il numero di persone occupanti", "non è più in condizione di pagare l'affitto dell'attuale alloggio", “il compagno della madre deceduta gli ha chiesto di uscire di casa perché maggiorenne e in grado di potersi mantenere da sola". 

Nelle ordinanze si fa menzione della documentazione a prova della veridicità dei motivi alla base della richiesta, in qualche caso anche delle segnalazioni dei Servizi sociali. Le assegnazioni dell'appartamento arrivano anche ai cinque anni.

Si può ipotizzare che tra i beneficiari di assegnazione diretta ci siano anche parte di coloro che avevano partecipato al bando del 2016 ed erano entrati in graduatoria, per poi ritrovarsi senza un tetto a causa del “congelamento” deciso da Biondi. 

L'unico a sollevare in aula consiliare con la dovuta enfasi il caso delle assegnazioni dirette del progetto C.a.s.e. è stato il consigliere comunale Masciocco, di Articolo 1-Movimento democratico e progressista, adombrando pesanti dubbi sull'eccessivo margine di discrezionalità, e evidenziando che servirebbe un bando pubblico, una graduatoria da cui attingere, una canonica istruttoria a monte e a valle per verificare i requisiti e stilare un ordine di priorità. 

Ma la questione è caduta nella sostanziale indifferenza dell’aula e dell’opinione pubblica.

Il Partito democratico, che nulla aveva obiettato sulle assegnazioni dirette del suo sindaco, ha preferito invece dare battaglia contro l'annullamento del bando del 2016, definendo la scelta discriminatoria e foriera di ingenti danni erariali alle casse comunali, per i mancati introiti di canoni di affitto e delle spese di condominio, relativi a centiania di appartamenti rimasti vuoti.

Qualche isolata voce critica si è alzata anche a seguito della decisione di assegnare una quota di appartamenti alle famiglie del personale dell’Esercito in servizio nel capoluogo. Ed anche ai cittadini italo-venezuelani che fuggono dal regime dittatoriale di Maduro, che nel mondo non è certo l'unico inferno da cui si è costretti a fuggire



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