ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: GLI STUDENTI TEATINI,
''BELLA ESPERIENZA MA ARMA A DOPPIO TAGLIO PER NOI''

Pubblicazione: 12 maggio 2017 alle ore 12:35

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CHIETI - Attività presso le agenzie delle entrate, all’Inps, in prefettura, nelle librerie, ma soprattutto nell’Università: i progetti dove sono stati coinvolti gli studenti degli istituti superiori teatini per l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla legge sulla “Buona scuola”.

È la legge 107/2015, commi 33-43 dell’articolo 1, che prevede percorsi obbligatori nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, con una durata complessiva di almeno 200 ore nei licei.

Coinvolti nel progetto, numerosi studenti del liceo Scientifico “Masci” di Chieti hanno avuto modo di vivere il sistema universitario da dentro, con attività di lavoro che hanno aperto possibilità di crescita ma anche difficoltà di rendimento.

 “L’anno scorso sono stata all’università D’Annunzio presso il dipartimento di Patologia molecolare con la professoressa Reale, quest’anno invece sono stata al Centro studi sull'invecchiamento (Cesi)  con la professoressa Pandolfi -  spiega ad AbruzzoWeb Letizia D’Andrea, studentessa del IV C - In entrambe le esperienze abbiamo visto in pratica ciò che avevamo studiato teoricamente in classe. Dal mio punto di vista è stato molto utile, soprattutto perché, frequentando una scuola prettamente teorica, è stato bello mettere in pratica. È sicuramente un’esperienza positiva per il mio futuro”.

“D’altro canto diventa difficile recuperare il programma perso con annessi compiti in classe, devi poi recuperare tutto da solo - aggiunge - Se le attività fossero più organizzate, per esempio mandando l’intera classe a fare alternanza lavoro, in modo da fermarsi momentaneamente con il programma, sicuramente andrebbe meglio”.

Per gli interessati, insomma, si tratta di un’arma a doppio taglio che introduce i ragazzi nel mondo nel lavoro ma, allo stesso tempo, aumenta le difficoltà di un normale andamento scolastico.

Quest’anno le attività proposte per il Masci hanno coinvolto prevalentemente l’ambito universitario, introducendo i ragazzi in un sistema prima unicamente immaginato.

Un modo intelligente per preparare i giovani al lancio nel lavoro, ma a un prezzo alto: organizzare il tempo, prima dedicato unicamente alla scuola.

I progetti si sono indirizzati, in particolare, verso l’ambito scientifico, dove alcuni professori hanno manifestato entusiasmo e difficoltà in un’esperienza altrettanto nuova anche per loro.

“Durante le attività di lavoro gli studenti hanno tutti dimostrato un grande senso di partecipazione, di maturità e responsabilità nella gestione degli esperimenti dalle prime fasi all’analisi del risultato finale - svela a questo giornale Gabriella Mincione, professoressa del dipartimento di Scienze mediche e biotecnologiche - Entusiasmo e soddisfazione hanno coronato la conclusione dell’esperienza lavorativa, ancor più poiché esercitata nell’ambiente universitario che per molti di loro sarà prossima meta di formazione dopo la maturità liceale”.

“I laboratori della Patologia generale, nell’ambito del progetto alternanza scuola-lavoro attivato dal dirigente scolastico dello Scientifico ‘Masci’, tramite opportuna convenzione con il dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche della D’Annunzio, hanno ospitato gli studenti per un periodo di tirocinio svoltosi nell’arco di due settimane per un totale di 50 ore per ogni studente”, aggiunge.

Gli studenti sono stati coinvolti nella pianificazione ed esecuzione di esperimenti nell’uso della strumentazione di laboratorio e nelle manualità operativo con l’obiettivo acquisire il metodo ad hoc per l’analisi dei dati sperimentali, applicare metodiche proprie della biologia cellulare e molecolare, redigere protocolli sperimentali e poster scientifici. Hanno eseguito personalmente le attività esperienziali (Experiential Learning) e la coltivazione di cellule umane in coltura derivate da tessuti patologici e normali.

“Ritengo assolutamente positiva questa iniziativa, risorsa necessaria per gli studenti perché possano avvicinarsi al mondo del lavoro e conoscerne la realtà nei suoi molteplici ambiti - continua Mincione -  auspico vivamente il prosieguo di questo progetto e, in futuro, rilevarne le criticità al solo scopo di migliorarne le finalità”.

Conciliare attività di stampo differente per giovani studenti, abituati alla routine scolastica, è un sacrificio intenso.

“Può aiutare sicuramente a indirizzare e scegliere un probabile mestiere. Abituare al mondo del lavoro e ai suoi meccanismi, ma portare avanti il programma con un recupero individuale è davvero difficile - dice Francesca Specchio, studentessa della IV D del ‘Masci’ - Può arricchire, sia per gli studi futuri che per il mondo del lavoro, ma non è facile per noi ragazzi”.

“Quest’anno sono stata presso l’Istituto di patologia generale nella sezione di patologia molecolare in modo diagnostica. Qui ho imparato molte cose dal punto di vista teorico; interessata al campo scientifico l’ho trovato molto utile per il futuro - assicura - È come se mi fossi proiettata nel mio futuro imminente. Nel complesso per me è stato positivo, se organizzato bene, il problema è trovare il giusto modo di conciliare le cose”.

Quanto alla controparte”, “all’inizio avevo qualche paura su come sarei riuscito a gestire gli studenti”, confessa Angelo Di Iorio, professore del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento, “i ragazzi oggi vengono descritti poco scolarizzati, in realtà sono stati molto precisi e attivi, presenti. Con loro ci siamo occupati in particolare di Epidemologia e statistica - racconta - sia con lezioni frontali, ma anche con parti pratiche dove gli studenti hanno somministrato questionari e con una dietista hanno svolto attività in palestra”.

“Sono stati presentati prima i principali disegni di studi, poi hanno fatto parte teorica con una dietista e un laureato in Scienze motorie per capire i corretti stili di vita. Dopodiché abbiamo preparato un questionario con domande per capire le loro abitudini di vita e attività fisica - aggiunge ancora - È stato importante aiutarli a esprimere anche un giudizio sulla loro scuola inteso come loro percorso, darsi un giudizio come studenti”.

Per il docente, “sicuramente è un programma che può aggiungere difficoltà nel percorso degli studi in quanto gli studenti sono costretti a perdere giorni di studio, d’altro canto i professori non possono rimanere completamente bloccati con il programma; per tutto questo quindi recuperare diventa difficile”.



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