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ANNULLAMENTO MATRIMONIO: ''IMMATURITA''' TRA CAUSE PRINCIPALI, I DATI DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO

Pubblicazione: 12 febbraio 2020 alle ore 21:07

CHIETI - Lieve aumento delle cause iscritte a ruolo, passate dalle 99 del 2018 alle 103 del 2019, così come sono aumentate le sentenze di dichiarazione di nullità matrimoniale, da 126 a 136. 

Attualmente rimangono pendenti 191 cause, che formano l'arretrato da esaurire, in sensibile diminuzione rispetto alle 227 dell'anno precedente.

Quanto alle principali cause di nullità del matrimonio, spicca l'immaturità psicoaffettiva. 

Sono i principali dati e spunti emersi dalla relazione tenuta da don Antonio De Grandis, presidente del Tribunale ecclesiastico interdiocesano abruzzese-molisano durante la cerimonia, a Chieti, di inaugurazione dell'anno giudiziario, presenti l'arcivescovo Bruno Forte, presidente della Ceam e moderatore del Teiam, e l'arcivescovo metropolita di Cagliari, Giuseppe Baturi, che ha tenuto la relazione. 

L'analisi dei motivi di nullità, come ha sottolineato De Grandis, conferma la tendenza a evidenziare come motivo prevalente le problematiche psichiche e in particolare il grave difetto di discrezione di giudizio soprattutto per immaturità psicoaffettiva, con 110 casi, e l'incapacità ad assumere gli oneri matrimoniali essenziali riscontrata in 16 casi. 

"Questa descrizione - ha detto il presidente del Teiam - stimola le nostre comunità sia diocesane sia parrocchiali a una più attenta pastorale di accompagnamento dei fidanzati sul piano della formazione umana e cristiana che prevenga la superficialità e immaturità con cui ci si accosta spesso alle nozze". 

Quanto ai tempi dei processi ordinari, sono diventati più celeri, dai due anni di media del 2018 a un anno nel 2019, anche per le cause di incapacità consensuale nelle quali è necessario ricorrere a un perito. Riguardo alle cause trattate per altri capi di nullità, in particolare nella simulazione del consenso, i tempi si attestano sugli 8 mesi circa. 

"L'attività del nostro Tribunale - ha detto De Grandis - evidenzia un percorso di conversione della struttura organizzativa per rendere le procedure per il riconoscimento della nullità matrimoniale più accessibili e agili, in attuazione dei principi cardine della riforma che sono celerità, prossimità e gratuità". 

De Grandis ha ricordato che il 31 gennaio scorso si è proceduto alla costituzione del nuovo Tribunale ecclesistico interdiocesano abruzzese molisano, la cui sede rimane a Chieti, al quale hanno aderito le Diocesi di Abruzzo e Molise, ad eccezione dell'arcidiocesi di Pescara-Penne.

Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Corte di Appello dell'Aquila, Fabrizia Ida Francabandera, l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e il prefetto di Chieti, Giacomo Barbato. 

"Il Tribunale ecclesiastico - ha detto monsignor Forte - è un grande servizio di carità e giustizia. Perché le famiglie sono fragili? Perché forse non si arriva al matrimonio con l'adeguata consapevolezza e preparazione. Incidono anche fattori esterni, come la mancanza di lavoro e le crisi che abbiamo attraversato. Il messaggio della Chiesa è dare fiducia alle famiglie e sostenerle nel loro cammino". 

Nella sua prolusione monsignor Baturi ha tracciato un bilancio degli effetti della riforma sui processi di nullità matrimoniale voluta da papa Francesco, con il Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus, del settembre 2015. 

"Nel 2005 papa Giovanni Paolo II ha detto che i vescovi non possono disinteressarsi ai tribunali ecclesiastici, considerandoli come organi meramente tecnici - ha sottolineato - Ed è quello che è si compiuto con la riforma, a quattro anni dal Motu Proprio di papa Francesco. I vescovi sono ora vicini e attenti all'attività giudiziaria, sono nate nuove strutture diocesane e interdiocesane, sono state riorganizzate ed efficientate quelle esistenti".



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