LA SENATRICE INDAGATA SI SFOGA SU FACEBOOK: ''FORTE DELLA MIA ONESTA'''

APPALTI MARSICA: CAPOGNA, ''10 MILA EURO
ALLA PEZZOPANE'', IL PD ''FIDUCIA IN LEI''

Pubblicazione: 17 maggio 2017 alle ore 14:06

Stefania Pezzopane

L’AQUILA - “Ricordo che nel periodo pre-elettorale per le elezioni provinciali dell’Aquila nell’anno 2010, su richiesta di Gianfranco Tedeschi mi recai all’Aquila in compagnia della mia ex collaboratrice Lauretti Francesca per consegnare la somma di euro 5 mila all’allora presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane”.

Questa la dichiarazione del grande accusatore, l’imprenditore dell’illuminazione Angelo Capogna, che ha inguaiato la senatrice Pezzopane, indagata dalla procura della Repubblica di Avezzano, che ha trasmesso gli atti nel capoluogo per competenza, nell’ambito della mega inchiesta sulle “tangenti sui lampioni” che vede indagati fin qui una quarantina di amministratori e dipendenti di molti Comuni della Marsica.

Dopo la prima reazione a caldo di incredulità, come spesso le capita l’interessata ieri sera ha affidato alla rete sociale di Facebook le sue riflessioni, raccogliendo anche manifestazioni di solidarietà.

“Un giornalista mi ha informata che sarei indagata. Boh, gli ho detto, io non ho ricevuto nulla, sono a Roma, nella calda notte romana al Pantheon a fare una passeggiata. E non ho alcuna intenzione di interromperla - ha scritto - Se sono indagata, la magistratura farà come sempre presto e bene il suo lavoro. Io sono tranquilla e fiduciosa. Forte della mia onestà. Domani ci capirò qualcosa di più e vi dirò meglio”.

La notizia dell’indagine a carico della senatrice, ovviamente con accuse tutte da dimostrare, ha provocato un uragano politico. Oggi in mattinata riunioni febbrili e telefoni a lungo muti in casa dem, alla fine il segretario provinciale Mario Mazzetti ha tirato le somme, mostrando ottimismo.

“Siamo molto sereni e fiduciosi in quello che fa la magistratura, sappiamo che chi si assume responsabilità, come la senatrice Pezzopane, può essere oggetto di indagini e, quindi, con la massima celerità speriamo che si possa addivenire alla definizione di questa indagine”, dichiara ad AbruzzoWeb.

Sui rischi di pubblicità negativa per il Pd che esprime due candidati sindaco nelle principali città, Americo Di Benedetto all’Aquila e Giovanni Di Pangrazio ad Avezzano, Mazzetti ritiene che “gli elettori siano abbastanza maturi da poter decidere e scegliere il candidato sindaco e anche l’appartenenza politica, non sarà un’indagine a modificare il consenso. I risvolti mediatici hanno sempre un primo impatto negativo - evidenzia - ma i cittadini sono in grado di capire il fatto per quello che è al momento: le indagini ci sono come per tanti altri, da un lato forse è anche giusto che ci siano”.

Il partito, comunque, ha nella Pezzopane, assicura Mazzetti in conclusione, “un’assoluta fiducia  perché ha mostrato sempre massima volontà di trasparenza e totale affiancamento alle questioni di indagine”.

Come si legge sul quotidiano Il Centro che cita il verbale di uno dei due interrogatori di Capogna, l’imprenditore “gola profonda” ricorda “in particolare di avere consegnato il denaro a lei personalmente presso i container adibiti a uffici che allora erano stati ricollocati nella zona della caserma dei carabinieri dell’Aquila”.

Parlando con gli uomini della prima sezione della squadra Mobile, diretta dall’ispettore Sabatino Romano, Capogna svela che “tale dazione mi fu suggerita da Tedeschi (Gianfranco, sindaco di Cerchio, ndr) il quale aveva già preso accordi con la Pezzopane per permettere alla mia società di svolgere lavori di ristrutturazione dell’illuminazione pubblica nella città dell’Aquila. Nonostante tale dazione, non ho mai avuto contatti né svolto alcun tipo di attività in quella città”.

E prosegue il verbale con l’interrogatorio di Capogna: “Ribadisco che le dazioni di denaro in favore di Stefania Pezzopane sono state due, la prima di euro 5 mila, da me consegnati presso la sede elettorale situata in zona Coppito, Statale 17, incrocio rotatoria per l’ospedale San Salvatore, e la seconda, sempre dell’importo di euro 5 mila è avvenuta presso gli uffici-container della Provincia di L’Aquila”.

“Nella prima circostanza ero in compagnia di mio padre Domenico Capogna e di mio fratello Fabio; nella seconda circostanza ero in compagnia della mia collaboratrice dell’epoca Lauretti Francesca”, conclude il passaggio incriminato.

Capogna ha illustrato altri pagamenti che, per altre fattispecie che non coinvolgono la Pezzopane, hanno portato gli inquirenti a ipotizzare il reato di corruzione.

Ci sarebbe, per esempio, un orologio sequestrato dalla mobile aquilana appartenuto, per l’accusa, a Federico D’Aulerio, ex sindaco di Ortucchio e già dirigente del Comune di Celano.

Un orologio del valore di 3.600 euro che, secondo le ipotesi dei pm marsicani Maurizio Cerrato e Roberto Savelli, ovviamente tutte da dimostrare, rappresenterebbero la prova della corruzione, reato contestato a D’Aulerio.

L’ex sindaco è indagato perché avrebbe compiuto azioni illecite per fare aggiudicare alla Saridue srl lavori per la realizzazione di una sala operativa della Protezione civile all’interno del Tar.



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