INDAGINI PARTITE DA SEQUESTRO LISTA DI DITTE AD UN IMPRENDITORE;
DURATE UN ANNO LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E AMBIENTALI

APPALTI PILOTATI E MAZZETTE IN ABRUZZO,
7 ARRESTI TRA POLITICI E IMPRENDITORI

Pubblicazione: 27 settembre 2017 alle ore 08:14

Volanti della polizia

L'AQUILA - Un sistema per manovrare appalti pubblici con circa 15 aziende specializzate che venivano fatte partecipare a gare già compromesse grazie ad accordi corruttivi con amministratori locali e pubblici funzionari e che, con offerte al ribasso, indirizzavano la gara verso l’impresa prescelta per l’occasione, determinando un vero e proprio cartello in grado di decidere l’esito delle commesse.

A far saltare il banco le indagini della procura della Repubblica di Avezzano (L'Aquila) affidate alla Polizia di Stato che oggi ha eseguito nelle province di L’Aquila, Teramo, Chieti e Pescara un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per 7 persone.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, nei confronti di 7 persone, tra amministratori locali, pubblici funzionari e imprenditori che, secondo le accuse, farebbero parte del sistema illecito, da cui è scaturito il nome dell’operazione “Master list”, finalizzato a influenzare gli appalti pubblici in diversi comuni della provincia aquilana.

I provvedimenti del gip riguardano l’amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), Giuseppe Venturini, vice sindaco con delega ai Lavori pubblici di Canistro (L'Aquila), Paolo Di Pietro, il sindaco di Casacanditella (Chieti), Giuseppe D’Angelo, l’imprenditore di Montorio al Vomano (Teramo), Emiliano Pompa, l’imprenditore Antonio Ruggeri di Avezzano, Antonio Ranieri dell’Aquila, responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto (L'Aquila), e l’imprenditore Sergio Giancaterino di Penne (Pescara).

I reati ipotizzati a vario titolo sono quelli di corruzione, turbata libertà degli incanti , falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

Nel corso delle attività investigative sono stati registrati plurimi episodi di corruzione attraverso la dazione di denaro in contanti oppure sotto forma di consulenze, la sponsorizzazione di una società di calcio dilettantistica, dei subappalti a ditte di familiari degli indagati, l'acquisto di biglietti di lotterie patronali, il noleggio di tendoni per una festa e perfino contributi in beneficenza.

A innescare e dare il nome all'inchiesta è stata, tra le altre cose, una lista di ditte che, per l'accusa si dovevano spartire numerosi appalti sia in provincia dell'Aquila che nel resto della regione, scritte in un'agenda sequestrata nell'ambito della perquisizione effettuata ai danni di Giancaterino.

Per questo elemento, altri documenti e il materiale dei precedenti filoni, secondo la procura e le squadre Mobili delle questure dell'Aquila e Pescara, i 7 arrestati ai domiciliari di oggi sarebbero "inseriti in un collaudato sistema illecito".

Il meccanismo più utilizzato, stando alle carte dell'accusa, da parte degli amministratori, tecnici e funzionari coinvolti, era quello di risppndere alle gare con le ditte d'accordo con chi avrebbe dovuto vincere tra di loro stabilendo insieme il massimo ribasso.

Naturalmente, l'obiettivo sarebbe stato quello di partecipare agli appalti e di far ruotare i vincitori.

L'INTERCETTAZIONE: ''15 DITTE E 10 SONO LE NOSTRE''

“Facciamo come l’altra volta... 15 ditte, e 10 sono le nostre”. È in questa intercettazione telefonica del 2015 tra il vice sindaco di Canistro (L’Aquila), Paolo Di Pietro, che parla nella sua auto, e l’imprenditore Sergio Giancaterino, la descrizione, in estrema sintesi, del sistema illecito per controllare gli appalti pubblici portato alla luce dall’operazione “master list” della procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila) con 7 arresti ai domiciliari tra amministratori pubblici, funzionari e imprenditori.

Come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari Francesca Proietti, l’indagine si è sviluppata su due procedimenti separati: il primo presso la procura avezzanese, “frutto di una serie di propalazioni accusatorie di un imprenditore, vittima di un ‘sistema tangentizio’ da parte di alcuni politici marsicani”. L’altro, inviato alla procura aquilana per competenza territoriale, nato da intercettazioni telefoniche e ambientali.

Le gare coinvolte nell’inchiesta sono 8. Per quanto riguarda il Comune di Canistro (L’Aquila), sono quelle relative alla sistemazione e ampliamento del cimitero comunale, al risanamento e consolidamento del cimitero della frazione di Canistro Superiore e alla sistemazione del municipio canistrese.

Per quanto riguarda Campotosto (L’Aquila), gli appalti riguardano la manutenzione dell’area di campeggio Capparella della struttura adibita a centro velico denominata Casa dei Pescatori, l’implementazione di servizi per la realizzazione della rete idrica nella stessa area, la chiusura della discarica in località Rapperduso.

Per quanto riguarda l’Unione dei Comuni delle Colline Teatine, di cui è capofila il Comune di Casacanditella, l’inchiesta ha indagato i lavori di riassetto territoriale dell’area a rischio idrogeologico della località Colle Grande del Comune di San Martino sulla Marrucina.

Per quanto riguarda il Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), infine, la gara per la manutenzione del depuratore di Capistrello (L’Aquila). (alb.or.)

UN ANNO DI indagini

Gli investigatori, attraverso una vasta attività di intercettazioni telefoniche e ambientali durate un anno, hanno individuato quello che nel corso di una conferenza stampa in Procura, ad Avezzano, hanno definito "un cartello d'imprese" facente capo a un imprenditore di Pescara, Sergio Giancaterino, e ad un intermediario di Avezzano, Antonio Ruggeri, che avrebbero individuato una serie di ditte alle quali affidare i lavori, tutte segnate in un'agenda, una sorta di libro mastro, sequestrata dagli inquirenti.

Nell'ambito di una perquisizione in casa di uno degli indagati, la Polizia ha trovato ben nascosta anche una pen drive con una lista di ditte che, secondo l'accusa, avrebbero preso parte al disegno criminoso.

Secondo procura e investigatori, il metodo usato dagli indagati era quello di creare "nero utile al pagamento delle persone che poi avrebbero corrotto".

Nel corso delle indagini, inoltre, gli inquirenti hanno scoperto che gli arrestati usavano un'auto come ufficio nella quale si svolgevano riunioni e si decidevano le strategie da usare.

Nell'ambito dell'inchiesta, iniziata nel 2015, sono coinvolte anche altre sei persone che nei prossimi giorni saranno ascoltate dagli investigatori.

All'esito degli interrogatori si deciderà se e come procedere nei loro confronti.

VENTURINI SI DIMETTE DAL CAM

C'è l'amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano, Giuseppe Venturini, tra i sette arrestati, tutti ai domiciliari, nell'ambito dell'operazione "Master list" su presunti appalti e gare truccate in Abruzzo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano (L'Aquila).

Venturini si è dimesso stamani dal suo incarico.

Il Cam è una società pubblica del ciclo idrico integrato, molto influente sul territorio che nel corso degli anni ha accumulato debiti milionari.

Venturini ha sostituito lo storico presidente, Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio (L'Aquila) esponente del Pd coinvolto in una precedente indagine della procura di Avezzano per presunte mazzette e turbativa d'asta in alcuni appalti nella Marsica.

I provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, su richiesta dei sostituti procuratori Roberto Savelli e Maurizio Maria Cerrato, riguardano amministratori, tecnici e imprenditori.

Le misure cautelari sono state eseguite dalla squadra mobile di L'Aquila guidata dal dirigente Tommaso Niglio.



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