APPALTI REGIONE: L'INCHIESTA SI ALLARGA
AI BENI CULTURALI, OCCHIO SU GARE A INVITI

Pubblicazione: 20 marzo 2017 alle ore 20:23

L’AQUILA - La procura della Repubblica dell’Aquila sta indagando sull’assegnazione attraverso procedure negoziate, cioè gare a inviti di un certo numero di imprese, di alcuni lavori, anche legati alla ricostruzione post-terremoto 2009, promossi dal segretariato del ministero dei Beni culturali.

Si tratta di un nuovo filone, l’undicesimo, dell’inchiesta dei pm aquilani su una serie di appalti gestiti dalla Regione.

La scorsa settimana i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) hanno effettuato una serie di blitz nella sede in via Filomusi Guelfi all’Aquila per acquisire documentazione in particolare presso l’ufficio contratti.

Il fenomeno era venuto fuori negli anni scorsi quando divamparono polemiche per il fatto che in questo tipo di gare le imprese invitate dai beni culturali erano sempre le stesse, quindi non c’era rotazione.

AbruzzoWeb si era occupato diffusamente della vicenda, segnalando alcuni lavori come esempio e incassando anche la conferma dell'associazione costruttori che chiedeva regole certe e pari chance per tutti.

Ora sono scattate le indagini nell’ambito della maxi inchiesta. Non si conoscono altri particolari né le ipotesi di reato, perché in questo fronte di indagine, come su tutto il resto, viene mantenuto il più stretto riserbo. Ci sono comunque indagati.

C’è da dire che gli assetti degli uffici periferici dei Beni culturali sono cambiati in corsa per effetto della riforma nazionale e del terremoto di otto anni fa; le direzioni regionali sono state retrocesse a segretariati in tutta Italia, con un risparmio sulla retribuzione dei vertici.

Queste strutture coordinano le varie soprintendenze, che rimangono comunque autonome, e gestiscono in pravalenza gli appalti: l’attuale segretario regionale è Stefano Gizzi.

In compenso, nel cratere del 2009 è stata istituita una soprintendenza speciale guidata da Alessandra Vittorini.

Diventano 11 i filoni attualmente aperti in un’inchiesta che ha coinvolto finora 33 indagati tra cui dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni, imprenditori, oltre al presidente, Luciano D’Alfonso, e agli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe.

Le ipotesi di accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico, abuso d’ufficio.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi e portate avanti dai carabinieri del Noe e dalla squadra Mobile della questura di Pescara.



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