APPALTO LAVORI CAMPOMIZZI: RESPINTE ECCEZIONI CONTRO CAPO IMPUTAZIONE

Pubblicazione: 07 aprile 2016 alle ore 18:49

Giancarlo Santariga
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L’AQUILA - Scongiurata la nullità del capo di imputazione e compiute con successo le operazioni preliminari, entrerà nel vivo in autunno il processo al tribunale dell’Aquila sull'appalto “su misura” per ditte compiacenti per la ristrutturazione della caserma Campomizzi, destinata dapprima a ospitare gli sfollati del sisma del 6 aprile 2009 e oggi residenza universitaria.

Oggi si è celebrata la prima udienza dibattimentale, al termine della quale è stato fissato il calendario che prevede per il 22 settembre il prossimo appuntamento in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Grieco e composto dai magistrati Daria Lombardi e Marfisa Luciani.

In quella occasione verranno ascoltati i primi testimoni dell’accusa e i consulenti. Oggi è stata respinta un’eccezione di nullità del capo di imputazione per illogicità presentata dalle difesa. Non è risultato alcun difetto di notifica quindi il processo è partito con il piede giusto anche se rinviato a dopo l’estate.

Le ipotesi di reato sono turbativa d'asta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d'ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissioni/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 600 mila euro.

Gli 11 imputati sono Giovanni Guglielmi, all’epoca provveditore interregionale Opere pubbliche; Giancarlo Santariga, ex provveditore aggiunto alle Opere pubbliche per l’Abruzzo; i funzionari del provveditorato Giuliano Genitti, responsabile unico del procedimento; Claudio Quartaroli, direttore dei lavori; Filippo Di Giacomo, direttore dei lavori; Luigi Zaccagno, direttore operativo; Carlo Clementi, dirigente del provveditorato; Giovanni Benevieri, collaudatore statico; gli imprenditori Giulio Vittorini; Enzo Romano Marinelli; Ettore Barattelli.

I fatti sono relativi all’affidamento senza gara, con procedura negoziata, dei lavori di adeguamento della struttura.

Secondo l’accusa, oggi rappresentata in aula dal pubblico ministero Roberta D’Avolio, il provveditorato alle Opere pubbliche avrebbe eseguito una sorta di selezione preventiva per favorire le imprese aquilane del Consorzio Federico II, quelle già coinvolte e poi archiviate nell’inchiesta sulla “cricca” dei lavori pubblici per il G8 del 2009 spostato dalla Maddalena all’Aquila.

Tre le ditte individuate, una chietina e due aquilane. L’impresa teatina neanche rispose all’invito, invece l’aquilana Del Beato srl per l’accusa presentò un’offerta farlocca anche se il suo rappresentante, Aldo Del Beato, è stato assolto lo scorso 27 novembre dopo il rito abbreviato proposto dal suo legale Stefano Rossi.

Alla fine la Marinelli ed Equizi srl dell'Aquila si aggiudicò i lavori concernenti le tre palazzine per un importo di 5 milioni 950 mila euro. Successivamente a tale aggiudicazione la stessa impresa ottenne ulteriori commesse per 5 milioni e 864 mila euro per realizzare una mensa cucina, la copertura in acciaio delle tre palazzine, tre centrali termiche e la recinzione perimetrale del sito in ristrutturazione.

Stando agli accertamenti investigativi le commesse tutto erano tranne che lavori definibili “di somma urgenza”.

È quindi emerso dagli accertamenti dei pm che numerose imprese designate direttamente dalla Marinelli ed Equizi e dall'unico subappaltatore 'ufficiale', la Barattelli, effettuarono quasi tutte le opere senza autorizzazione e comunicazione, in violazione della disciplina dei sub-appalti e dello specifico capitolato.

Per subappalto irregolare è tuttora in corso una "coda" dell'inchiesta con 23 persone indagate, alcune delle quali già coinvolte in questo filone principale.

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Vincenzo CalderoniAntonio Milo, Ernesto e Massimiliano Venta, Cesidio Gualtieri, Paolo Scopano, Carlo Peretti.



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