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BLOCCATA ASSEGNAZIONE INCARICO PER INTERVENTO SU STRUTTURA ANZIANI ''PER APPROFONDIMENTI COSTI LIEVITATI DA 1 A 4 MILIONI''. AMMINISTRATORI MINACCIANO DI SCENDERE IN PIAZZA. GIALLO FINISCE IN PARLAMENTO

APPALTO RSA MONTEREALE: E' BUFERA,
DA ASL STOP A GARA, INSORGONO SINDACI

Pubblicazione: 28 gennaio 2020 alle ore 16:30

MONTEREALE - La Asl provinciale dell’Aquila sospende in autotutela, proprio in dirittura di arrivo, “per approfondimenti in particolare sulla lievitazione dei costi da un milione a circa 4” l’appalto per intervenire sulla residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Montereale, chiusa da tre anni per inagibilità dovuta ai terremoti del 2016 e 2017 con i circa 60 anziani trasferiti all’Ex Onpi dell’Aquila.

Insorgono i territori con il sindaco del centro montano, Massimiliano Giorgi, che, anche a nome di altri primi cittadini dell’Alta Valle dell’Aterno, minaccia di scendere in piazza se non ci sarà lo sblocco immediato della procedura di gara avviata nel 2017.

E che chiama in causa la Regione e il presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. Insorgono alcuni politici, in particolare, il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane che annuncia una interrogazione parlamentare parlando di “vicenda gravissima, piena di risvolti inquietanti”.

Insorgono i sindacati preoccupati del futuro occupoazionali dei circa 40 lavoratori impegnati nell’assitenza di una struttura pubblica ritenuta strategica per quel territorio. Il caso della sospensione di un appalto già caratterizzato da ritardi e contenziosi giudiziari ha scatenato un’autentica bufera istituzionale e nelle comuniutà coinvolte.

"Bisogna chiarire in fretta quanto accaduto, chiediamo alla Asl di illustrarci i motivi e di procedere celermente per effettuare i lavori e riaprire la struttura troppo importante per il nostro territorio", spiega il capo della opposizione nel comune di Barete, Claudio Gregori. 

La situazione potrebbe anche costare cara all’aziensa sanitaria, stazione appaltante, perché le imprese partecipanti, pare dieci invitate in base ad una licitazione privata, visto che gli imprenditori minacciano richieste milionarie di risarcimenti danno. In questo quadro la Asl provinciale dell’Aquila e la Regione, azionista di maggioranza, rimangono con le bocche cucite: le uniche informazioni, trapelano senza che peraltro nessuno autorizzi dichiarazioni pubbliche.

Secondo quanto si è appreso, a volere la sospensione in autotutela è stato il direttore generale, Roberto Testa, in sella dallo scorso mese di settembre ed espressione della nuova maggioranza regionale di centrodestra, che ha esaminato nel dettaglio la pratica attivata dal suo predecessore, Rinaldo Tordera, manager nominato dal centrosinistra.

Alla base ci sarebbe la lievitazione dei costi. Comunque, il provvedimento è stato firmato oltre che da Testa, anche dal direttore sanitario, Simonetta Santini, e dal direttire amministrativo facente funzioni, Stefano Di Rocco.

Quella chi è stata percepita come una doccia fredda si è materializzata il 21 gennaio scorso in una riunione ufficiale pubblica convocata dopo una serie di rinvii: secondo quanto è emerso, proprio quando si stava per comunicare l’impresa vincitrice da parte della commissione di gara costituita dagli ingegneri Federico D'Aurelio e Stefano Filauri e dal geometra Paolo Gioia, alla presenza del Rup Luca Fiamma, è arrivato il documento di blocco della stazione appaltante della operazioni conclusive dell’appalto. 

Il provvedimento non avrebbe motivazioni precise, quindi, non comunicherebbe illegittimità o irregolarità. Subito dopo è partita la denuncia di sindaci e amministratori dell’Alta Valle dell’Aterno. A loro avviso, c’è il rischio il una richiesta di risarcimento danni da parte delle ditte ammesse alla gara, altri costi per una eventuale ripetizione delle procedure, e degli incarichi connessi alla progettazione: a tale proposito, sarebbero stati affidati circa 250mila di euro con affidamenti diretti per la progettazione e altri esami tecnici e perizie.

Ex ancora, ulteriori spese di affitto per mantenere la struttura per anziani nei locali dell'ex Onpi, dove attualmente sono ospitati i pazienti, tutti elementi che potrebbe portare alla contestazione di danno erariale. 

L’appalto risale al periodo successivo ai terremoti del 2016 e 2017 quando la Rsa è stata dichiarata inagibile e quindi sgomberata.

Con decreto dell'allora vicecommissario per l’Abruzzo del governo per la ricostruzione del terremoto del centro Italia, Luciano D'Alfonso, in quel momento presidente della Regione, ora senatore del Pd, l'Asl è stata dichiarata stazione appaltante per affidare i lavori necessari per la riapertura della struttura con la copertura finzanziaria di un milione di euro.

Successivamente sono stati affidati gli incarichi tecnici e redatto il progetto. Pur potendosi avvalere delle deroghe alla normativa sui lavori pubblici in forza del decreto del 20 marzo 2017, è stata bandita una gara d'appalto con procedura negoziata alla quale sono state definitivamente ammesse a partecipare dieci imprese.

Il 21 gennaio scorso il blocco. 



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