ARACU, ''STOP POLITICA, ORA SOLO SPORT''
''PESCARA 2009, CHE OCCASIONE PERSA!''

Pubblicazione: 20 maggio 2017 alle ore 08:00

Sabatino Aracu
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L’AQUILA - “Lo skateboarding a Tokyo nel 2020, già deliberato come sport olimpico, e il pattinaggio velocità, molto caro all’Aquila, alle olimpiadi giovanili di Buenos Aires nel 2018 sono gli ultimi traguardi raggiunti. La nomina nella giunta esecutiva del Coni? Quello è il coronamento di un percorso”.

All’orizzonte, in un’intervista a 360 gradi con AbruzzoWeb, Sabatino Aracu vede solo lo sport, ma non solo quello delle rotelle: “Con la politica ho chiuso, nonostante in tanti siano tornati a chiedermi un impegno diretto, anche recentemente”, svela e questo benché l’età, 63 anni, sia ancora consona per avere dei ruoli.

Aquilano, “ma cittadino d’Abruzzo a tutto campo, essendo residente a Pescara e vissuto a Capestrano, in provincia dell’Aquila”, con quattro legislature alla Camera all’attivo, dal 1996 al 2013, l’ex deputato di Forza Italia e del Popolo della libertà, che di professione fa l’imprenditore e ora vive a Roma, è al settimo mandato da presidente della Federazione italiana sport rotellistici.

È stato un atleta di ottimo livello proprio nel pattinaggio, e nello sport è stato ancora più longevo che nella politica, le due grandi passioni che hanno caratterizzato la sua vita.

Anche se c’è da dire che la vita amministrativa gli ha riservato qualche amarezza, forse per questo ha sterzato per dedicarsi esclusivamente allo sport: non a caso nei giorni scorsi è stato nominato, primo abruzzese, componente della Giunta esecutiva del Coni, un incarico prestigioso.

Ma altri record sono a portata di mano: se dovesse essere rieletto ancora arriverebbe a 32 anni di mandati, e nessuno mai nel Comitato olimpico ha raggiunto questo risultato, tanto da essere considerato il “decano” dei presidenti confederali, oltre a essere l’unico presidente di federazione italiana che è anche presidente di una federazione mondiale.

“Prima non l’ho mai voluto fare - aggiunge a proposito dell’impegno nella Giunta esecutiva del Comitato olimpico - perché essendo anche parlamentare non avrei avuto il tempo necessario. Oggi voglio dedicare tutta la mia vita allo sport”.

Il Parlamento è, insomma, un capitolo che sembra chiuso: “Ho dato abbastanza, ritengo di non essere più utile a fare la minestra riscaldata. Si può essere utili anche senza ruoli particolari - spiega - L’esperienza politica è sempre molto bella, la auguro a tutti, ho arricchito un bagaglio di esperienza e conoscenza enorme. Non è un marciume come si dice, come in tutti gli ambienti c’è gente per bene e meno per bene”.

E ricorda i XVI Giochi del Mediterraneo, quelli di Pescara nel 2009, per i quali l’unico rimpianto è che “potevano essere sfruttati per dare all’Abruzzo uno slancio diverso”.

“Quando proposi Pescara vincemmo sul tavolo del Coni battendo le altre cinque città candidate, Napoli, Venezia, Genova, Catania e Rimini - ricorda - Già allora in molti capirono quali erano gli equilibri all’interno del Comitato olimpico, visto che prima di candidare l’Italia a ospitare l’evento, il consiglio nazionale votò, a sorpresa, per Pescara”.

“Per me rappresentava un punto di partenza per sostenere le imprese abruzzesi e vendere l’immagine dell’Abruzzo nel Mediterraneo - prosegue Aracu - avemmo anche i contributi della Comunità europea, ma poi nessuno ha portato avanti quel progetto”.

“Nonostante svariati ostacoli ai vari livelli fu un risultato importante - aggiunge - Mai l’Abruzzo avrebbe ambito a tanto. Quando c’erano le elezioni del 2003 a Pescara, tutti credevano che io stessi portando una bufala elettorale...”.

“Errori? E chi non ne fa, anch’io ne ho fatti, è la vita. L’importante è riconoscerli e cercare di migliorare”, ammette poi, citando, tra i rimorsi, il fatto che “in Abruzzo non si sia mai fatto sistema, purtroppo, in tutte le aree politiche, non si vuole far squadra, ogni tanto arriva un campione, tutti lo seguono e poi lo buttano giù dalla torre”.

I rapporti con gli abruzzesi, molti amici da una vita, sono “purtroppo poco assidui a causa del poco tempo che ho”, tra i pochi più frequenti “senza ombra di dubbio quello con Roberto Marotta, segretario generale della Federazione internazionale, con cui ho un dialogo quasi quotidiano”.

La frequentazione dell’Aquila è comunque costante, “spesso nel fine settimana vado a trovare mia madre, che ha compiuto 90 anni il 24 aprile e mi rigenera molto”.

Contatti “anche dal mondo politico, di tutti i colori”. Proposte di tornare in campo? “Sì, ce ne sono state, ma ho evitato sia per le imminenti elezioni dell’Aquila che per il futuro, ho ribadito che la mia esperienza politica è esaurita”.

Infine, un rammarico: “La regione non approfitta delle persone che possono dare una mano, di mia spontanea volontà continuo a portare i campionati italiani a Roccaraso che portano tanta gente e consiglio a chiunque di puntare sull’Abruzzo, ma ahimè da nessuno non ricevo mai telefonate per fare un progetto”.



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