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ARTE, COSMO E MATERIA: LE OPERE ''SCIENTIFICHE'' E LA LUNGA CARRIERA DELL'ARTISTA AQUILANO ANGELOSANTE

Pubblicazione: 11 settembre 2018 alle ore 06:56

L'opera dell'artista aquilano Angelosanre esposta all'Emiciclo
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L'AQUILA - Metafisica, il cosmo e l'architettura, sono questi i temi ricorrenti nelle opere a metà tra quadri e sculture dell'artista aquilano Franco Angelosante, la cui ultima installazione è stata messa in mostra nella "Navata Vetrata" del Palazzo dell'Emiciclo all'Aquila.

"Ho cominciato a dipingere all'età di 13 anni - ricorda ad AbruzzoWeb - ero solo un ragazzino appassionato di arte. I miei sono stati studi da autodidatta, colpito dai colori, dalla storia che c'è dietro il patrimonio artistico, dalle forme e dalle infinite possibilità di ispirazione che ci offre il mondo".

Una passione che lo ha portato già in giovanissima età a esporre le sue opere all'Aquila, la prima personale fu fatta all'Albergo Italia e dopo tante esperienze ha cominciato ad avvicinarsi alla corrente metafisica, ispirandosi ai quadri di Giorgio De Chirico, con le sue forme quasi "enigmatiche" ed "essenziali".

Ed è di questo periodo, la prima mostra che lo ha "consacrato" e reso famoso, nel 1982, all'interno della sala dei Gesuiti dedicata a Giovanni Paolo II.

Metafisica e poi lo studio dell'arte contemporanea, "mi sono avvicinato alla materia attiva nei segni, non volevo limitarmi a dipingere, desideravo che i miei quadri avessero un loro corpo, delle strutture artistiche su tela".

Nacquero così 60 opere d'arte che nel 1995 vennero portate in mostra, "Lo sport nell'arte" era il suo nome, con lo sponsor del Coni, dove ha cominciato a introdurre elementi tecnologici.

E poi ancora altre esposizioni, nel 2005 durante i festeggiamenti per la Perdonanza Celstiniana, e nel 2007 quando ha portato la sua "Tecnology Art" nel museo di Santa Maria dei Raccomandati in collaborazione con l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

"Perchè ho aggiunto la materia viva ai miei quadri? Perchè nel cosmo nulla viene distrutto per sempre, anche noi uomini, con il nostro passaggio lasciamo qualcosa ai posteri. I materiali che utilizzo sono tutti nuovi, ma ogni tanto mi capita tra le mani qualcosa di vecchio, di inutilizzato, al quale cerco di dare una seconda possibilità", spiega. 

Nel 2009 dopo il tremendo terremoto del 6 aprile, al G8 tenutosi all’Aquila nella Caserma della Guardia di finanza a Coppito venne invitato ad esporre l’opera della Tecnology Art Methafora nel padiglione della mostra dedicato all’Abruzzo, "L’Arte del sapere fare bene Italiano", ed è stato l’unico artista contemporaneo presente a fare parte della mostra organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Protezione Civile in onore dei capi di stato di tutto il mondo intervenuti.

"È stata una grande emozione, avevamo tutti il cuore ferito per la recente tragedia, ma è stato allo stesso tempo un momento positivo. L'arte come forma di rinascita, come speranza, come mezzo per andare avanti".

Ed è proprio l'arte, secondo Angelosante, il mezzo da cui ripartire, puntare per la rinascita del capoluogo d'Abruzzo.

"La mia città ha un cuore artistico importante, non solo per il patrimonio che custodiamo da secoli e che siamo riusciti a preservare dalla furia distruttrice del sisma. C'è tanta gente che ha molto da insegnare e soprattutto da far vedere".

"Abbiamo pittori, scrittori, musicisti, tante forme artistiche che messe insieme e veicolate nel modo giusto possono fare da motore turistico. Non sono solo parole, sono davvero convinto che L'Aquila, con il contributo di ognuno di noi, secondo le proprie possibilità, possa diventare un luogo ameno dove far confluire un turismo artistico, con eventi di settore importanti".

"Utilizzo il passato per formare il presente e guardare al futuro. Questo è quello che dovremmo fare tutti per il bene della nostra città!", conclude.

Partendo dall'esposizione, Angelosante ha organizzato una serie di eventi nel Palazzo dell'Emiciclo, che abbracceranno tutto il mese di settembre, per avvicinare L'Aquila ad esperti d'arte, storici, scrittori, in una serie di conferenze.

Un appuntamento è previsto per mercoledì 12 alle ore 18, "Il sogno di Celestino", in collaborazione con l'associazione Panta rei di Maria Grazia Leopardi, storica dell'arte, scrittrice aquilana, da sempre interessata anche ai "misteri" intorno alla figura del Papa "del perdono".

E ancora mercoledì 18 alle ore 18, l'incontro "Oltre le colonne d'Ercole" con Paoli Paoli, responsabile dell'archivio dell'Arcidiocesi dell'Aquila e Giuseppe Tanzella Nitti, della Pontificia Università Santa Croce di Roma, e martedì 25, sempre alle 18 "L'arte della parola: tra magia scienza e inganno" con Ettore Picardi, magistrato e scrittore.



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